martedì 2 maggio 2017

I circensi italiani: lo stato ci garantisca maggior aiuto e spazi. Parlano Vinicio Togni e Armando Orfei

Questa mattina, in piazza della Rotonda a Roma si è svolta la protesta degli artisti circensi italiani contro il Disegno di legge che prevede l'eliminazione degli animali dai circhi, in discussione in questi giorni al Senato. Nel mondo circense italiano attualmente lavorano circa 5000 persone,  in oltre 100 circhi, che portano i loro spettacoli in giro per l’Italia e all'estero. Il servizio di Marina Tomarro: 

Protesta da parte del mondo circense sul Disegno di legge che vede al  centro del provvedimento, la possibilità di annullare i contributi per le manifestazioni circensi e il divieto di utilizzare animali. Di fronte a questa probabilità grande è lo sconcerto e la delusione degli addetti ai lavori. Come commenta Vinicio Togni rappresentante dell’omonimo circo.

R. – La nostra  è una manifestazione educata e pacifica, perché il Circo porta gioia anche in manifestazioni come questa  per avere diritti e tranquillità, soprattutto lavorando seriamente, cosa che purtroppo noi non abbiamo: non ci sentiamo sicuri, assolutamente. Infatti abbiamo - malgrado che siamo delle aziende a tutti gli effetti regolari, super-organizzate -  paura dell'incertezza, perché ci possono fermare il lavoro, ci possono ostacolare, cose che non dovrebbero avvenire. Le nostre attività sono controllatissime, sono regolari – abbiamo tutti i permessi per dare spettacolo - perciò dovremmo lavorare tranquilli ma non lo siamo perché ogni mattina c’è una novità che ci riguarda. Il Circo non è fatto solo di questi animali, di cui si parla tantissimo; è fatto anche di tantissime persone, famiglie che ci lavorano e lavorano con grande rispetto.

E  da parte dei circensi forte è la richiesta di un maggiore aiuto da parte dei comuni, dove portano i loro spettacoli. Ascoltiamo il commento di Armando Orfei direttore del Circo “Armando Orfei Revolution”

R. – Protestiamo oggi, perché sono anni che ci battiamo per avere degli spazi per fare i nostri spettacoli e per portare i nostri animali in luoghi decenti, cosa che assolutamente non avviene. Le aree dove piazziamo sono tutte aree di fortuna, aree private che paghiamo tanti soldi, mentre c’è una legge dello Stato secondo cui ogni comune dovrebbe avere uno spazio per ospitare uno spettacolo viaggiante: cosa che non avviene.

D. – In che modo lo Stato italiano potrebbe aiutarvi di più?

R. – Chiediamo solamente di lavorare onestamente e di avere spazi adeguati per fare la nostra attività, che portiamo avanti da secoli.

Grande soddisfazione invece su questo Disegno di legge da parte del fronte animalista, in particolare dalla Lega Antivivisezione, che da molto tempo lotta per la revisione della norma, a favore del rispetto delle esigenze di benessere e cura degli animali. Marina Tomarro, Radio Vaticana, Radiogiornale del 2 maggio 2017.