mercoledì 29 novembre 2017

Daniela Poggi, una donna... tante donne, una particella di Dio. L'intervista di Fattitaliani

di Caterina Guttadauro La Brasca - Daniela Poggi nasce a Savona, una città di mare. In casa crebbe con l’Arte, fuori un mondo colorato: l’azzurro del mare, del cielo della sua città e l’aria salmastra da respirare, per poi portarla dentro ovunque andrà. La sua carriera iniziò a 14 anni quando si aprì il primo sipario per interpretare Andromaca di Racine in lingua francese…
“Il cuore batteva a mille ma io mi sentivo “esistere”. In questa frase c’è già un valido motivo per vivere. Un’ adolescente che la curiosità poterà, poi, dal teatro al cinema, alla televisione, interpretando tanti ruoli, molte sfide che la porteranno a vivere tante vite per regalare emozioni, fare percorsi dentro se stessa, conoscersi meglio e accettarsi. A 20 anni è in teatro con Walter Chiari in “Hai mai provato nell’acqua calda”?’ Passa al teatro impegnato, con testi drammatici di Jules Pfeifer e Arthur Miller. Recita con tutti i mostri sacri del teatro come Arnoldo Foà. Dal 2009 inizia un percorso impegnato sui temi sociali di grande rilevanza, tante opere fino a Pirandello, Sciascia. Nel cinema è stata diretta da Ettore Scola, Luciano Salce, Giorgio Capitani, Pasquale Festa Campanile etcc. Compie 40 anni di carriera sul set di un film: “L’esodo”.
Signora Poggi, Lei ha festeggiato i suoi 40 anni di carriera vestendo i panni di un’esodata nell’opera prima di Ciro Formisano. Un film verità in cui si riconosceranno tante persone. Che emozioni ha vissuto in questo ruolo che lei interpreta, ma molti italiani vivono?
Tante emozioni, dalla vergogna, alla consapevolezza, la voglia di lottare per chi subisce ingiustizie, la forza della ragione e la dignità di essere dalla parte del giusto. Troppe persone soffrono di indigenza e invisibilità, dobbiamo unirci a loro e urlare il nostro: BASTA.
Da quel giorno consegnato alla storia, dalle lacrime della Fornero, iniziò un calvario che ha portato migliaia di famiglie a vivere in uno stato di indigenza. Cosa pensa lei di uno Stato che non è in grado di garantire una vita dignitosa alle fasce più deboli, tra cui gli anziani?
Lo ripeto, la politica spesso pensa più alla risoluzione di problemi finanziari, bancari, mondiali lasciandosi alla spalle la vita delle persone. Questa non è buona politica.
Viviamo in un mondo altamente tecnologizzato ma si muore ancora di solitudine; il femminicidio è storia di tutti i giorni ormai, c’è un grande degrado morale che ci porta indietro di tanti anni. Il suo pensiero al riguardo?
Anni di degrado culturale, si è cercato di intorpidire le menti, levare la capacità di pensare, dai giornali alla televisione…Il sapere è stato annientato per l’apparire non importa come. L’uomo è rimasto indietro nel cammino della donna che si evolve ogni giorno di più mentalmente e professionalmente. Nella scuola i primi segni di violenza e poi in famiglia , nei gesti nelle parole…Bisogna stare attenti quando si parla, le parole possono uccidere.
Poter lavorare quanto ha contribuito, secondo lei, a creare un’autostima nelle donne?
Certo il lavoro è espressione di dignità e autonomia. Solo così la persona esiste.
Esiste, secondo lei, un tipo di uomo che non fa, necessariamente, la scansione di seno e sedere, prima di relazionarsi con una donna?
Non lo so, bisognerebbe fare una ricerca sugli uomini…Penso di no. D’altronde la prima attrazione è vedendo, poi conoscendo e poi approfondendo.
Le faccio una domanda provocatoria. Rispetto alla rete di amicizie di Facebook a che servono oggi i parenti?
FB se usato come mezzo di lavoro è straordinario, così come lanciare petizioni a favore dei più deboli, umani e non. I gossip sono deleteri. Cercare amicizia su FB è come dire” io non sono capace di vivere veramente la vita”…la cosa buona è che ogni tanto si ritrovano persone con le quali si è condiviso un periodo della vita e poi per tante ragioni ognuno ha preso la sua strada e ci si è persi di vista, con FB eccoci di nuovo. I parenti sono indispensabili bisogna coccolarli e mai dimenticarli.
Lei ha adottato una bambina, questo denota la sua sensibilità e la voglia di regalare amore. Cosa ne ha ricevuto in cambio?
Non ho adottato, sono la sua madrina di battesimo e affianco la sua vita da sempre, scuola, sport, viaggi e altro. In cambio ho la gioia del suo sorriso, delle sue vittorie all’università, delle sue sfide vinte perché è intelligente. Ha dato un senso alla mia vita.
Come si prepara ad interpretare un personaggio?
Lo analizzo, lo interrogo, leggo, lo vivo con il cuore e la pancia. Mi dimentico di me e divento LEI.
Come vive, se c’è, la competizione con i suoi colleghi?
Una sana competizione deve esserci sempre se no ci si ammoscia!
Il suo amico modaiolo fiorentino Stefano Panaro, dall’America l’ha sempre definita di "una genialità stellare”. Sicuramente un bel complimento. Lei si riconosce questo valore?
Stefano è troppo buono. Sono una persona normale come tante altre che ha il dono della Fede e mi ci aggrappo con tutta me stessa. Ho sempre lavorato, lottato, non mi arrendo, sono curiosa e ambiziosa, perché se lavoro e guadagno posso aiutare molto chi ha bisogno.
Gode di buona salute oggi il cinema italiano?
Non direi
Lei ama di più sorprendere o essere sorpresa?
Ambedue
Come fa a mantenersi così bella e in forma?
La bellezza ti viene regalata, non è merito tuo, devi solo proteggerla e mantenerla, alimentazione vegana, sport, dormire bene, serenità, letture e buone persone accanto. Cuore sempre aperto così come occhi e orecchie…vivere la vita.
Qual è il suo rapporto con il tempo che passa?
Paure, speranze, ironia, leggendo chi è più saggio e ha già capito il senso della “adultità”!
Una, nessuna, centomila. Chi è esattamente Daniela Poggi?
Tutte e nessuna…Una particella di Dio.
Nei suoi sogni c’è mai stato o c’è un Oscar?
Impossibile volare così in alto, sarei felice di un David per L’Esodo.

Noi le auguriamo di vincerlo per tutto quello che Lei è, dà e fa. Nel 2001 Daniela Poggi è stata nominata "Goodwill Ambassador" l'UNICEF-Italia per sensibilizzare e coinvolgere l'opinione pubblica sui problemi dell'infanzia, testimoniando e promuovendo con il suo impegno nel mondo della cultura e dello spettacolo la solidarietà e il sostegno alle iniziative dell'UNICEF.
Quindi anche la sua arte al servizio dei più deboli. Daniela Poggi è più di tutto questo, non serve sottolineare ciò che si vede, ma, è anche fine, discreta, riservata, lontana dai frastuoni e dai divismi gratuiti. Tutto ciò che ha conquistato è frutto di impegno, passione e ricerca interiore perché, come dice giustamente Simone De Beauvoir: “Donne non si nasce lo si diventa”. Noi la ringraziamo per averci permesso di conoscerla un po di più e la lasciamo augurandole di vivere ancora tante vite con la passione e il successo avuti fino ad oggi.