venerdì 14 aprile 2017

Lidia Laudani, modella, presentatrice, manager, giovane artista siculo-lombarda, a Fattitaliani racconta l’Arte dalla sua prospettiva professionale

Lidia Laudani è una modella, presentatrice, manager di spettacoli, giovane artista che ha una passione viscerale per l’Arte, per lo Spettacolo, per la Moda, per tutto ciò che è Creatività e Bellezza. Oggi Lidia è con me per fare una bella ed interessante chiacchierata sulla sua vita artistica, sulle sue esperienze professionali, e sul concetto d’Arte che ha maturato in tutti questi anni di lavoro; perché Lidia ha iniziato giovanissima proprio perché la passione l’ha quasi trascinata in questo mondo incantato che tutte le ragazze del mondo sognano e del quale vorrebbero far parte. Lidia ci racconterà, a mani basse, tutto quello che i suoi tanti fan, i suoi ammiratori, i suoi follower, non hanno mai sentito raccontarle!

Ciao Lidia, Benvenuta. Grazie per avermi concesso questa intervista, che come ben sai sarà una chiacchierata che faremo in questo bel caffè al centro della Tua città. Ho fatto una breve presentazione perché vorrei che fossi Tu a presentarti meglio ai nostri lettori. Ed allora, per quel che riguarda la tua presentazione, ti faccio due domande apparentemente contrastanti, ma assolutamente complementari.
Chi è la “Donna-Lidia-Laudani”?

Ciao Andrea, ti ringrazio davvero per questa intervista perché dalla breve chiacchierata che abbiamo fatto insieme ho avuto modo di conoscerti meglio e non posso far altro che complimentarmi con te per la tua grande professionalità ed intelligenza.
Detto questo provo a rispondere a questa tua prima domanda, ma credimi è davvero difficile per me, perché ho una personalità molto complessa ed articolata. Sono moglie, sono mamma, sono, o almeno ci sto provando con molto impegno, molto professionale nel mio lavoro, proprio perché, nei limiti delle mie capacità, voglio migliorarmi sempre e continuamente.
Sono una donna forte, seppur nelle mie fragilità, sicura nelle mie insicurezze, semplice, ma estremamente complicata, seria, ma sempre sorridente, sono grande, o meglio, sto crescendo senza mai abbandonare la bambina che c’è in me, perché la bambina che ero non la voglio deludere, perché è grazie a lei se sono la donna di oggi.
Sono dolce, educata e gentile, ma guai a mancarmi di rispetto o a toccare le persone a me care. Sono determinata, e se punto ad un obiettivo devo raggiungerlo; ma non ho fretta, un piccolo passo ogni giorno, ho i miei tempi ed è importante rispettarli, la fretta è la peggior nemica.
È proprio così Lidia, la fretta è il miglior alleato delle cose fatte male! Io amo dire sempre ai miei collaboratori o ai miei colleghi: “No Stress! No Rush!” … proprio per quello che dicevi tu. Mai lasciarsi prendere dallo stress, né dalla fretta. Si rischia di perdere di vista l’obiettivo che ci siamo posti, dando campo alle emozioni che scaturiscono dall’ansietà e dalla preoccupazione di non farcela.
Ma adesso passiamo all’altra domanda. Chi è, invece, la “Donna-Lidia-Artista”?
Lidia artista sono semplicemente io che metto me stessa in ciò amo e grazie a questo professione sto imparando a conoscermi meglio. So di dover imparare molto, sono umile e pronta ad ascoltare consigli e suggerimenti da chi ha più esperienza di me, perché il mio obiettivo non è superare gli altri, ma superare me stessa.
Lidia, conoscerai benissimo un’antica credenza secondo la quale “la fotografia ruba l’anima”. Oliviero Toscani, che di fotografia un po’ se ne intende (sorrido!), in un’intervista (2016) rilasciata ad Assisi presso il Convento di San Francesco dov’era in visita, ha detto che «Forse è per questo che tante persone che sono troppo fotografate rischiano di diventare vuote dentro. Tante top model, tanti uomini famosi sono vuoti», la fotografia, continua Toscani, di fatto ruba «il luogo della libertà, l’energia che ci fa vivere e andare avanti» e quindi, da questa prospettiva, chi scatta una foto deve sentirsi addosso una responsabilità pesante come un macigno. «La responsabilità – sostiene Toscani – è nel capire che la fotografia ritrae le persone per quello che sono. Per questo bisogna stare attenti a documentare con serietà. Io posso dire che mi domando sempre se ho sufficienti cultura e capacità per raccontare e testimoniare il tempo che sto vivendo».
Tu, Lidia, sei una Modella e di shooting fotografici, di shooting moda e di scatti da fotografi professionisti ne avrai ricevuti a migliaia. Quello che sostiene Toscani, secondo me, è una grande verità! Ma Tu, che vivi dall’altra parte dell’obiettivo questa esperienza, cosa vedi dalla prospettiva “filosofico-umanistica” del Toscani grandissimo fotografo contemporaneo, che per certi versi dice qualcosa di inquietante?
Dice il vero, io in ogni scatto ci metto l’anima, e mi viene naturale farlo. Per la buona riuscita di uno scatto non basta essere belli, anzi, forse non serve essere belli esteriormente, parte tutto da dentro, dall’anima appunto. In ogni scatto io “sono presente”, ogni scatto, ogni singolo scatto io lo sento davvero. Non è la fotografia che ha bisogno di me, sono io che ho bisogno di lei. Nella vita di tutti i giorni sono sempre di corsa, ma quando scatto il tempo sembra fermarsi, quella frazione di secondo diventa per me positivamente eterna, quello scatto di un secondo racchiude un’infinità di attimi e di emozioni che rimarranno immortalati per sempre. Ed è anche questo che amo della fotografia che in un tempo brevissimo intrappola per sempre un’infinità di brevi ma infinite sensazioni. Fotografia non è mettersi in posa e farsi fotografare, fotografia è esprimere sé stessi senza l’utilizzo della parola, a volte le parole non servono.
E’ proprio così, Lidia, mi piace quello che hai detto, anche perché secondo me corrisponde al vero ed è proprio questo l’approccio che una foto-modella deve avere quando posa davanti ad una macchina fotografica.
Sappiamo tutti, Lidia, che vivere nel mondo dello Spettacolo in genere – moda, cinema, TV, etc... - soprattutto all'inizio della carriera non è facile per nessuno e spesso bisogna accettare i compromessi che ti vengono proposti; oppure non accettarli. In genere questi fatti sono dei “must” … che accadono a tutti gli artisti, senza distinzione di sesso o ceto sociale! Tu come hai vissuto questa questione? Come hai reagito, Lidia, e cosa hai fatto quando per la prima volta nella tua carriera ti è stato presentato un “compromesso” per ottenere un lavoro, una parte, un ruolo?
Partiamo dal fatto che io non voglio vivere nel mondo dello spettacolo, non amo le luci sempre accese, sono molto riservata e tutto il tempo libero mi piace trascorrerlo a casa mia in famiglia. Non fraintendermi, questo non significa che io sia asociale, anzi, sto bene in compagnia, ma ho bisogno dei miei spazi, di casa mia. Fotografia, arte, cinema, sono passioni importantissimi e voglio che facciano parte della mia vita professionale, ma come passione tradotta in lavoro, non come divertimento, feste, o altro. Detto questo, per rispondere alla tua domanda, credo che bisogna avere le idee chiare su cosa si vuole, ma soprattutto su cosa non si vuole fare. Io non ho nessuna fretta di arrivare da nessuna parte, né tanto meno di scendere a compromessi. Voglio imparare e godere di ogni piccolo traguardo che riesco a raggiungere per le mie capacità, non sopporto chi tenta di comprami con facili illusioni o chi mi fa perder tempo con parole o con i bla bla bla! (sorride!). I compromessi sono all’ordine del giorno anche in altri ambiti e per altri lavori al di fuori del mondo dello spettacolo, succede molto frequentemente. Io cerco di evitare questa categoria di sedicenti “professionisti” che ti propongono sogni impossibili!
Molti Artisti che ho intervistato sostengono che “non arrendersi mai e guardare sempre avanti e mai indietro!” è quello che deve fare un Vero Artista. Tu cosa ne pensi di questa frase, che di fatto rappresenta una sorta di incitamento a credere nel proprio talento, nelle proprie ambizioni, nell’Arte che si vuole esprimere al di là di tutto, al di là degli inevitabili ostacoli che si incontreranno nella vita, e quindi anche nella professione?
Non bisogna mai arrendersi questo è vero, ma a volte fermarsi un attimo e fare mente locale di ciò che si è fatto non credo faccia male; un piccolo rewind del proprio percorso, per non dimenticare chi e da dove sei partito, è sempre utile farlo. Non bisogna pentirsi delle scelte fatte in passato perché se in quel momento ci sembravano giuste, probabilmente lo erano davvero, perché anche gli errori sono utili, anzi, indispensabili per migliorarci. “Non arrendersi mai, guardare avanti e migliorarsi sempre” questo è il mio motto. A volte guardare indietro può aiutarci a non commettere più certi sbagli, quindi può essere utile.
Il concetto che ti esporrò adesso, Lidia, per me è molto importante per comprendere la natura interiore di un’Artista, di un Professionista, di una Donna o di un Uomo in generale. Allora chiedo conforto allo straordinario e incisivo discorso tenuto ai giovani studenti inglesi della Harrow School” di Londra dov’era andato per una visita istituzionale, e dove da giovane era stato uno dei suoi allievi come allora lo erano quei ragazzi ch’era andato ad incontrare; discorso tenuto da uno dei più Grandi Statisti della storia dell’uomo di tutti i tempi, che a questi ragazzi, orgogliosi ed entusiasti della vita, che lo incitarono ripetutamente e a gran voce a parlare, disse: «The pessimist sees the problems in every opportunity. Whereas the optimist sees the opportunity in every problem … Never give in, never give in, never, never, never, never; in nothing, great or small, large or petty; never give in except to convictions of honor and good sense». Winston Churchill (1874 – 1965), discorso tenuto il 29 ottobre 1941 agli studenti della “Harrow School” di Londra. («Il pessimista vede i problemi in ogni opportunità. Invece l’ottimista vede l’opportunità in ogni problema … Non arrenderti mai. Non arrenderti mai. Mai, mai, mai, mai; in niente, grande o piccolo, importante o insignificante. Non arrenderti mai, se non di fronte ai tuoi principi o al buon senso.»).
Ascoltando queste parole, Lidia, qual è la tua prospettiva? Cosa hai da dirci? Qual è il tuo pensiero alla luce della tua esperienza artistica e professionale?
Come donna e come artista sono molto maturata nel corso degli anni ed ho imparato che più si è positivi, più le situazioni ci appaiono favorevoli, anche quelle più difficili. In passato mi preoccupava più il pensiero stesso di un’attività da realizzare, la paura può sabotare la nostra vita e farci credere di non poter fare qualcosa. Il segreto è restare aperti e pronti ad accettare anche la sconfitta, cercare di trarre un insegnamento dagli errori ed affrontare con serenità anche le situazioni apparentemente più difficili. Nel momento stesso in cui si affronta una determinata situazione si scopre di essere più preparati di quanto si immaginava. Qualche volta bisogna rallentare, proseguire secondo le proprie capacità per riuscire a vedere la paura emergere e poi dissolversi lentamente. È importante cercare di essere felici nonostante tutto, a prescindere dai fattori esterni. È allora, solo allora che si riuscirà a trarre il meglio anche delle situazioni sfavorevoli. In passato mi è capitato di rinunciare a dei contratti di lavoro per paura di fallire. Oggi invece so che comunque vada sarà un tassello in più, un arricchimento per la mia crescita, comunque vada sarà un successo (sorride!).
Lidia, avrai sicuramente letto qualcuna delle mie interviste e saprai che sono un appassionato di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, che secondo me è il più grande scrittore del profondo dell'animo umano della storia dell'Uomo. In uno dei suo romanzi più noti, “Memorie dal sottosuolo”, pubblicato in Russia nel 1864, ad un certo punto del racconto scrive della “Teoria dell'Umiliazione”. Negli anni novanta alcuni ricercatori americani, studioso del comportamento umano e della psiche dell’uomo, ne prendono spunto per elaborare una teoria psico-dinamica che sinteticamente possiamo tradurre con queste parole: «Sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita a farci crescere umanamente e spiritualmente e a farci vivere meglio. Sono le umiliazioni che subiamo che ci insegnano a sbagliare sempre meno. Si impara dalla propria esperienza di vita e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono apertamente di noi!».
Ogni uomo e ogni donna, nella sua crescita di vita e nella sua carriera professionale, subisce certamente delle umiliazioni che lasciano sempre un segno soggettivo, profondo ed importante al contempo per diventare più forti e più consapevoli delle proprie qualità e dei propri limiti. Nella tua carriera artistica, Lidia, le tue “umiliazioni professionali” - se così possiamo definirle! - soprattutto quelle giovanili, Ti hanno lasciato dei segni che ti hanno dato più forza e più determinazione per proseguire il tuo percorso professionale e per farti diventare quell'Artista che sei oggi con le tue certezze e con la tua preparazione e competenza?
Onestamente non credo che siano le umiliazioni a farti crescere o a spronarti, anzi, quelle credo ti buttino giù, gli errori invece sono molto utili ed indispensabili nella crescita personale e professionale di ogni persona. L’esperienza non è altro che un insieme di errori, sarebbe troppo bello non commetterne, ma in fondo credo che non sbaglia solo chi non fa. La preparazione e la competenza si acquisisce nel tempo mettendosi in gioco con la consapevolezza di poter anche fallire. Non credo al momento di poter parlare di umiliazioni subìte nel corso della mia carriera o della mia vita in generale. Sono molto attenta nelle scelte, valuto bene i lavori che mi vengono proposti e soprattutto chi me li propone, esigo rispetto e serietà. Ho rifiutato spesso lavori che non erano conformi alla mia etica, alla mia morale e al percorso che ho deciso di intraprendere. Questo sicuramente mi renderà il cammino più lento e difficile, ma io voglio camminare così, sempre a testa alta.
Lidia, sai bene che il mondo della moda, della fotografia, dell'arte in generale, è molto ambito soprattutto da tutte le ragazze del pianeta. Cosa ti senti di consigliare loro? Cosa diresti di questo mondo se volessi metterle in guardia da qualcosa? E da cosa principalmente?
Premesso che io sono la prima ad avere bisogno di consigli e che non sono nessuno per poterne dare; bisogna innanzitutto capire da cosa questi ragazzi e ragazze sono realmente attratti. Soldi, fama, successo? Beh, a loro non saprei proprio cosa consigliare. Se invece è passione, sentimento, se la loro è quasi una necessità, un bisogno di fare arte, allora consiglio di essere forti e determinati, pronti ad imparare. Dimostrare impegno e serietà nei confronti di chi fidandosi delle tue capacità e credendo in te ti dà la possibilità, attraverso un ingaggio, di mostrare quello che sai fare. E allora è lì che devi dimostrare di avere quel qualcosa in più degli altri, altrimenti si è facilmente sostituibili, la concorrenza è tanta e la strada è tortuosa. Sembrerà banale e scontato, ma è importante capire con chi si ha a che fare. Stare attenti a chi offre successo facile e ottimi guadagni. Sono i sacrifici, la gavetta, i piedi ben saldi per terra e sempre pronti a reagire che fanno la differenza.
Lidia, quando hai deciso di fare l'artista e di dedicare tutta la tua vita all'Arte, e ne hai parlato ai tuoi genitori, cosa ti hanno detto? Ricordi che età avevi? Sono stati tuoi alleati oppure hanno cercato in tutti i modi di dissuaderti?
Sono sempre stata una persona predisposta artisticamente, fin da bambina preparavo piccoli spettacoli, ho sempre avuto la battuta pronta, ho sempre voluto trasmettere qualcosa di positivo a chi mi circondava e a chi oggi mi sta accanto. Ai miei genitori ho sempre detto che avrei voluto intraprendere questa carriera artistica, ma loro pensavano fosse una cosa passeggera, non erano particolarmente entusiasti, hanno sempre cercato di togliermelo dalla testa.
Chi sono, ovvero, chi sono stati i tuoi modelli di Artista ai quali ti ispiri oggi, oppure, Ti sei ispirata nel passato? Se li hai, perché hai scelto proprio loro?
Per l’eleganza, la classe, la bellezza intramontabile, i miei modelli sono Marilyn Monroe, «lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare», icona senza tempo, portatrice di uno stile talmente codificato che bastano pochissimi semplici elementi per farlo suo: rossetto rosso, eyeliner nero e pelle di porcellana; Audrey Hepburn, «l’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai», di lei amo il suo tocco delicato ed il suo modo leggiadro; Coco Chanel, «alcune persone pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non lo è. È l’opposto della volgarità!».
Lidia, saprai meglio di me che per un'Artista che vuole affermarsi, un'Artista di successo, che dedica la maggior parte del suo tempo con passione, dedizione e determinazione alla sua Arte, è molto difficile conciliare al meglio la propria vita privata con quella professionale. Tu come riesci a gestire la tua vita affettivo/sentimentale con il lavoro che fai? Hai avuto in passato o anche di recente delle esperienze che ti hanno creato delle difficoltà?
Dedico tutto il mio tempo alla famiglia e al lavoro, non ho una vita mondana perché non mi interessa averla. Quando non lavoro amo stare con la mia famiglia, amo la tranquillità di casa.
Sai Lidia cosa dicono quasi tutti i grandissimi artisti hollywoodiani? Quelli che chiamano Big Star, che hanno vinto Oscar, Golden Globe, che sono le Stelle del firmamento hollywoodiano? Amano dire: “to become a great artist you have to choose: either work or love” (per diventare un grandissimo artista devi scegliere: o il lavoro o l'amore).
Tu, Lidia, cosa ne pensi di quello che a Los Angeles è una sorta di assioma ampiamente condiviso pe diventare della Big Star?
Non lo so! Quando sarò una grande artista ed una diva di Hollywood saprò risponderti. Al momento non lo sono, e quindi riesco a conciliare benissimo entrambe le cose.
Sicuramente saprai, Lidia, che oltre al Cinema, al Teatro, alla TV e alle fiction TV, esiste un nuovo Mondo che si compone di molteplici opportunità per sperimentarsi e lavorare come artista in generale: sono quelli delle web-fiction, dei web-movie, di YouTube, i Social Net-Work, ed altri modelli ancora che utilizzano le nuove tecnologie informatiche e multimediali. Tu come modella e come artista, come vedi questa nuova prospettiva che è divenuta così articolata ma che forse dà ai giovani artisti di oggi più opportunità di lavoro, di esperienza professionale e più possibilità che nel passato di esprimersi artisticamente e di farsi conoscere?
È importante saper usare con intelligenza i mezzi che abbiamo a disposizione, ogni cosa se usata bene può essere utile. I social Network, il web in generale, possono essere molto di aiuto per “arrivare” in poco tempo ad un pubblico vastissimo. Io ad esempio utilizzo i social davvero molto poco, per mancanza di tempo soprattutto. Proprio in questi giorni, ho realizzato insieme a Stefano Riva, un video-maker milanese, una divertentissima gag sul San Valentino. Stefano cercava un’attrice che facesse da protagonista per la realizzazione di questo suo video, che in pochi giorni ha avuto un ottimo impatto sul pubblico, e quindi siamo già al lavoro per realizzarne altri. Saranno sketch brevi e divertenti, affronteremo tematiche di vita quotidiana puntando sempre sull’ironia e la comicità (sorride!).
Lidia, una domanda un po’ più diretta rispetto alla tua professione: quali sono i lavori che hai fatto negli ultimi due/tre anni, che ami ricordare ai nostri lettori, che hanno riscosso un successo di pubblico e di critica importante? E quali sono i motivi per i quali sei legata professionalmente e affettivamente in modo particolare a questi lavori?
Ogni lavoro per me è importante e lo porto nel cuore. Sicuramente aver fatto da modella per alcuni pittori, sia italiani che stranieri, è stato straordinario ed ho avuto notevoli riconoscimenti anche all’estero come modella d’arte, con importanti pubblicazioni sui vari quotidiani internazionali. Uno degli ultimi lavori di attrice, di cui sono molto contenta, è quello di aver partecipato come protagonista al videoclip della canzone dal titolo “immaginandoti” con la meravigliosa Viola Valentino, straordinaria icona degli anni ‘80.
Quali sono, invece, le Opere alle quali stai lavorando in questi mesi e quando potranno goderne i tuoi ammiratori, i tuoi fan e i tuoi follower, come si definiscono oggi?
In questa ultima settimana ho lavorato davvero molto, praticamente uno shooting al giorno. Ho avuto il piacere di realizzare straordinari scatti con Maurizio Carelli, Erino Gualberlo, Marco Puoti, Gianni Nava, Giuseppe Claudio Orlanidini, Fabio Berg e Natasha Guarnieri, sette shooting in due settimane direi che non sono niente male! (sorride!).
Il primo meraviglioso progetto artistico è quello fatto insieme a Maurizio Carelli. L’obiettivo è stato quello di rappresentare alcuni famosi dipinti del passato e trasformarli in fotografia. In sostanza ho emulato la modella del dipinto con abiti, posizione, espressioni ed oggetti, ed abbiamo realizzato i vari scatti. In particolare ci siamo concentrati su Lorenzo Lippi, pittore, poeta e scrittore italiano del XV secolo.
Dell’“Allegoria della simulazione” - Angers (Francia), Musée des Beaux-Arts - ho indossato un abito tipico di quel periodo, pettinato i capelli come la modella del dipinto, seduta leggermente per tre quarti, e tenendo nella mano destra una maschera e nella sinistra il melagrana.
Dell’ “Allegoria della musica” abbiamo invece creato lo stesso scenario, con pianoforte, pentagramma, violino, stessa posizione della modella di allora; ma abbiamo deciso di dare un “tocco di moderno”, ho infatti indossato un elegante abito lungo da sera nero, con paillette, ed in mano, al posto di una piuma, una matita.
Insieme ad Erino Gualberto abbiamo realizzato scatti di elevata classe ed eleganza con un tocco retrò in bianco e nero. Elegantissimi abiti da sera, collane in perla, bracciali con lussuosi brillanti, guanti e cappelli.
Con Gianni Nava, altro shooting incentrato sulla classe e sull’eleganza, con cui ho realizzato splendidi scatti grazie all’utilizzo di tulle svolazzanti che sembravano danzare nell’aria, ed ancora scatti con calice di vino rosso e strumenti musicali; il tutto con una straordinaria luce glamour che ha reso le foto straordinariamente pittoriche.
Insieme a Marco Puoti, scatti più dinamici e luminosi, meno tematici, incentrati più sul fashion.
Con Fabio Berg e Natasha Guarnieri, ogni scatto era emozione, abbiamo rappresentato sentimenti forti, toccanti, arrivando alle lacrime; emozioni allo stato puro, foto che sembrano davvero quadri.
Non collaboro con chiunque, seleziono con cura i fotografi e i progetti da realizzare, scelgo solo fotografi in grado di catturarmi l’anima.
Lidia, se adesso qui mentre stiamo chiacchierando e stiamo prendendo questo buon caffè, si avvicinassero due bambine di dieci anni e ti chiedessero con la spontaneità e la genuinità che solo i bambini sanno esprimere: «Lidia, ci spieghi cos'è l'Arte?». Cosa risponderesti loro?
Considerando che mia figlia ha pressappoco quell’età, non ho difficoltà ad interagire con i bambini, anzi li amo molto. Risponderei loro che l’arte è tutto ciò che trasmette emozione, l’arte è emozione, e soprattutto direi loro di continuare a guardare il mondo con i loro meravigliosi occhi, perché i bambini vedono cose che noi adulti purtroppo non riusciamo più a vedere.
Questa, Lidia, è un’altra delle mie domande ricorrenti, che faccio sempre, così come quella tratta dal Romanzo breve di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. È una domanda che prende spunto dalla mia città, Palermo. Nel grande Frontale del Teatro Massimo di Palermo, famoso perché costruito da due dei più grandi architetti del XIX secolo, Giovan Battista Filippo Basile e il figlio Ernesto Basile, è incisa questa frase, voluta dal suo mecenate e mentore Camillo Finocchiaro Aprile, allora Ministro della Giustizia e delle Poste del Regno d’Italia. La frase e questa: «L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire».
Tu, Lidia, che ho letto sei nata in Sicilia, leggendo questa frase, cosa Ti viene in mente che vuoi condividere con me e con i nostri lettori?
Arte deriva da due termini “muovere” e “suscitare”, ed appunto muovere e suscitare emozioni, intuizioni, ragionamenti, sensazioni, ecco perché l’arte ha la capacità di rinnovare i popoli.
A proposito della Sicilia, vieni mai a fare le tue vacanze in questa splendida isola? Cosa ne pensi di questa terra che ha una storia straordinariamente ricca di Arte e di Cultura a partire dall’antica e florida Magna Grecia?
Ho lasciato la Sicilia quando avevo solo tre anni per trasferirmi assieme alla mia famiglia in Lombardia. Sono legatissima alla terra in cui sono nata anche perché lì ci sono i miei parenti. Per motivi di lavoro faccio molta fatica a tornarci.
Lidia, così mi sorprendi! Non sapevo che fossi di origini siciliane! Una terra con gente piena di contraddizioni, ma certamente un’isola che è portatrice di grande cultura e di una grande storia. I tuoi geni, così come quelli di tutti i siciliani, sono intrisi di una storia millenaria fatta di culture e di storie multi-etniche e multi-culturali. È questa la forza vera dei siciliani, anche se nella loro terra è molto difficile esprimerla.
Sigmund Freud, Lidia, ha scritto diversi saggi sull’Arte … lo saprai di certo! Ma il concetto basilare era sempre lo stesso: «L’Arte è l’espressione più poderosa del profondo dell’animo umano. Attraverso l’espressione artistica possiamo sapere chi siamo veramente dentro la nostra anima!» Non è proprio una citazione! Ma è quello che ne ho tratto io da tutte le letture freudiane fatte sui temi dell’Arte! Tu cosa ne pensi Lidia? È veramente così? Qual è la tua prospettiva da questo punto di vista, fortemente introspettivo e viscerale?
È proprio così, Andrea! Ogni artista, grazie all’arte esprime sé stesso. Io cerco di esprimere la mia arte attraverso la fotografia, e spero di riuscire a trasmettere qualcosa, perché davvero in ogni scatto ci metto un po’ della mia anima.
Vuoi dirci, Lidia, qual è il tuo fiore preferito, quello che ami ricevere da un Uomo che volesse farti la corte oppure da un Uomo che volesse omaggiarti con un bellissimo mazzo di fiori per il tuo talento dopo aver assistito ad un tuo shooting o a un tuo lavoro artistico, così come si faceva nel ‘900? E perché proprio quel fiore?
Le orchidee, Andrea, sono il mio fiore preferito. È un fiore che simboleggia la raffinatezza, l’eleganza, l’armonia, la bellezza, e rappresenta l’amore e la passione, ma anche la purezza ed il candore dei bambini.
Se dovessi scegliere un colore tra il rosso e il blu, quale sceglieresti?
Il rosso e il blu, in arte, come si evince da molti dipinti, uniti sono meravigliosi, perché sceglierne uno se insieme sono così belli? Dal XIII secolo il blu è colore che simboleggia il più alto grado di nobiltà, ma è anche metafora di spiritualità e trascendenza. Il rosso è invece il colore del sangue sparso in battaglia, ed infatti simboleggia la voglia di vincere, di primeggiare, la passione, la fiducia in noi stessi. Il rosso era associato ad un’elevata condizione sociale. Chi indossava un abito rosso o blu, apparteneva ad una classe elevata e meritava rispetto. Inoltre questa tua domanda mi fa venire in mente un film che ha proprio questo titolo “il rosso e il blu”, e vorrei citarne una frase: «C’è qualcosa nell’arte, come nella natura del resto, che ci rassicura e qualcosa invece, ci tormenta, ci turba. Ci rassicura un prato verde pieno di fiori, un cielo azzurro senza nuvole, ci turba l’immobilità di un lago, la violenza di una tempesta; ci placa la bellezza di una statua greca, Fidia o la Venere di Milo, ci sgomenta il monaco di Friedrich solo dinnanzi all’immensità del mare. Due sentimenti eterni in perenne lotta, la ricerca dell’ordine e il fascino del caos: dentro questa lotta abita l’uomo, abitiamo tutti, ordine e disordine. Cerchiamo regole, forme, canoni, ma non cogliamo mai il reale funzionamento del mondo, la vera forma di tutto quello che è fuori di noi e quello che è dentro di noi, e questo per gli uomini è un eterno mistero … e l’incapacità di risolvere questo mistero ci terrorizza, ci costringe ad oscillare tra la ricerca di un’armonia impossibile e l’abbandono al caos …».

Un'ultima domanda Lidia, che amo molto e che faccio sempre a tutti gli artisti con cui converso. È una domanda che ci porta d'emblée a quando eravamo bambini, pieni di sogni e di belle speranze: qual è il tuo sogno nel cassetto che fin da bambina ti porti dentro e che oggi vorresti realizzare?

Io nel mio piccolo sto realizzando i miei sogni, soprattutto il sogno più importante: quello di essere felice! (sorride!).

Grazie Lidia per essere stata con me per questa bella intervista-conversazione. Mi è piaciuta tantissimo questa chiacchierata a mani basse, come si dice in gergo pugilistico, e con la trasparenza che cerco sempre quando faccio le mie chiacchierate con gli Artisti che incontro. Grazie anche di questo.
Non mi resta che augurarmi di rivederti per una nuova ed interessante conversazione e non posso che farti il mio in bocca al lupo per tutto quello che di bello farai nella tua professione e nella tua Arte. Grazie Lidia e alla prossima!

Grazie a te, Andrea, per la bella ed interessante chiacchierata, e grazie al Magazine fattitaliani.it. Alla prossima allora (sorride!).
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Per chi volesse conoscere più da vicino Lidia Laudani, ecco alcuni link da consultare per conoscere la sua bellissima Arte:
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Official Facebook Page:
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Personal Facebook Page 1:
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Personal Fotoportale Page:

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I lettori che volessero conoscere l'autore dell'intervista, Andrea Giostra, potranno consultare la sua Official Facebook Page e alcuni link:
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