sabato 9 settembre 2017

Lussureggiante basilico nelle Teste di Moro

Celebrato anche da Dolce&Gabbana attraverso la realizzazione di una collezione ad hoc, della primavera estate di qualche anno fa (2013) ecco uno dei simboli per eccellenza della tradizione siciliana: la testa di Moro, detta anche testa di Turco. Vasi in ceramica con la forma di testa, diffusissimi in Sicilia e rappresentativi dell’isola stessa.

Gli arabi si insediarono cosi tanto nel territorio siciliano che ormai ne fanno parte integrante e indissolubile, ancora oggi, in un’inestricabile amalgama. Ritroviamo così la traccia di questa dominazione nelle parole rimaste nella lingua, in alcuni costumi e nei tratti somatici degli abitanti, dal colore dei capelli delle donne e uomini siciliani e nei loro occhi, con quello sguardo ardente che ancora racconta le antiche radici.

La leggenda della testa di moro narra che nel periodo della Palermo durante la dominazione dei mori di Sicilia, tra l’831 e il 1072, alla Kalsa nel 1100 nel quartiere ‘Al Hâlisah, vivesse in un palazzo, quasi in clausura, una fanciulla deliziosa e bellissima dalla pelle rosea e profumata come i fiori di pesco. La fanciulla amava curare i fiori e le piante del suo balcone passando intere giornate in questo suo intento.

Transitò di li un giovane moro che vedendola se ne invaghì immediatamente, decidendo di volerla per se. Senza pensarci un attimo, con grande impeto, entrò in casa dichiarandole il suo amore. Frastornata e colpita da tale ardore la fanciulla ricambiò quel sentimento. Ben presto però venne a sapere che il bel moro l’avrebbe lasciata per ritornare nelle sue terre lontane, in Oriente, dalla sua famiglia: la moglie e i due figli. La sua felicità allora si dissolse in un batter di ciglia. Quella separazione e perdita le fu insopportabile al solo pensiero, fu così quindi che meditò il modo per trattenerlo per sempre con se. La fanciulla attese le tenebre e appena il bel moro si addormentò lo uccise, e gli tagliò la testa di cui ne fece un vaso in cui piantò del basilico che mise poi in bella mostra nel suo balcone adorno. Il moro era per sempre suo! Non potendo più andare via, sarebbe rimasto sempre con lei. Il basilico nel frattempo crebbe lussureggiante destando l’invidia degli abitanti del quartiere che, per non essere da meno, si fecero realizzare a loro volta, dai vasai del tempo, vasi di terracotta nella forma di Testa di Moro.

Ancora oggi queste meravigliose ceramiche diffuse in tutta Italia e nel mondo, si producono per lo più a Caltagirone, luogo incantevole anche per fare una visita turistica. Troverete un’aristocratica eleganza barocca espressa non solo nelle famose ceramiche, ma anche nelle bellissime facciate dei palazzi dove persistono gli influssi Spagnoli (catalani) con le splendide maioliche e degli  Svevi che ne raccontano gli antichi fasti ancora visibili nelle ville settecentesche e negli splendidi giardini.
Ester Campese 

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