lunedì 26 giugno 2017

Libri, "Silenzi D’amore" di Caterina Guttadauro La Brasca, romanzo pluripremiato in Italia e all’estero

Il contenuto di questo romanzo si basa su qualcosa che, in misura diversa, appartiene a tutte le donne : “il non detto e il suo valore”.  
Una madre (Mariù) ed una figlia (Lisa) si incontrano, dopo anni di lontananza, di rivalismi, di incomprensioni e silenzi che le avevano rese quasi estranee. Attraverso la voce di Mariù riaffiorano così stralci di passato, personali e familiari che danno a sua figlia Lisa le risposte a tanti perchè.  Emergono le storie di tre sorelle, Mariù, Anna ed Emma , i loro amori, i loro dolori e la loro forza nell’affrontare i momenti difficili. Delle tre sorelle , Anna, a causa di una malattia, era stata privata dell’uso della parola e dell’udito. Emma, la maggiore, si sposa per prima con un uomo che ha imparato ad amare nel tempo e dal quale ha un figlio che chiama Filippo. Anna, romantica e un po' ribelle,  nonostante il suo handicap, con tutto l’entusiasmo e l’incoscienza dei suoi anni vive la sua storia d’amore e ne accetta le conseguenze: una figlia, Dolly, che amerà più di se stessa. Mariù è la più piccola delle tre, e consapevole dei problemi cui andrà incontro Anna, con l'aiuto di zia Tiziana, si prende cura della sorella e, quando nasce, anche della nipote Dolly. Muore zia Tiziana e accoglie in casa Anna e la nipote che cresce insieme a Lisa più grande di qualche anno. Passano gli anni,i figli crescono, Dolly si fa grande, facendosi carico di una realtà anomala e di una verità più grande di lei che, giorno dopo giorno, fa aumentare la sua insoddisfazione e la consapevolezza di essere diversa da tutti i suoi coetanei. Così fugge, e per cercare una sua identità, vive delle esperienze che la portano in situazioni  rischiose, ai limiti della moralità, lavora in un locale frequentato da uomini in cerca di evasione e lì zia Mariù la va a cercare. Le due donne si raccontano finalmente le verità sepolte nel silenzio,e Dolly dice alla zia che in quel locale aveva incontrato, casualmente, suo padre che  l'aveva salvata dalle avances di un cliente,e le aveva raccontato che la sua vita era stata un completo fallimento. E’ proprio lei, che aveva pagato il prezzo più caro, lo perdona vedendolo gravemente ammalato. Si ritrovano ad accompagnarlo verso la sua ultima dimora. Anche Emma racconta le sue verità e vive il dramma di suo figlio Filippo che, per una forma grave di artrite,non potrà più suonare e dare concerti. Il tempo dà e il tempo toglie, famiglie ormai estinte e figli liberi dai segreti che danno vita al loro futuro.

LA PREFAZIONE
“Silenzi d’amore è un racconto di memorie, delicato e appassionato. L’autrice ci porta per mano negli interni di una vita antica e ricchissima di sentimenti. Di amore per le cose e le persone, per i riti e i ricordi. E così, nello svolgersi della storia, scopri, in silenzio, i misteri del silenzio. L’importanza di non dire, a volte, e svelare, invece, in un altro momento. Percepisci la rilevanza dei valori perduti, delle piccole emozioni, dei grandi sacrifici. Senti il respiro calmo e forte di donne che trasmettono nelle generazioni la potenza della femminilità, la gioia dell’accudimento, il sogno delle aspettative. Gli uomini non sono sul palcoscenico, se non sullo sfondo: alcuni protettivi, altri rassegnati, altri ancora impegnati nel loro mondo maschile; tutti lontani dal fermento di passioni, impulsi, pensieri e azioni che definiscono l’esistenza delle donne raccontate in questo libro. Donne che hanno la capacità di mettere a posto le cose, quasi seguendo un intuito profondo che appartiene loro e che si manifesta al momento opportuno. Gli inevitabili segreti tra loro diventano silenzi, silenzi d’amore. Hanno infatti un cuore pulsante. Il non far sapere, nasce dal bisogno di custodire la tranquillità di chi si ama, ma contemporaneamente diventa la responsabilità di chi conosce le cose e i fatti. Che, infatti, si adopera nell’ombra, saggiamente, per aiutare e tutelare tutti.
L’emozione per il lettore nasce nell’occasione, descritta dall’autrice con ammirevole delicatezza, dell’incontro profondo e svelante di una figlia con la sua anziana mamma: le diverse percezioni dei fatti e della vita le avevano allontanate; la narrazione delle loro esistenze, e il confronto delle loro apparenti dissomiglianze, rivela invece il vigore del loro intenso legame. Seppur rimasto nel tempo silente e ambiguo.
L’emozione poi continua nelle spiegazioni degli inevitabili segreti della grande famiglia e nell’accostarsi alle vite e ai pensieri di queste splendide figure femminili, mamme, nonne, zie, cognate, figlie e nipoti, tutte unite, anche nei litigi più violenti, dalla solidarietà, dal rispetto della dignità e dal coraggio di vivere con la gioia dell’amore. In un tempo difficile, quando le donne non potevano vantare che diritti davvero residuali.
I silenzi possono offendere e fare danni. Ma se sono silenzi consapevoli e contemporaneamente laboriosi, racchiudono e poi svelano il segreto dell’amore profondo.
Questo è un romanzo che dovrebbero leggere anche le ragazze d’oggi, così abituate a pretendere e ad avere tutto e subito, senza assaporare il piacere del desiderio. Avrebbero l’occasione di un viaggio avventuroso nell’anima, forse straniante, ma certamente provvidenziale a fare scoprire quanto l’anima e la sensibilità femminili possano essere più rivoluzionarie ed efficaci che non i confini ristretti del loro corpo, così troppo e inutilmente esibito.”

Avv. Annamaria Bernardini de Pace

2 commenti:

  1. Congratulazioni Caterina... E ottima recensione...

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  2. Un importante invito alla lettura di una storia che ci porterà ad assaporare "il respiro calmo e forte di donne che trasmettono nelle generazioni la potenza della femminilità, la gioia dell’accudimento, il sogno delle aspettative." Se tutto è narrato con la sensibilità e la grazia che contraddistinguono l'autrice, penso si tratti di un romanzo irrinunciabile che sicuramente porterò con me, in vacanza.
    Complimenti all'autrice Caterina Guttadauro La Brasca e all'Avv. Annamaria Bernardini de Pace per la prefazione.

    Annalisa Rodeghiero

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COMMENTI
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