giovedì 12 ottobre 2017

La scoperta dell’America e l’importanza delle maglie di lana

Appena arrivava l’autunno mia madre si presentava con la maglia di lana e mi faceva il solito discorsetto: "Dove vorresti andare scoperto così? Ti vuoi ammazzare? Dai, mettiti questa”. 

In effetti a pensarci bene aveva ragione, gli scoprimenti possono fare molto male. Prendi l’America: quando Colombo la scoprì, nell’autunno del 1492, dovette provocare una inaspettata botta di freddo agli indigeni che già giravano scoperti per i fatti loro. Il risultato fu che, come sappiamo, ci lasciarono la pelle quasi tutti.
O no?
Carlo Barbieri

Carlo Barbieri è uno scrittore nato a Palermo.
Ha vissuto a Palermo, Catania, Teheran, il Cairo e adesso fa la spola fra Roma e la Sicilia. Un “Siciliano d’alto mare” secondo la definizione di Nisticò che piace a Camilleri, ma “con una lunga gomena che lo ha sempre tenuto legato alla sua terra”, come precisa lo stesso Barbieri. Scrive su Fattitaliani, Ultima Voce e Malgrado Tutto, testata a cui hanno collaborato Sciascia, Bufalino e Camilleri. Ha scritto fra l’altro “Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non”; "Uno sì e Uno no" (D. Flaccovio Editore); i gialli “La pietra al collo” (Todaro Editore, ripubblicato da IlSole24Ore) e “Il morto con la zebiba” (Todaro Editore, candidato al premio Scerbanenco 2015); "Il marchio sulle labbra" (premiato al Giallo Garda) e "Assassinio alla Targa Florio, ambedue con D. Flaccovio Editore. Suoi scritti sono stati premiati al Premio Internazionale Città di Cattolica, al Premio di letteratura umoristica Umberto Domina, al Premio Città di Sassari e al Premio Città di Torino. I suoi libri sono reperibili anche online, in cartaceo ed ebook, su LaFeltrinelli.it e altri store.

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