mercoledì 11 ottobre 2017

Fattitaliani intervista il pittore italo-bulgaro Ilian Rachov: l'Arte si impara e il talento conta il 5%

Ilian Rachov, pittore italo-bulgaro di grandissimo successo, designer per i brand fashion più importanti al mondo. Intervista di Andrea Giostra. 

Ilian Rachov nasce a Sofia, in Bulgaria, dove inizia la sua carriera artistica come autodidatta nel 1988 realizzando copie di icone ortodosse medievali e affreschi. Nel suo iniziale lavoro artistico riscopre ed utilizza antiche tecniche di doratura e di incisione di icone prevalentemente dorate. Una rivisitazione delle antichissime tecniche iconografiche, questa, che lo porteranno a creare un suo originale metodo di lavoro all’insegna dell’antica tradizione rinascimentale proiettata al futuro. Queste produzioni lo renderanno molto popolare in Bulgaria prima, e dopo nel resto dell’Europa e del mondo. Molte delle sue icone e dei suoi dipinti ad olio, oggi sono proprietà dei più importanti musei e di antiche chiese della Bulgaria, della Germania, della Spagna, dell’Italia.
Ilian Rachov ha realizzato ben undici mostre, con partecipazione dal vivo ad Amburgo, sette in Italia e una a Lyon. Ha creato per Gianni Versace sei intere collezioni con disegni barocchi. Nel 2005 è stato contattato dalla British Royal Mail con la richiesta di poter utilizzare alcune delle sue opere per una edizione limitata di francobolli. È stato incaricato di realizzare numerosi affreschi e opere murali nei palazzi antichi di Nizza Monferrato, Incisa, Villa Paradiso, Torino, e in tante cappelle, chiese e abitazioni private. Nell’arco della sua ventennale attività artistica ha partecipato a diversi concorsi e mostre di pittura e design, tra i quali possiamo ricordare il Salone del Mobile, Villa Guallino, La Promotrice delle belle Arti Torino, Villa Amoretti. Ha vinto numerosi Premi Internazionali e ha ricevuto decine di riconoscimenti al merito per la sua arte, basati ricordare solo: Fenomeno d’oro, Artista Emergente, e tanti altri.


Ciao Ilian, benvenuto e grazie per la tua disponibilità nell’aver accettato questa chiacchierata sulla tua arte. Dopo la breve presentazione, iniziamo la nostra conversazione con due domande apparentemente semplici: Come ti presenteresti ai nostri lettori italiani quale Ilian-Uomo?
Ciao Andrea, di solito all’inizio, una persona cerca stupidamente di far vedere solo i lati belli di sé. Purtroppo nessuno è perfetto, e non lo sono nemmeno io. In generale ho un carattere positivo che mi aiuta a superare molte delle difficoltà della vita quotidiana, ma ho anche i miei lati bui e pesanti che mi impediscono di fare certe scelte che per altri sono facili.
Ho impiegato anni per togliermi (non del tutto) alcuni aspetti del mio carattere come la timidezza (occhiali da sole forever!), la paura di sbagliare (se non è grave si aggiusta), l'ansia per il futuro (chi vive domani non vive mai), ecc.
Grosso modo sono un bravo essere umano, che almeno coscientemente vuole che tutti attorno a lui, stiano bene e siano felici!
La seconda serve per completare la prima: Cosa diresti a chi leggerà questa nostra chiacchierata dell’Ilian-Artista? 
Ilian Artista cerca, ed ha sempre cercato, la bellezza. Non mi sono mai arreso nel dichiarare che nella mia Arte esprimo il mio senso del bello, e attraverso elaborate combinazioni di colori brillanti cerco di ottenere l'armonia. Secondo alcuni scienziati esperti di cromoterapia, molte delle mie opere hanno un effetto salutare e positivo sulla salute degli spettatori. Mi hanno dato pure un diploma di Fenomeno d'Oro di cromoterapia.
Direi anche ai nostri lettori che l'Arte si impara, e che il talento conta il 5% … il resto è la costanza, il lavoro, e soprattutto avere chi ti apre gli occhi verso la bellezza.
Nella mia breve presentazione, Ilian, ho raccontato del tuo favoloso e fantastico incontro con il mondo del fashion, dell’alta moda, del designer artistico che abbraccio l’eleganza e la raffinatezza del vestire. Ecco, Ilian, vuoi raccontarti questa tua fantastica esperienza? Un’esperienza che ti ha portato ad una notorietà e ad un successo planetario e per certi versi incredibile per chi esercita la tua arte, quella della pittura e delle arti figurative in genere. Cosa vuoi condividere con i nostri lettori di questo tuo proficuo connubio con l’alta moda internazionale? 
La vera moda è anche Arte! La moda dovrebbe cercare di abbellire le persone, altrimenti andremo in giro con dei sacchi di iuta e sarebbe lo stesso. Questo è almeno il mio senso della moda ... cercare la bellezza!
Ho avuto esperienza con grandi brand della moda italiana come Versace, creando per loro disegni barocchi e neoclassici, utilizzati tutt'ora nelle loro collezioni. Ricordo ancora la mia gioia quando ho visto per prima volta su MTV un mio foulard avvolto sulla testa di Cristina Aguilera in un suo video. Poi mi e capitata una rivista con una bellissima foto di Donatella Versace seduta su un divano interamente coperto di cuscini stampati con miei disegni. Non parliamo di Madonna o Sir Elton John, anche loro hanno indossato delle mie creazioni.
Per un artista, il fatto di saper e di poter vedere le sue creazioni a livello mondiale, è una grande forma di ispirazione.
Ho creato diverse capsul collections per altri brand. Proprio in questi giorni sto lavorando alla seconda esclusiva collezione per Silvio Fiorello, un brand con sede a Londra, affermato nella produzione di accessori di seta. La collezione sarà presentata come sempre a Pitti Uomo, London Fashion week e New York Fashion week.
Avevo creato anche due mie Art collezioni di T-shirt and Jeans stampati con alcune mie opere, e sono andate molto bene. Dovrei pensare ad una mia terza collezione perché è bello ricevere foto su Instagram da persone dall'altra parte del mondo che indossano un abbigliamento creato con la tua arte, una tua opera insomma.
Saprai certamente, Ilian, che oggi in Italia vivono tantissimi artisti, ma anche tantissima gente comune che lavora nel nostro Paese, che viene dall’estero e che ha deciso di vivere nel nostro paese. Molto spesso succede però che queste persone facciano una vita distaccata dai costumi e dalla cultura del nostro Paese. Un po’ come avveniva agli italiani del dopo guerra che andavano in Germania, in Svizzera, in Francia, in Belgio, negli Stati Uniti, e in tanti altri paesi ancora, e rimanevano chiusi all’interno delle loro comunità e spesso non imparavano nemmeno la lingua del posto. Solo i figli più giovani e le seconde generazioni si sono integrati immediatamente. Tu, Ilian, vivi oramai in Italia da tanti anni e credo che tu ti senta più un italiano che un bulgaro oramai. Per te com’è stata la tua integrazione in Italia quando sei arrivato nel nostro Paese? Che età avevi? Cosa ricordi e cosa vuoi raccontarci dei tuoi primi anni di vita in Italia?
Vivo in Italia dal lontano 1999, al cavallo tra la lira e l'euro. Mi ricordo che un tubetto di colore costava 3.000 lire ... oggi lo stesso tubetto costa 6,80 Euro!
Per me l'Italia è sempre stata un sogno, come penso lo sia per ogni artista che vive all'estero. Per me l'Italia è sempre stata Leonardo Da Vinci, Raffaello, Michelangelo, Botticelli, ecc.
Sono arrivato per motivi di studio dopo un breve corso d'italiano a Sofia.
Mi ricordo che avevo prenotato via internet (in quell’epoca internet quasi non esisteva) una stanza in un albergo molto economico di Torino. Sicuramente mi fregarono perché pagai 100.000 lire a notte … ma l'ho capito tardi che mi avevano fatto un prezzo fuori mercato.
In quell’epoca Torino era molto diversa da oggi. Non c'erano tanti stranieri. Quando chiamavo per gli annunci di affitto, per prendere un appartamento, i proprietari, sentendo il mio accento, sentivo che avevano paura. Mi rispondevano che l’appartamento era già stato affittato oppure, nei casi peggiori che ho vissuto, mi chiudevano il telefono senza neanche rispondere.
Solo grazie a due mie amiche suore italiane (Suor Annunciata e Suor Gabriella), della Nunziatura Vaticana a Sofia, dopo tre mesi sono riuscito ad affittare un monolocale. Solo perché loro avevano telefonato dalla Bulgaria, altrimenti, di lì a poco, avrei finito i soldi per stare ancora in albergo.
Da quel momento in poi, ho cominciato a dipingere e mantenermi con la mia Arte dando icone in conto vendita presso il negozio più antico di Torino che vendeva arredi sacri, la Ditta Comi.
Un anno dopo, già dipingevo l'altare della chiesa dei Salesiani, eseguivo ritratti su commissione e realizzavo affreschi nei castelli e nelle ville del Piemonte.
La questione dell'integrazione, come viene percepito uno straniero nel paese d'adozione, dipende molto anche dal fatto di come si presenta quella persona straniera, e se questa rispetta le regole della convivenza civile di quel paese, l’Italia per me in questo caso.
Purtroppo oggi la situazione con l'immigrazione è molto diversa. Le persone che vengono in Italia sono diverse dalle persone di venti anni fa, sia a livello culturale che a livello economico. Diciamo che prima c'era una tipo di immigrazione politica o culturale. Non dimentichiamo che molti dei grandi artisti o degli sportivi dei paesi “ex-comunisti”, scappavano durante le loro tournée in Italia, o in altri paesi dell'Europa dell’Ovest. Grandi esempi di questa “fuga”, sono stati i cantanti Raina Kabaivanska, l'unico soprano che ha cantato al funerale di Luciano Pavaroti, Boris Hristov o Nikolai Giaurov, i due famosi bassi del teatro dell’Opera.
Sai bene che in qualsiasi professione non basta il talento, ma per diventare veri professionisti serve apprendere le tecniche di lavoro e tanta disciplina nell’imparare ad utilizzare i “ferri del mestiere”, un po’ come si faceva nel Rinascimento italiano con i cosiddetti Maestri d’Arte. Qual è stato il tuo percorso formativo, professionale e artistico da questo punto di vista?
Il talento, se c’è, l’ho detto prima, per me incide al 5%!
Ricordo ancora che all’inizio, quando avevo appena iniziato a dipingere, avevo 18 anni e lavoravo otto ore al giorno, poi tornavo a casa e dipingevo almeno altre otto ore. Quando mi hanno licenziato dal lavoro, ho cominciato a dipingere a tempo pieno e per più di dieci ore ogni giorno.
La vera svolta, nella mia crescita professionale, è stata l'incontro con una persona in Bulgaria, che poi è diventata il mio miglior amico, Georgi Perniklijski. Lui mi ha aperto la mente e mi ha dato la visione della bellezza, dandomi consigli sulla scienza dei colori. Da quel momento il cromatismo delle mie icone è cambiato totalmente! Da triste copie antichizzate di vecchie icone, ho iniziato a creare il mio stile personale, coloratissimo, con visi quasi angelici … questo ha fatto la differenza tra me e tutti gli altri iconografi del mio paese di origine.
Da questo fortunato incontro, e seguendo i suoi consigli, il mio lavoro è stato pubblicato su varie riviste, sono andato spesso in tv, e, ovviamente, da lì ho cominciato a ricevere importanti commissioni come realizzare icone per chiese e per musei. Addirittura due ritratti dell'allora First Lady di Bulgaria, Antonina Stoianova, la moglie del primo presidente bulgaro democraticamente eletto.
Riguardo i ferri del mestiere, ho letto tantissimi libri in varie lingue. Per le tecniche antiche della pittura a tempera, all'uovo, e dopo all'olio con l’utilizzo di varie miscele per creare vernici, come preparare le tavole, le tele, ecc. Se uno vuole imparare quest’arte, ci sono moltissime informazioni che si possono recuperare facilmente, ci sono i musei dove si possono vedere opere dei grandi maestri a 5 cm di distanza per cercare di capire come sono state realizzate.
Chi sono stati i tuoi maestri d’Arte e a chi ti ispiri nell’esercizio della tua professione e nello stile pittorico e scultoreo che utilizzi?
Sono stato e sono molto influenzato dai grandi maestri italiani come Leonardo, Raffaello, Botticelli, Andrea Mantegna, Baciccia, Tiziano, Michelangelo, Pietro da Cortona, Paolo Veronese, Tiepolo e molti altri.
Sono appassionato dei fiamminghi come Rubens, Van Dyck, Jordaens, ecc.
Ilian, quando hai iniziato questa professione, quali difficoltà hai trovato nel tuo percorso professionale che hai dovuto affrontare e superare? Cosa vuoi raccontare di questo ai nostri lettori?
Quando ho iniziato, ovviamente, come tutti i giovani artisti, la più grande difficoltà che ho avuto è stata quella di vendere le mie opere. Per fortuna vicino casa mia, a Sofia, di fronte al Duomo, c'era un grande mercatino di antiquariato e di arte di strada. Ho cominciato a dare le mie prime icone ortodosse in conto vendita ad una delle bancarelle di questo mercatino. Cosi potevo confrontarmi con gli altri artisti e imparare dalla concorrenza, perché ovviamente ero alle prime armi.
Qual è stata la proposta artistica più strana che ti hanno fatto e che hai ricevuto da quando lavori come professionista?
Non ricordo più tutte le stranezze che mi sono state richieste, ma sono molto riconoscente a tutti i miei clienti perché grazie alle loro richieste ho imparato tantissimo! Se non ci fossero state richieste fuori dal comune, non avrei mai potuto realizzare alcune opere, sia murali che su tela.
Addirittura, una signora dall'Ambasciata d'Italia a Sofia, mi chiese il suo ritratto da realizzare come una Madonna … Era il primo ritratto che realizzavo nella mia vita! Peccato che avevo lasciato le finestre dello studio aperte e mentre non c'ero entrò un uccellino e mangiò il viso della Madonna. Nulla di sovrannaturale ovviamente … i colori per le icone allora li mescolavo con il giallo d’uovo, quindi avrà sentito l'odore di frittata? (sorride!)
Saprai bene che nel mondo dell’Arte ci sono moltissimi giovani talenti che purtroppo non riescono ad esprimersi in questa società, pur avendo studiato nelle migliori scuole, perché il mercato dell’Arte è gestito prevalentemente da cinici mercanti d’arte e da affaristi che non hanno cura del talento ma solo del potenziale business. Da questo punto di vista accade spesso che questi giovani artisti vengano “schiavizzati”, con compensi irrisori, da “Grandi Artisti” che li trasformano nei cosiddetti “Nigger”, fenomeno molto diffuso nei paesi anglosassoni (U.S.A., Inghilterra, Australia), ma adesso anche in Europa, e in Italia da un po' di anni a questa parte. La parola “Nigger”, lo saprai certamente, è il termine che nelle colonie americane del '600 veniva usato per indicare gli “schiavi”! Ed oggi, con un'accezione neo-realista, questo termine si ripropone soprattutto nel mondo della letteratura, della pittura e della scultura: non sarebbe mai possibile che certi autori scrivano e pubblichino due-tre libri-mattone ogni anno; oppure che Artisti delle arti figurative, realizzino centinaia di Opere ogni anno! Ma questa è un'altra storia che magari potremmo trattare in un'altra intervista! Comunque sia, quello che voglio chiederti è: Quando eri un giovane artista hai mai ricevuto questo genere di proposta? E insieme: Cosa pensi di questo brutto fenomeno del mondo dell’Arte che sta sempre più dilagando a livello planetario?
E gli stagisti che si trovano a lavorare gratis dappertutto cosa fanno? Lavorano otto o più ore al giorno, completamente gratis per l’azienda, che grazie al loro lavoro fatturano milioni.
I ragazzi di bottega sono sempre esistiti, e ci saranno sempre. Con la differenza che una volta i Maestri d’Arte, prendevano in carico la vita di questi ragazzi, garantendo alloggio e tutto per il lavoro che facevano nella loro bottega.
Oggi, “artisti” come Perone, pagano questi ragazzi meno di una donna di servizio per svolgere lavori come per esempio incollare pellami puzzolenti su tronchi di alberi che poi vengono venduti alle finte fondazioni d'arte per somme allucinanti. Penso che sia solo un grande riciclo di soldi sporchi con dubbia provenienza.
Hai mai avuto la tentazione durante la tua carriera di mollare tutto e dedicarti ad un'altra attività, ad un altro tuo talento?
Sì, ma mi passa veloce …
Se per un motivo qualsiasi dovessi abbandonare questo lavoro, cosa ti piacerebbe fare nella tua vita professionale?
Sicuramente farei un lavoro che mi consenta di stare in mezzo la gente. La pittura è un mestiere un po’ troppo triste per i miei gusti. Immagina che un pittore, quando lavora, sta sempre da solo chiuso in una stanza per delle ore.
Ecco perché avevo trasformato il mio atelier d'arte a Sofia in una specie di casa aperta … c'era un via vai di gente tutto il giorno. Nell'ora di pranzo casa mia sembrava il Parlamento Europeo ... venivano persone da tutte le ambasciate di Sofia per parlare e stare insieme … per vedere quadri o per incontrare altre persone di altri paesi.
Il tuo mondo, il mondo dell'arte in generale, è un mondo pieno di compromessi e di serpenti travestiti da agnellini. Spesso per fare carriera più velocemente molti artisti, sia uomini che donne, accettano compromessi che li portano al successo in tempi più rapidi. Tu, Ilian, come hai gestito i compromessi che ti sono stati sottoposti, dando per scontato che tutto questo è una sorta di “must” che diversi servizi di giornalismo d'inchiesta hanno spesso svelato ai non addetti ai lavori e alla gente comune?
Il mondo dell'Arte, della moda e dello spettacolo, sono famosi per il fatto che quasi mai si creano vere amicizie tra gli artisti.
Perché noi, per motivi di lavoro, abbiamo un ego smisurato. Ci sono sempre scontri sotterranei, magari privi di violenza. È una competizione.
Per fortuna però che ci sono sempre quelle minoranze che accettano di aprirsi un po’, anche tra colleghi artisti ... ma sono veramente pochi.
Ho sempre pensato che se uno è bravo e cerca di crescere, non deve temere la concorrenza. Purtroppo oggi come oggi, si sono un po’ persi i criteri veri di ciò che è bello e di ciò che è brutto. Sia nell'arte che nella moda. La musica forse si salva ancora ancora ... ma a mio avviso è sempre meno bella rispetto al passato.
Non ho mai fatto compromessi né con giornalisti né con galleristi.
Con clienti sì. Ho accettato di modificare mie opere, di abbellire alcuni ritratti o addirittura ho cancellato alcuni affreschi per ridipingerli come volevano i miei clienti ... d'altronde sono loro che pagano e per me è un lavoro, anche se su commissione!
A cosa stai lavorando adesso, Ilian? Vuoi raccontarci qualcosa in anteprima delle tue prossime Opere e dove saranno esposte perché i nostri lettori e i tuoi tantissimi follower possano venirti a vedere?
In questo momento sto lavorando su una collezione per un brand di Londra, sto preparando un dittico interessantissimo per un cliente italiano e sono in trattative con una associazione statunitense che vorrebbero un Budda in stile bizantino.
Sto lavorando molto su commissione e difficilmente posso permettermi di fare mostre, per il semplice motivo che non ho quadri disponibili.
Le mie creazioni d'arte si possono vedere sul mio sito web WWW.ARTBYILIAN.COM, sul mio profilo Instagram @RACHOV, o sulla mia pagina Facebook: http://www.facebook.com/artist.fanclub .
Dal mese di novembre 2017, espongo alcune opere in un nuovo Concept Store, accanto al Pantheon a Roma, #AlessioConceptStore.
Adesso, Ilian, se ti fa piacere, descrivici qualcuna delle tue Opere che i nostri lettori potranno ammirare con una foto che allegheremo a questa intervista!
Una delle mie opere più famose è il quadro di San Giorgio che uccide il drago. Una moderna reinterpretazione di un'opera di Rubens. L'ho realizzata con la tecnica originale del '600 dei fiamminghi, con colori ad olio su tela. I grandi maestri utilizzavano tutt'altro procedimento per creare un quadro. Totalmente diverso dai pittori di oggi. Pensa che il quadro prima si dipingeva su una tela già colorata, poi si creava la grisaille, cioè il dipinto monocromatico che poi veniva colorato con vari strati di colori velati, e solo alla fine si aggiungevano i tocchi forti di bianco lì dove era necessario.
Il mio San Giorgio è dipinto nella stessa maniera. Soltanto che per il viso, mi sono ispirato a Superman. Ho inserito un tatuaggio sul polpaccio del Santo, ho messo un piercing sulla lingua del drago e alla fine, la Principessa salvata dal Santo, non è altro che Lady Gaga prima di tingersi i capelli di biondo. 
Se dovessi raccontare cos'è l'Arte a due bambini di dieci anni, con parole semplici e comprensibili a qualsiasi bambino di quell’età, cosa diresti loro per far capire questo mondo duro, difficile, ma al contempo incantato se visto dall’esterno da spettatori e da appassionati d’Arte?
L'Arte dovrebbe essere abbellire, raccontare una storia o semplicemente aiutare gli altri ad aprire la mente!
Ma la mia visione dell'Arte non coincide con la visione odierna, quindi avrei lasciato i bambini a giocare.
Oggi il mondo dell’Arte è invaso da tantissimi “critici-professionisti” che a mio modo di vedere spessissimo sono delle persone che non capiscono nulla e che spesso sono mossi da una sorta di “movente” quale quello che descrive benissimo Sigmund Freud nel suo saggio «“Coloro che soccombono al successo” (1916) … altrui» aggiungo io; e che il grandissimo genio pittorico di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) descrive con queste parole: «Non ascolto ciò che dicono i critici d'arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos'è l'arte.» Tu cosa ci dici in proposito?
Non ho mai lavorato con un critico d'Arte in vita mia.
Ma ascoltando i racconti di colleghi … più famoso è il critico, più soldi ti chiede per avere una recensione o per scrivere un articolo.
E mi sono sempre chiesto ... e che cazzo! A me serve un critico? Mi serve un venditore al quale dare una percentuale sulle vendite che fa delle mie opere. Più vende più guadagna anche lui, no?
E così siamo tutti felici e soddisfatti ...
Sigmund Freud ha scritto diversi saggi sull’Arte … lo saprai di certo! Ma il concetto basilare era sempre lo stesso: «L’Arte è l’espressione più poderosa del profondo dell’animo umano. Attraverso l’espressione artistica possiamo sapere chi siamo veramente dentro la nostra anima!» Non è proprio una citazione! Ma è quello che ne ho tratto io da tutte le letture freudiane fatte sui temi dell’Arte, che in un certo qual modo riprende il grande genio d’Arte contemporanea Jackson Pollock (1912-1956) con queste parole: «Tutti noi siamo influenzati da Freud, mi pare. Io sono stato a lungo junghiano. La pittura è uno stato dell'essere. La pittura è una scoperta del sé. Ogni buon artista dipinge ciò che è.» Qual è la tua opinione in proposito per quella che è la tua esperienza di grande e affermato Artista contemporaneo?
Sinceramente non sono fan né di Freud né di Pollock. Il primo ha cercato di analizzare ciò che fanno gli altri. Il secondo usava la gravità e la casualità per creare panelli decorativi … ma non chiamiamola Arte!
Detto questo, secondo me nessuno dei due è un artista per capire cosa prova un vero artista quando crea.
E una specie di orgasmo perverso, ma non con i genitali, a livello celebrale. Un piacere fisico nella gola provocato dalla ghiandola pituitaria (già il nome stesso la dice lunga!) che si trova tra le due clavicole sotto il collo. E quando si prova per una volta questo piacere fisico, essendo molto forte, noi “artisti” diventiamo dipendenti e cominciamo a creare … ovvio che la testa è soltanto il computer da dove parte tutto. La mano e gli occhi sono gli strumenti. Per poter realizzare il comando che parte dalla testa, più sopraffini, più preparati e più allenati sono gli strumenti che utilizzi, più bella esce fuori la tua creazione. Se quello che si cerca è la bellezza.
Molti artisti, quando cominciano a perdere questa funzione e sensibilità, cercano di riattivarla con alcool e droghe, ma questo li porta soltanto verso la via del suicidio artistico ...
Io non sono un pazzo, ma soltanto una persona realista.
Se dovessi scegliere un colore tra il rosso e il blu, quale sceglieresti? E perché?
Il Rosso … è più caldo. Il Blu è bellissimo, ma freddo e lontano. Nei paesaggi più si avvicina l'oggetto più caldo si dipinge ... l'arte dell'illusione!
Adesso, Ilian, per finire la nostra chiacchierata voglio farti una domanda che io amo molto: qual è il Tuo sogno nel cassetto che fin da bambino ti porti dentro e che oggi vorresti realizzare?
Salvare gli indiani d'America!
Grazie per essere stato con me e per averci raccontato la tua storia di uomo e di artista. Ti faccio il mio più grande in bocca al lupo per il tuo futuro artistico, e alla prossima intervista allora. Ciao …
L'Arte è l'artista! Migliore è l'artista migliore è la sua Arte. Non a caso esistono fin dagli inizi dei tempi i Maestri Grandi, i pittori minori, correnti e seguaci.
Spero vivamente che i tuoi lettori non si siano annoiati nel leggere le mie espressioni … ricordatevi che io faccio il pittore-lavoratore, e non lo scrittore o il filosofo…

I lettori che volessero conoscere più da vicino l'Arte di Ilian Rachov, possono consultare i link di seguito elencati:

di Andrea Giostra
https://andreagiostrafilm.blogspot.it
https://business.facebook.com/AndreaGiostraFilm/
https://www.facebook.com/andrea.giostra.37
https://www.facebook.com/andrea.giostra.31

https://plus.google.com/u/0/114620232579950145227

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