sabato 20 maggio 2017

Ospedale CinqueStelle (da un fatto vero)

– Vieni vieni che ci sono quell’antipatico di Belpietro e Fico.

Mi siedo anch’io davanti al televisore. Sta parlando Fico, e Belpietro lo guarda con quell’accenno di sorrisino perennemente stampato sulle labbra sottili. Antipatico da morire, ma forse non per colpa sua: secondo me lui c’è nato, con quei risvoltini all’insù all’angolo delle labbra, alla Jolly Joker di Batman. Magari avrebbe voluto fare il frate francescano ma con quella faccia poteva interpretare solo parti da cattivo. 
Punta tranquillo Fico e chiede, ovviamente sorridendo:
– Voi siete favorevoli o contrari all’euro?
Fico si lancia in una lunga risposta alla fine della quale io e mia moglie ci guardiamo in faccia. 
– Ma tu l’hai capito che detto?  – mi fa lei. 
– No.
Non l’ha capito neanche Belpietro, che fa la faccia leggermente perplesso-sorridente (c’è poco da fare, quel sorriso deve dipendere da qualche muscoletto facciale congenitamente arricciato) e ripete la domanda. 
– Ma voi siete favorevoli o contrari all’euro?
Fico riprende a spiegare, e mia moglie e io stiamo con le orecchie appizzate, non vogliamo perdere una parola. 
Alla fine ci guardiamo con gli occhi sbarrati. Stavolta ne samo sicuri: Fico ha parlato, ma non ha detto niente. 
– Ora Belpietro si incazza – dico io.
Belpietro invece si rabbuia appena, ma sorridendo sempre – io non ci riuscirei mai, l’avete presente certe giornate in cui piove col sole? – e ripete per la terza volta, scandendo un po’ le parole e abbassando appena appena la voce: 
– Ma voi siete favorevoli o contrari all’euro?
Fico capisce che non può più menarla in giro e finalmente dà una risposta intellegibile:
– Deciderà il web. 
– Il web? – fa mia moglie. – Cioè, su questa cosa il movimento non ha le idee chiare?
– Beh, far decidere al web è il massimo della democrazia, no?
– Sì ma...
– Senti, io vado a dormire che ho avuto una giornata pesante. Buona notte.
A letto faccio un po’ di zapping sul televisore piazzato sul comò, il tempo che gli occhi si appesantiscano, e poi spengo la luce.  Sbadiglio. “Deciderà il web”. Mah... 

...

Sirena, scossoni. Uno accanto in tuta rossa. Mi guardo da fuori, sono Beppe Grillo,  con tanto di nuvola bianca di capelli, la nuvola di Fuksas  si sposta di due metri mentre io faccio chilometri per andare in ospedale, ma che schifo di battuta che non significa niente, frenata, ancora scossoni, barella che scivola su ruote, sala operatoria.
Adesso sono con un camice verde aperto di dietro come per la colonscopia, oddio che mi vogliono fare, sono su un lettino stretto stretto e sulla testa ho una luce fortissima, eccolo il professore che si toglie la mascherina, cazzo è Belpietro che mi sorride rimanendo serio come sa fare solo lui.  
Ora sono a torso nudo e mi sta disegnando un cuoricino sul petto con la tintura di iodio.
– Forse vi devo operare, guagliò.
Ma che c’entra l’accento napoletano, non sarò per caso al Cardarelli, belin non mi ricordo in che città sono.  E che c’entra Belpietro. 
– Professore ma lei non fa il giornalista? 
Non mi risponde e dà uno sguardo circolare cupo-sorridente all’equipe. Accidenti saranno una cinquantina, pure loro in camice verde, sembrano asparagi, penso agli asparagi e all’immortalità dell’anima di Campanile ma so che non c’entra niente, o forse c’entra visto che qui c’è un giornalista che sta per operarmi, cazzo. 
– Allora ragazzi che si fa?
Dalla folla in verde emerge una scollatissima ragazza in rosa con un computer portatile in mano: 
– A favore dell’operazione si sono espressi 2501. Contro 1906.
Scoppia un applauso e il semisorridente Belpietro-chirurgo mi disegna sul petto una freccia che attraversa il cuoricino.  
– Allora operiamo.  Bisturi.
– Ehiehi un momento belin– urlo – e l’anestesia?
Una testa si china su di me – Sono l’anestesista – e abbassa la mascherina.  Maledizione un altro Belpietro che mi guarda serafico-sorridente. – Il web ha deciso, niente anestesia. 
Il Belpietro-chirurgo si avvicina con un coltellaccio che mi sembra di avere già visto nelle mani di Cannavacciuolo. 
– Allora ragazzi dove incido?
Parte un rullo di tamburi mentre la ragazza in rosa solleva sulla testa il portatile che lampeggia per alcuni secondi, poi mostra un grafico a torta a spicchi rossi e blu. 
– Per l’incisione nel quadrante superiore destro, 3060 voti. Per il sinistro, 2090. Però da Palermo contestano per lo scarso preavviso.
– E allora che si fa? – chiedo io terrorizzato.
La ragazza in rosa è sempre scollatissima ma adesso è una Belpietro bionda con i capelli lunghi che mi guarda con la faccia soddisfatta-sorridente di una velina che ha appena ricevuto una proposta di matrimonio da un calciatore. 
– In questi casi si aspetta che il web decida. Oppure...
– Oppure...? – trattengo il respiro speranzoso.
– Oppure... c’è sempre la possibilità dell’overriding.
– Cioè?
– Tu dichiari la votazione nulla, dici che risultato vuoi, ripeti la votazione e il web sicuramente ti viene dietro.
– Ma si può fare? 
Viene avanti uno in giacca e cravatta. Questo è proprio Belpietro-Belpietro,  il giornalista, che mi guarda sorridente, sfottente e accusatorio. Uno sguardo inimitabile, da Oscar. 
– L’hai già fatto a Genova con la Cassimatis. 
– Allora lo rifaccio. Voglio un vero chirurgo,  bravo e che scelgo io, che mi spieghi prima quello che vuole fare e come lo farà. E che una volta in sala operatoria non si faccia rompere le palle da nessuno. 
L’intera equipe erompe in un corale: – E IL WEB?
– Fanculo il web, belin.  Qui si parla di cose serie, è la mia salute, cazzo. 
Carlo Barbieri

Carlo Barbieri è uno scrittore nato a Palermo. Ha vissuto a Palermo, Catania, Teheran, il Cairo e adesso fa la spola fra Roma e la Sicilia. Un “Siciliano d’alto mare” secondo la definizione di Nisticò che piace a Camilleri, ma “con una lunga gomena che lo ha sempre tenuto legato alla sua terra”, come precisa lo stesso Barbieri. Scrive su Fattitaliani, Ultima Voce e Malgrado Tutto, testata a cui hanno collaborato Sciascia, Bufalino e Camilleri. Ha scritto fra l’altro “Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non”; "Uno sì e Uno no" (D. Flaccovio Editore); i gialli “La pietra al collo” (Todaro Editore, ripubblicato da IlSole24Ore) e “Il morto con la zebiba” (Todaro Editore, candidato al premio Scerbanenco 2015); "Il marchio sulle labbra" (premiato al Giallo Garda) e "Assassinio alla Targa Florio, ambedue con D. Flaccovio Editore. Suoi scritti sono stati premiati al Premio Internazionale Città di Cattolica, al Premio di letteratura umoristica Umberto Domina, al Premio Città di Sassari e al Premio Città di Torino. I suoi libri sono reperibili anche online, in cartaceo ed ebook, su LaFeltrinelli.it e altri store.