giovedì 9 novembre 2017

Arte, Claudio Cangialosi espone a Bruxelles: nella pittura e nella danza esterno le mie emozioni. L'intervista di Fattitaliani

Fattitaliani incontra Claudio Cangialosi, ballerino siciliano del Balletto delle Fiandre, che ci svela un lato insospettato, quello di essere anche un bravo pittore.
Siamo all'Atelier des Pâtes, a Bruxelles, dove Claudio fino al 22 novembre ha installato la sua prima mostra brussellese (venerdì 10 novembre dalle ore 19 aperitivo nel locale per festeggiare il primo anniversario dall'apertura). 

Com'è nata questa passione per la pittura? C'è sempre stata?
In effetti, fin da piccolo ho sempre dipinto; ho sempre fatto degli schizzi, dei fumetti, mi è sempre piaciuto disegnare e dipingere; negli ultimi quattro anni ho cominciato a utilizzare le tele vere e proprie e negli ultimi due anni ho cominciato a usare tele più grandi: da allora non mi sono piu fermato. Ho cominciato a produrre, sentivo qualcosa dentro di me e volevo esternarlo: forse sono le mie emozioni che cerco di portare fuori.
Claudio, dipingere  ti dà lo stesso piacere del movimento del corpo del balletto?
È diverso, però nell'esternare quello che sento dipingere mi dà una sensazione simile a quella di quando sono in scena. Il fatto di creare con le sensazioni, con quello che sento, è senz'altro collegato con la danza: quando sei in scena devi creare un personaggio, devi creare dei passi, c'è una improvvisazione, vai con il tuo sentimento, con quello che senti nel momento
È frequente che il talento artistico si manifesti in più campi, anche se poi magari si sceglie una via e gli altri talenti restano solo in potenza; tu stai rivelando talento in due campi diversi. Hai lo stesso approccio per entrambi i campi? 
Io cerco di tirar fuori il meglio da me stesso in tutto, ma la perfezione non si raggiunge mai.
Ma quando ripensi a come sei stato in scena o guardando un quadro appena concluso,  il tuo atteggiamento è simile? Per dire, in entrambi i campi sei critico  o magari in uno dei due sei più nonchalant?
Forse nella pittura mi sento più libero perché non ho nessuno che blocca il mio istinto in nessun lato, per cui mi sento libero di non avere nessun canone né avverto alcuna restrizione. Nella danza hai sempre dei limiti che sono quelli della coreografia; invece nella pittura posso esprimere quello che voglio come voglio e non c'è nessuno che mi può fermare.
Claudio, un'ultima curiosità: ci sono altri talenti tuoi che devono venire fuori?
Spero di sì; non lo so. Io per ora vado con questi due e mi piacciono tantissimo. Mi piace anche coreografare, mi piace creare anche dal punto di vista del balletto: vedremo dove il futuro mi porterà! G.C.

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