mercoledì 26 aprile 2017

Libro di mons. Azevedo su Fatima: responsabilità per il bene comune

Tante informazioni inedite dell’Archivio Segreto Vaticano sull’azione del primo vescovo della Diocesi di Leiria in merito a Fatima e sulla politica del Portogallo tra il 1917 e il 1930, sono contenuti in un libro appena pubblicato in portoghese: “Fatima - Dalle visioni dei pastorelli alla visione cristiana”, di mons. Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, delegato del Pontificio Consiglio della Cultura. A parlarne stamani a Roma, in un incontro, lo stesso mons. Azevedo.
A breve, infatti, i prossimi 12 e 13 maggio, in occasione del centenario delle Apparizioni, Papa Francesco si recherà proprio a Fatima. Il servizio di Debora Donnini:
Era un tempo di persecuzione per la Chiesa cattolica in Portogallo, quello in cui si inscrivono le Apparizioni della Vergine a Fatima. Eppure furono proprio i giornali laici e contrari alla fede cristiana, a parlare delle visioni dei pastorelli, dando però così eco a quegli avvenimenti. Mons. Azevedo illustra il quadro storico delle Apparizioni ai tre pastorelli. Sul fenomeno del “sole che ballava”, il 13 ottobre del 1917, mons. Azevedo sottolinea che non era un evento metereologico impossibile ma che certamente tre pastorelli non potevano avere nozioni metereologiche per poter prevedere prima che si sarebbe verificato un evento così particolare. Tanti aspetti emergono dalla narrazione del presule ma importante - evidenzia - è soprattutto riflettere sull’incidenza storica delle visioni di Fatima. Lo abbiamo intervistato, a partire dal significato della visita pastorale del Papa i prossimi 12 e 13 maggio:

R. – Papa Francesco sa che Fatima è un luogo dove la vicinanza di Dio ai problemi dell’umanità è chiara, e questa vicinanza è il motivo che lo porta ad andare a trovare speranza per questo mondo odierno, con minacce di guerre, con mancanza di decisioni economiche e politiche che portino ad un futuro diverso.

D. – Lei ha sottolineato l’attualità del messaggio di Fatima. Qual è secondo lei?

R. – Richiamare l’attenzione sulla responsabilità che tutti abbiamo per il bene comune dell’umanità, perché siamo globali nell’economia e nelle conseguenze dei comportamenti finanziari e non siamo globali nella solidarietà e nelle misure più adatte per adoperare le risorse per il bene comune di tutti. E Papa Francesco attualizzerà questo messaggio profetico, che dice che i cristiani, anche se sono perseguitati in molte parti del mondo, devono continuare a lottare per questo bene comune dell’umanità. Il Papa non difende interessi di nessun blocco, di nessun partito, ma difende il bene dell’umanità.

D. – Poi, lei ha detto anche che le polemiche, le ipotesi su una parte del Messaggio che non sarebbe stata resa nota, sono del tutto infondate …

R. – Veramente, non hanno nessun fondamento storico. Sappiamo che è sempre possibile, fra le righe, fare interpretazioni, invenzioni che non hanno fondamento storico. Tutti i documenti sono stati pubblicati nei primi anni, adesso ci sarà la raccolta di tutti i testi di suor Lucia e l’edizione critica delle sue memorie, le risposte che ha dato al rettore del Santuario alla fine degli anni Novanta. Lei risponde a tutte queste domande e chiarisce tutto, proprio Lucia di suo pugno. Debora Donnini, Radio Vaticana, Radiogiornale del 26 aprile 2017.

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