mercoledì 27 settembre 2017

Gustavo Zagrebelsky, “Il diritto mite”: per comprendere cosa c'è dietro lo stato di diritto. La recensione

Gustavo Zagrebelsky, “Il diritto mite”, Ed. Einaudi, Torino, 1992, revisionato e ripubblicato nel 2013. Recensione di Andrea Giostra.

Ci sono alcuni temi politici che tutti noi cittadini diamo per scontati. Qualche volta, invece, non li diamo per scontati, ma temiamo semplicemente di apparire “ignoranti” agli altri e talvolta a noi stessi, per cui evitiamo di dare o darci delle spiegazioni, delle risposte, e procediamo nei ragionamenti e nelle bonarie o accese discussioni politiche al bar o nel salotto di casa con amici e conoscenti schifati dalla politica e dai politici contemporanei, e proponiamo le nostre avventate risposte che più che nei contenuti riusciamo a sostenere nei toni e negli atteggiamenti saccenti e di chi la sa lunga.
Ma se, per un attimo, volessimo con sincera umiltà porre a noi stessi, più che ai nostri interlocutori, alcune semplici domande, allora scopriremmo che i nostri ragionamenti poco prima sostenuti con saccenza ed arroganza, crollerebbero impietosamente e noi, ragionando con noi stessi, ci ritroveremmo a precipitare metaforicamente in un vorticoso precipizio di fragili idee politiche senza riuscire a trovare un appiglio al quale aggrapparci fortunosamente per non rovinare miseramente sulla dura “terra” che al contempo rappresenta quella cruda realtà politica che non avevamo saputo vedere.
La questione è allora quella delle giuste domande da porsi. E quali sono queste domande alle quali potremmo trovare risposte sensate e ragionevoli tanto da farci vedere dove non avevamo visto, tanto da farci capire dove non avevamo capito, tanto da farci ragionare dove non eravamo riusciti a ragionare, tanto da, finalmente e imperiosamente, da farci divenire quei cittadini consapevoli del proprio potere di voto e consapevoli del proprio potere di scelta politica da fare dentro l’urna elettorale per garantire a noi, ma soprattutto ai nostri figli e ai nostri nipoti, un futuro migliore e una vita sociale degna dei nostri tempi e degna dei diritti di cittadini del ventunesimo secolo?
Zagrebelsky con questo saggio risponde ad alcune domande fondamentali che, se comprese, ci consentono di capire qual è la cornice giuridica che garantisce e tutela i diritti costituzionali.
Ma cos’è il diritto costituzionale?
Cos’è lo Stato sovrano?
Cos’è il diritto dello Stato?
Cosa sono veramente i diritti dei cittadini?
Quale dei due diritti in uno Stato è prioritario sull’altro? Il “diritto dello Stato” o il “diritto del cittadino”?
Cos’è il diritto pubblico?
Qual è la differenza fra sovranità dello Stato e sovranità della Costituzione?
Ha più senso, nel ventunesimo secolo, parlare di Stato?
Qual è oggi la sovranità reale di uno Stato concepito in un contesto internazionale, europeo?
Se è vero che lo Stato, all’interno dello scenario internazionale, come modello di unità politica è ormai morto, qual è la prospettiva politica sovranazionale che potrà garantire sicurezza, giustizia, diritti a tutti i cittadini?
Ha più senso parlare di diritti in un contesto internazionale sovra-statale sul quale si affaccia prepotentemente ed imperiosamente il più potente dei poteri, quello economico?
Quale sarà, allora, il “nuovo diritto” che queste potenti forze economiche sovra-statali imporranno al mondo intero?
Zagrebelsky dà al lettore tutti gli elementi per fargli comprendere come spesso dietro lo “Stato di diritto” si celino gruppi di potere, lobby internazionali, élite, classi politiche per le quali lo Stato, concepito come soggetto unitario astratto – “una persona statale” - capace di volontà e di azioni concrete, non è altro che uno schermo, una maschera, uno strumento per consentire loro – alle lobby di potere! - di fare ciò che non potrebbero altrimenti fare.
Al contempo, Zagrebelsky ci rappresenta tutti i complessi, e spesso astrusi, rivoli normativi a tutela dei diritti e a tutela dell’unità nazionale.
Oggi in Italia la Costituzione rappresenta, per tutti i cittadini e per tutte le forze sociali, la massima e più autorevole garanzia di vita comune, di legittimità di ciascuna delle parti costitutive della società italiana di esistere e di esprimersi liberamente. Forze sociali costitutive dello Stato che oggi in Italia sono garantite e tutelate nei loro diritti e nelle loro libertà dal diritto costituzionale.
O almeno così dovrebbe essere!

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ANDREA GIOSTRA