venerdì 29 settembre 2017

Intervista a Maria Laura Moraci, regista e attrice romano-sicula al 9° Festival Internazionale del Cortometraggio 2017 di Catania

di Andrea Giostra - Maria Laura Moraci è una giovane regista e attrice siculo-romana, classe ’94, diplomatasi al liceo classico a Frascati (RM). Ha iniziato a 5 anni il judo e a 6 la danza moderna e contemporanea, praticandoli entrambi a livello agonistico fino all’età di 15 anni. Dal 2009 studia recitazione teatrale e cinematografica e fra i registi con cui ha lavorato ci sono Pupi Avati, Giuseppe Papasso, Berardo Carboni, Daniele Barbiero, e tanti altri ancora. Nel 2016 vince il premio “Miglior Attrice Giovane Promessa” al Caballero Corto Fest di Fiano Romano. Il cortometraggio “Strade da Amare” dei fratelli Borruto, di cui è protagonista femminile, vince diversi premi cinematografici, fra cui il prestigioso “Premio Sociale” allo Starlight Cinema Award 2016, all’interno della 73ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Ciao Maria Laura, benvenuta e complimenti per i tuoi successi. A proposito, so che da qualche tempo hai iniziato ad esprimerti anche come regista e sceneggiatrice di opere di denuncia sociale. Ci vuoi parlare della tua prima regia?

Ciao Andrea e a tutti i tuoi lettori. Dunque, la mia prima regia è un cortometraggio documentario di 25 minuti. Il titolo è “AMR. Storia di un riscatto”, e tratta il percorso di un ragazzo egiziano da quando è arrivato in Italia 8 anni prima fino ad al racconto del mio film. È un racconto di formazione in cui Amr, il protagonista, dopo un’intensa rivoluzione interiore vive un'evoluzione grazie alla presa di consapevolezza della propria identità, che lo condurrà ad agire con forza e con coraggio, riprendendosi ciò che gli spetta: la libertà. Il corto è stato selezionato in cinque festival in Italia e in cinque all’estero e ha vinto tre premi: “Miglior Corto Documentario” al Malta Film Festival e al The Impact DOCS Awards della California; poi ha vinto sia nella sezione “Documentary Short” che nella sezione “Liberation/Social Justice/Protest” all’Accolade Global Film Competition della California.
Pochi giorni fa il tuo film è stato proiettato anche in Sicilia. Vuoi raccontarci?
Sì, esatto. Lo hanno selezionato fuori concorso, perché dura più di 20 minuti, al “Corti in Cortile–Il cinema in Breve” del 9° Festival Internazionale del Cortometraggio 2017 di Catania, un Festival bellissimo che si è svolto al Palazzo della Cultura. Lo hanno proiettato sabato 23 settembre presso la Sala Teatro e ringrazio ancora tanto Davide Catalano e Beppe Manno per la selezione e per l’ospitalità. Per me è stato un vero onore e un piacere, anche perché in concorso sono stati selezionati registi bravissimi. Poi per me tornare in Sicilia è sempre meraviglioso.
So, Maria Laura, che nel tempo libero scrivi poesie e ti dedichi alla fotografia, sia come fotomodella che come fotografa. Passioni poliedriche le tue nel mondo dell’arte. Ma adesso vuoi raccontarmi qualcosa della tua prima sceneggiatura di un corto-metraggio che ha più una connotazione di finzione che di documentario?
Sì, è vero Andrea, anche la fotografia per me è una grande passione e quando posso mi ci dedico con grande interesse sia come fotografa che come fotomodella per tanti amici bravissimi fotografi d’arte e di moda.
Per quel che riguarda il corto al quale hai fatto riferimento, è un corto per cui sto impiegando tutte le mie energie e spero si possa realizzare e prender vita al più presto. Il titolo è “Mani”. Il genere del corto sarà drammatico/sentimentale, ma avrà diversi momenti di suspense e colpi di scena, tipici del thriller. Nonostante questo, avrà un finale completamente inaspettato: rasserenante e speranzoso. La tematica del corto è a sfondo sociale, è un corto di denuncia, di condanna di gesti violenti di un uomo nei confronti di una donna. Ma è anche un corto che tratta temi diversi dei soliti. I due protagonisti non sono stereotipati, non sono personaggi ma persone, esseri umani, ognuno con i suoi pregi e coi suoi difetti. L'uomo non è solo il cattivo e la donna non è la solita "semplice" vittima che subisce. Dafne ha 23 anni, ama da morire il suo fidanzato Luca, di 36. I due hanno una storia d’amore molto intensa che arriverà ad un inaspettato epilogo.
Anche qui Maria Laura, mi hai raccontato che hai già ricevuto riconoscimenti importanti.
Sì, Andrea. Il testo di un monologo estratto da “Mani” è stato selezionato al concorso letterario “Salvatore Quasimodo” di Bergamo, dove è arrivato tra i finalisti. Un altro testo tratto dalla sceneggiatura è stato selezionato al “Premio Galtellì” che si svolge in Sardegna in cui è arrivato tra i primi tre finalisti.

So, Maria Laura, che stai facendo una campagna crowdfunding per questo progetto. Cosa vuoi raccontare ai lettori in proposito?
È importante perché questa è una vera e propria produzione nata dal basso, da tutta quella collettività consapevole, che aiuta a realizzare questo corto, capendo che è un progetto necessario per tutti: uomini e donne. È un corto che coinvolge e riguarda tutti. La vittima e il carnefice infatti possono essere di ogni età, cultura, estrazione sociale e religiosa. Questo corto ha lo scopo non solo di prevenire e sensibilizzare, ma anche di prendere in carico terapeutico, aiutando chi è in queste dinamiche. La sola lettura della sceneggiatura ha già avuto dei risultati nella pratica quotidiana su una persona, e di questo ne siamo veramente felici e commossi. Ma soprattutto, questo è un corto che tratta l'amore e la Riscoperta della Voglia di Vivere, e in primis si propone di fare proprio questo: Diffondere la Voglia di Vivere nelle Persone. A questo proposito spero davvero tanto che ci saranno tante persone che vorranno vedere “Mani” e che vorranno darci “una mano” a realizzarlo. 
Grazie Maria Laura per questa chiacchierata, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti futuri.
Grazie a te, Andrea, al magazine e ai tutti i lettori. Evviva il lupo! 

Link:

Nessun commento:

Posta un commento

COMMENTI
Attenzione: tutti i commenti anonimi verranno moderati e pubblicati solamente dopo l'approvazione della redazione di Fattitaliani.it.