giovedì 28 settembre 2017

Maria José di Savoia, nel libro di Anna Profumi la biografia dell'ultima regina d'Italia, una figura dai contorni nebulosi

Anna Profumi, "Una Donna, Una Regina", Monetti Ed., Battipaglia (SA), 2017. Recensione di Andrea Giostra.

«Ritengo che anche domani le voci più importanti saranno quelle degli artisti che faranno sentire, attraverso la loro voce di isolati, un'eco del fatale isolamento di ognuno di noi. In questo senso, solo gli isolati parlano, solo gli isolati comunicano; gli altri - gli uomini delle comunicazioni di massa - ripetono, fanno eco, volgarizzano le parole dei poeti, che oggi non sono parole di fede, ma potranno forse tornare ad esserlo un giorno.» Eugenio Montale, "La Solitudine dell'artista", in “Auto da fé”, Il Saggiatore Ed., 1966.
Le bellissime parole di Eugenio Montale sono l’incipit dell’editore al portale della sua casa editrice “Monetti Editore” con la quale pubblica Anna Profumi.
Cosa c’entra, direte, con il racconto "Una Donna, Una Regina" del quale stiamo scrivendo?
Scrive la Profumi della sua Prefazione: «Ho deciso di raccontare la biografia della Principessa Maria José di Savoia, ultima Regina d’Italia, prendendo spunto dai tanti ricordi e dalle memorie scritte da mio padre, Colonnello Amedeo Profumi, che ebbe modo di conoscerla, così come il Principe Umberto, con il quale intrattenne per anni lunghi ed affettuosi rapporti epistolari.» … «Nell’accingermi a scrivere questo libro, che riguarda un periodo molto controverso della nostra storia recente, ho cercato di tracciare un ritratto su una figura femminile dai contorni per molti versi ancora nebulosi. Sulla figura di Maria José di Savoia, conosciuta come La Regina di Maggio per la brevità del suo regno, hanno scritto molti biografi, non sempre attenendosi alla semplice verità storica. Alcuni di essi sono giunti ad affermare che facesse la fronda al fascismo, intrattenendosi con gli oppositori del regime e che fosse a tal punto progressista da manifestare perfino sentimenti “repubblicani”. Tutto ciò fa torto alla verità.» … «La possibilità di reperire notizie attendibili mi ha offerto l’occasione per riportare una versione dei fatti circostanziata da documenti inoppugnabili, quali gli appunti del diario e le memorie di mio padre … »
Il romanzo-biografico della Principessa Maria José di Savoia, a firma di Anna Profumi, è frutto di un’accurata, intelligente e certosina ricerca storica, com’è nelle corde innate della nostra brava scrittrice. La regina di maggio, come fu chiamata Maria José di Savoia, per la brevità del suo regno che andò dal 9 maggio al 13 giugno 1946, fu “spodestata” a seguito del Referendum del 2 e 3 giugno 1946, indetto nel dopoguerra, finalizzato a far scegliere “liberamente” al popolo italiano tra la Monarchia dei Savoia e la Repubblica democratica voluta dai partigiani. Il destino dei Savoia è noto a tutti. Le sorti dell’Italia Repubblicana e democratica pure.
La bella ed interessante storia che ricostruisce la Profumi, delinea il ritratto di una principessa atipica per le sue radici nobiliari, protagonista delle dinamiche conflittuali delle seconda guerra mondiale tra intrighi di palazzo, doveri monarchici e amori impossibili. Il romanzo della Profumi ci fa entrare dentro la vita reale di allora, del Principe ereditario Umberto di Savoia e della bellissima “Marie José Carlotta Sophia Amelia Enrichetta Gabriella di Sassonia Coburgo-Gotha”, nota alle cronache postume semplicemente come “la regina di maggio”.
Basta solo questo intrigante osservare letterario, che ci permette la Profumi, per farci sostenere che vale la pena di leggere questa piacevole e interessante biografia.

Post Scriptum.
Non so perché nel leggere il bel racconto di Anna Profumi sulla Principessa Maria José di Savoia, mi venivano continuamente in mente, in una sorta di libera e arbitraria associazione mentale, le parole di Gustavo Zagrebelsky scritte nel suo saggio dal titolo “Contro la dittatura del presente.” (Ed. Laterza, Roma, 2014), dove si chiede e chiede ai suoi lettori:
Viviamo ancora in democrazia oppure siamo immersi in un sistema post-democratico del quale non riusciamo a capirne il significato ed i veri fini?
Possiamo oggi parlare di sovranità dello Stato democratico oppure sono le oligarchie, le multinazionali e i centri di potere finanziario a governare le democrazie?
Come può uno Stato fortemente gravato dai debiti definirsi uno Stato libero e veramente democratico?
Cos’è diventata oggi la democrazia?
Se è vero che la democrazia si è rivelato un sistema di governo e di rappresentanza che ha prodotto disuguaglianze, corruzione e ingiustizie, qual è la forma di governo che dovrebbe darsi il popolo?
Quale il futuro della società civile del XXI secolo?
Perché diventa necessario un discorso sui fini?
Non so perché questa associazione mentale. Certamente arbitraria. Certamente inopportuna leggendo un libro che racconta una storia interessante e vera su una Principessa decaduta.
Forse la miscela mentale tra le parole di Montale e quelle di Zagrebelsky mi hanno creato questa “con-fusione”.
Forse adesso capisco il senso delle parole di Montale recuperate da Monetti.
Forse!
Resta il fatto che l’ultimo insindacabile giudizio spetta al lettore che leggerà una bellissima storia, quella che Anna Profumi ci racconta avendo saggiamente attinto dalle preziose e veritiere memorie del valoroso papà colonnello Amedeo Profumi dell’esercito di Sua Maestà Umberto II Re d’Italia.

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ANDREA GIOSTRA

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