sabato 5 agosto 2017

Fattitaliani intervista Roberto Sarra, Presidente Associazione Pegasus: "La mia strategia? lavorare con passione e amore"

Roberto Sarra è nato a Rimini nell’Aprile del 1964 e vive a Cattolica rinomata località balneare del litorale Adriatico. Scrittore, Poeta, Editore, Critico letterario, Presidente dell’Associazione Pegasus Cattolica, è ideatore del Premio letterario Internazionale “Città di Cattolica Pegasus Literary Awards”, del “Premio Internazionale Montefiore” della Golden Selection che si tiene ogni anno nella Repubblica di San Marino, e del Premio itinerante di letteratura World Literary Prize che viene svolto ogni due anni nelle capitali e nelle località turistiche di rilievo internazionale.
Le sue opere letterarie sono state ristampate in diverse edizioni. Dal 2014 è Presidente della casa editrice Pegasus Edition, per la sua attività di editore nel 2017 le è stato conferito il Premio Comunicare l'Europa. È evidente che ci troviamo di fronte ad un personaggio culturale non comune e questo ci ha motivato ad incontrarlo per farlo conoscere a chi vuole cimentarsi nel difficile compito di propagatore della Cultura. L'intervista di Fattitaliani.
Eccoci dr. Sarra, lei ha stimolato la nostra curiosità. La troviamo al timone di un’Associazione Culturale da lei fondata e consolidata negli anni: la Pegasus che, in linea con il cavallo alato che ne è il Logo, ha preso il volo, ramificandosi in tanti Eventi di cui adesso ci parlerà. Innanzitutto com’è nata l’idea di avventurarsi in un settore così impegnativo?
L'idea nasce innanzitutto da una grande passione, scrivo fin da ragazzo ed è inutile dirlo i libri mi hanno sempre affascinato. Mi affascina però anche l'arte in generale come la musica, la danza ecc. Mi sono cimentato in tantissime esperienze, ho fatto teatro, ho studiato pianoforte e ho sempre organizzato dapprima feste da ballo, in seguito cerimonie istituzionali per l'amministrazione presso la quale lavoravo. Da qui a fondare un Associazione Culturale il passo è stato breve.
L’Associazionismo dovrebbe essere un’esperienza che aggrega, quindi che unisce sinergie. È così in Italia o c’è ancora della strada da fare per superare la competitività?
Sicuramente unisce ed aggrega, bisogna però impegnarsi a superare i vari individualismi che molto spesso sottraggono forze al collettivo. Le guerre in casa non hanno mai giovato a nessuno. Sotto questo aspetto mi reputo un fortunato perchè la Pegasus è una famiglia dove il gioco di squadra è qualcosa di straordinario. La mia fortuna è stata quella di trovare collaboratori, collaboratrici, più propriamente, vista l'altissima percentuale femminile presente nell'Associazione che mi hanno dato davvero tanto. Persone con una preparazione professionale ineccepibile ma nel contempo dotate di grandissima umiltà e di senso dell'amicizia.
Perché la sua formula è vincente, ha una strategia?
Forse perchè cavalca i tempi siamo nell'era dell'immagine, della mediaticità, dell'interazione fra le arti. I premi letterari così come altre manifestazioni culturali, erano diventati un po' obsoleti, la gente, soprattutto i giovani si annoiavano. Bisognava dare una scossa, creare qualcosa di frizzante senza svilire i contenuti anzi arricchendoli e condire il tutto con un pizzico di mondanità. Fare un premio a teatro è diverso che in una sala consiliare, inoltre se è ricco di ospiti illustri, giornali importanti, una grande orchestra, coreografie, momenti di grande intensità emotiva ecco che nasce una serata importante alla quale tutti vogliono partecipare. Per quanto riguarda la strategia, la mia penso sia principalmente il "cuore" quando le cose si fanno con estrema passione, con amore, non possono che venire bene. Io e i miei collaboratori cerchiamo sempre di capire come comunicare ma sopratutto cosa gli autori si aspettano da noi. Quali sono le loro aspirazioni, come possono meglio sentirsi gratificati. Penso che la cosa che più apprezzano quando vengono ad una nostra manifestazione sia quella di sentirsi in famiglia.
In premessa abbiamo accennato ai gioielli della Pegasus, ormai Concorsi conosciuti a livello nazionale e addirittura, senza esagerare, mondiale. Parlare di tutti è impossibile anche perché, anno dopo anno, il carnet si arricchisce di esperienze nuove e, quindi di rischi da affrontare. A suo parere ne vale la pena e perché?
Quando si parla di manifestazioni dove partecipano grandi personaggi con decine di persone che vi lavorano, una campagna pubblicitaria massiccia, il rischio è sempre elevatissimo. Le nostre manifestazioni pur se Patrocinate da Enti pubblici di grande rilievo non percepiscono alcuna fonte di finanziamento, godono esclusivamente di patrocini non onerosi per cui il rischio è davvero altissimo se non facciamo numeri molto alti di iscritti, il sistema va in crisi, per cui non possiamo permetterci di sbagliare. Per quanto riguarda il fatto se valga la pena o meno, io dico che vale sempre la pena, a mio avviso, cimentarsi in qualcosa di nuovo, anche se non a livello economico poiché, come lei sa, a fare le cose in grande bisogna investire ingenti risorse e, in campo culturale i rientri sono sempre piuttosto magri, ma vale sempre la pena per la soddisfazione, il gusto di sfidare se stessi e la gratificazione di aprirsi a sempre nuovi progetti, visto che la vita stessa di ognuno di noi è un grande progetto.
Oggi parliamo dell’ultimo nato e del più azzardato, se vogliamo, dei suoi gioielli: IL Premio Letterario Milano International ovvero il Gran Galà della Letteratura. Perché questa Kermesse Cultural Chic e perché Milano?
Il Premio entra nel novero del filone dei Premi Kolossal così come li ha definiti la stampa, che viaggiano separatamente dai normali premi letterari. Il Milano International nasce sull'esperienza del gioiello di famiglia il Premio Città di Cattolica che ci ha dato tante soddisfazioni e che uno dei più importanti giornali nazionali ha definito l'Oscar della letteratura italiana per l'altissimo impiego di uomini e mezzi, nonchè per il vero e proprio show che è stato costruito al suo interno. A Milano avremo una manifestazione più sobria da un punto di vista dello spettacolo ma molto chic, ricca di eventi e sopratutto di grandissimi personaggi della letteratura, del cinema, della tv ed alla quale prenderanno parte autorità politiche. La location non ha bisogno di presentazioni perchè è la Sala Barozzi dell'Istituto dei Ciechi nel cuore pulsante della Città, una struttura ottocentesca di rara bellezza. Perchè Milano perchè è uno dei più importanti crocevia culturali d'Europa, sede delle più grandi case editrici europee e sede di numerosi eventi di carattere Internazionale.
Vogliamo dare dei motivi per partecipare a chi cerca di emergere in questo panorama letterario italiano non facile?
Il motivo è molto semplice: alla serata vi saranno talent scout, critici e giornalisti di importanti testate e tutto questo si tradurrà inevitabilmente in grande visibilità per ogni autore emergente o neofita che dir si voglia.
La Cultura e la lettura in Italia, secondo Lei, godono di buona salute?
Devo dire che, nonostante tutto, di Cultura se ne fa parecchia. Numerosissime sono le associazioni Culturali tantissimi gli eventi, Reading, Premi letterari, Rassegne, Fiere, Concerti, bisognerebbe forse puntare di più sul livello, meno cose ma fatte meglio. Per quanto riguarda la lettura siamo piuttosto scarsi, ci sono alcuni lettori molto attenti che fagocitano grandi quantità di libri ma sono una percentuale molto esigua.
Il problema rimane la molteplicità di autori che ahimè scrivono molto ma leggono poco. Lo noto ogni qual volta propongono al nostro marchio editoriale una pubblicazioni e rimangono sorpresi da alcune norme di impaginazione o stilistiche che non conoscono, segno che leggono veramente poco e sopratutto non leggono opere dei grandi gruppi editoriali che, senza togliere nulla ai piccoli, le norme le conoscono bene.
Perché i giovani oggi dovrebbero essere motivati a scrivere?
Prima di tutto perchè è terapeutico scrivere: apre il cervello, stimola la fantasia, ci mette a confronto, ci stimola a comunicare ad aprire noi stessi al mondo, inoltre perchè scrivere ci permette di evadere dallo stress di ogni giorno regalandoci dei momenti esclusivi spesi in sintonia con noi stessi.
Dal momento che siamo di fronte anche ad un Editore, ci dica se questa nuova esperienza, cioè la Pegasus Edition, ha preso il largo secondo le sue aspettative.
Sono molto contento dell'esperienza editoriale, la partenza è stata molto difficile, anche perché abbiamo voluto creare un prodotto di alta qualità carta pregiata, copertine particolari e molta cura sia nella distribuzione che nel creare un percorso ricco di presentazioni, fiere e rassegne per dare visibilità ai nostri autori. Purtroppo come ben saprete i ricavi su di un libro sono veramente minimi poichè gravano fortemente i costi di distribuzione e della lavorazione, correzione di bozze, realizzazioni grafiche delle copertine ecc.
Siamo riusciti a fare numeri importanti anche con autori neofiti molto giovani e questo ci stimola parecchio
Tutto il suo percorso con le sue difficoltà e le sue soddisfazioni cosa ha dato a Roberto Sarra uomo? In poche parole, se lei tornasse indietro rifarebbe tutto quello che ha fatto?
Il percorso intrapreso mi ha dato moltissimo, ho conosciuto bella gente, ho assaporato il gusto delle sfida, dell'affrontare le difficoltà più ardue ma senza dubbio rifarei tutto e in questo caso con più esperienza.


Noi la ringraziamo dott. Sarra e la salutiamo, augurando a lei e a noi che Milano, per suo tramite, diventi la Capitale della Cultura Europea. Concludendo è indubbio che ci troviamo dinanzi ad un uomo coraggioso, che aveva un sogno e, credendoci fermamente, è riuscito a realizzarlo. Sotto questo profilo è un esempio per tutti coloro che soffocano le loro ambizioni dinanzi alle difficolta e al rischio. Ci piace chiudere con una frase di Steve Jobs, un personaggio che tutti conosciamo come fondatore di APPLE Inc.“Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.”
Caterina Guttadauro La Brasca

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