venerdì 14 luglio 2017

Roma, Kuzma Kovačić riceve il Premio Fontane

Per la prima volta in Italia con la mostra “Pellegrino della scultura” qualche mese fa, Kuzma Kovacic – artista tra i più accreditati nella sua terra, la Croazia, e autore di numerose sculture incentrate sulla Fede, è tornato nella nostra penisola per ricevere un illustre riconoscimento alla carriera: il Premio Internazionale “FONTANE di Roma.

Nell’ambito della trentacinquesima edizione della manifestazione organizzata dall’Accademia LA SPONDA e tenutasi all’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, la giuria ha deciso infatti all’unanimità di conferirgli il premio del settore “arti figurative” con la seguente motivazione:  
“Artista di grande spessore internazionale, la vita dedicata all’Arte, illustre promotore di iniziative artistiche e culturali, traduce nel suo percorso artistico i momenti fondanti del suo cuore: i suoi lavori, creati con una forte armonia spirituale, quasi religiosa, con la passione di cristiano che lo ispira a realizzare, 
lanciano un affascinante messaggio di Pace nel segno dell’Arte, della Cultura, della Solidarietà. Grandi emozioni hanno suscitato le sue sculture dedicate a Papa Giovanni Paolo II e al Cardinale Stepinac. Tutta l’attività artistica del Maestro Kovacic merita un grande spazio nella migliore e più attenta considerazione e valutazione internazionale”. 
L’evento, condotto dal suo ideatore e presidente de La Sponda Benito Corradini, ha visto premiare nei rispettivi settori professionali, tra gli altri, nomi del calibro di Maria Pia Garavaglia, Tiziana Rocca, Andrea Fassi, Rino Barillari, Edoardo Siravo e Marcello Veneziani. Un premio speciale alla memoria è stato conferito in ricordo di  Zhang Yao, la studentessa cinese dell’Accademia delle Belle Arti tragicamente scomparsa qualche mese fa.

KUZMA KOVAČIĆ  - Biografia
Lo scultore croato contemporaneo Kuzma Kovačić nasce il 6 giugno 1952 da Vinko e Jelena, nata Novak, nell’antica città di Hvar, sull’omonima isola situata nella parte centrale dell’Adriatico, in un paesaggio spiccatamente mediterraneo che ha fortemente influenzato l’infanzia e la giovinezza dello scultore e le cui tracce sono rilevabili nelle sue numerose opere. Finito il liceo, Kuzma Kovačić lascia Hvar con un senso di profonda appartenenza all’ambiente mediterraneo e con la concezione cristiana del mondo acquisita in ambito familiare, per approdare nel 1971 a Zagabria in un periodo di pesante repressione comunista, dove si iscrive a scultura all’Accademia di Belle Arti e consegue la laurea nel 1976. Fin dagli inizi della sua attività riesce a trovare la propria strada nella scultura e comincia a esporre le sue opere, cercando di difendere e rinnovare i valori e la specificità dell’arte scultorea e di testimoniare la propria fede per mezzo della scultura. Dopo la laurea sposa nel 1978 Barbara Domančić da cui ha un figlio, Vinko, nato nel 1980, e una figlia, Petra, nata nel 1983. Organizza la sua prima mostra personale nel 1979 nel Museo della Città di Šibenik, dove vengono esposte le sue prime opere d’ispirazione cristiana, spirito che ha permeato fin dagli esordi l’essenza della sua forma scultorea: Sette peccati capitali (1987), Ecco che il mare suda sudore di sangue (1977), La predica di sant’Antonio ai pesci di Rimini (1979). Un anno più tardi, nel 1980, ottiene una borsa di studio dal Governo italiano per Murano dove conosce e perfeziona l’arte del vetro nelle vetrerie “Aldo Nason” e “Fratelli Manfren” e in cui crea le sue prime sculture di vetro. Tutto il decennio a partire dagli anni ‘80 rappresenta per l’artista un periodo creativo molto produttivo, in cui sono state realizzate opere di grande importanza tra cui: Epistola a Mavro Vetranović (1980), Ringraziamento ai benedettini (1983), Per il corpo (1985), Molto amaramente (1988), Dialetto del ča nella scultura (1988) e altre. Verso la fine degli anni ‘80 intraprende il suo primo pellegrinaggio in Terra Santa e a Roma, per visitare successivamente Lourdes, Loreto e diversi altri luoghi di pellegrinaggio della patria e del modo. Il decennio degli anni ‘90 è segnato da un’opera che, oltre ad essere una delle sue opere scultoree sacre più importanti, è stata anche la sua prima grande realizzazione scultorea sacra pubblica. Si tratta della Porta della Cattedrale di Hvar (1990) che ha non solo provocato una reazione positiva del pubblico amante della cultura, ma è stata anche messa in risalto dalla critica come capolavoro della scultura sacra contemporanea e nuovo segno di rinnovamento dell’arte sacra dei croati. Da allora ha realizzato più di cento sculture di carattere pubblico o/e sacro. Negli anni 1991 e 1992 realizza in legno il Crocifisso processionale per la Cattedrale di San Doimo a Spalato. Nel 1993 e 1994, anni del conflitto bellico in Croazia, modella le kune e le lipe, monete della valuta della Repubblica di Croazia e sul Medvedgrad, fortificazione medievale sovrastante Zagabria, crea il monumento Altare della patria croata, che rappresenta il memoriale nazionale con il fuoco eterno in memoria di coloro che durante la lunga storia hanno dato la loro vita per la libertà del proprio popolo e della patria. Segue l’impegno, durato quasi un anno intero, nel scolpire la statua in pietra di papa Giovanni Paolo II, il primo monumentoal mondo in grandezza naturale a rappresentare questo Papa, inaugurato solennemente durante la grande celebrazione eucaristica nel 1996 a Selca sull’isola di Brač. Con i colleghi professori fonda nel 1997 l’Accademia delle Arti dell’Università di Spalato, dove lavora attualmente come professore ordinario di scultura, e dal 2011 insegna anche alla Facoltà di Teologia Cattolica della stessa Università.
Ha realizzato il primo monumento in onore di Franjo Tudman, primo presidente croato democraticamente eletto, fondatore e difensore della Repubblica di Croazia, che rappresenta anche l’opera più riuscita del genere secondo il giudizio unanime della critica d’arte e del pubblico croato appassionato di cultura. Il monumento e stato eretto nel 2001 a Škabrnja, piccolo paese simbolo di grande sofferenza durante la Guerra patriottica. Nel 2009 partecipa alla mostra “Scultura croata contemporanea” organizzata dalla Glittoteca dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti e successivamente presentata anche in Germania, Austria, Italia, Slovacchia, Ungheria e Slovenia.
Nel 2012 viene eletto membro associato dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti. Oltre a questo riconoscimento, gli sono stati finora conferiti numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali anche tre onorificenze di stato. E nel 2013 che si presenta al pubblico croato con una scelta recente della propria produzione artistica alla mostra retrospettiva a Zagabria, nella Galleria di Arte Moderna, e successivamente a Spalato, nella Galleria d’Arte. Nello stesso anno è stata pubblicata la monografia sulla sua opera artistica che nel 2014 viene presentata anche a Roma, nel Pontificio Collegio Croato di San Girolamo. Dal 2014 al 2016 scolpisce in pietra, insieme ai suoi collaboratori, il rilievo d’altare Gloria dei martiri croati, che nell’agosto del 2016 viene posto nella Chiesa dei martiri croati a Udbina. Si tratta di uno dei più grandi rilievi sacri in pietra non soltanto in ambito croato e, senza dubbio, di un’opera di un’imponente portata estetica e intensità simbolica. In occasione della cerimonia di inaugurazione e benedizione del rilievo lo scultore ha affermato, come aveva già ribadito tante volte prima in forma sia orale che scritta, che lui esprime la propria fede cristiana per mezzo del linguaggio figurativo, testimoniando con la propria attività scultorea che la parola è diventata opera.
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