martedì 4 aprile 2017

FRANCO NOCCHI, “TASHI DELEK- FUOCO E FIAMME IN TIBET”: informazione e “denuncia” della condizione cui è sottoposto il Tibet. L'INTERVISTA DI FATTITALIANI

Il cantautore che ha saputo fare della musica un canale veicolante di informazione solidale, dà vita questa volta ad un brano-denuncia della condizione opprimente a cui tutt’oggi è sottoposta la popolazione tibetana. Tashi Delek è il saluto utilizzato dai tibetani, ma è molto più di un semplice “ciao”; TASHI è una parola di augurio che significa "la buona sorte ricada su coloro a cui si rivolge il saluto", DELEK vuol dire "pace universale". Il singolo è estratto dalla raccolta di 18 brani (5 canzoni e 13 brani strumentali) intitolata “Vibrazioni dell'Anima”. Ogni pezzo è stato prodotto alla frequenza di 432 Hz. che Nocchi identifica come nata da una naturale risonanza con le frequenze alla base del nostro organismo e dell’universo stesso. L'intervista di Fattitaliani.

Da dove nasce la scelta di trattare un tema come le attuali condizioni del Tibet? Ha mai avuto modo di vedere con i suoi occhi?
La scelta nasce dai rapporti di amicizia che da anni mi legano a molti membri, monaci buddisti e laici, del popolo tibetano. Dai loro racconti di Vita ancor prima che dalle mie esperienze dirette in terra tibetana, cinese e indiana ho avuto modo di avere una rappresentazione chiara e triste della situazione che vado ad evidenziare con il mio brano.
"Tashi Delek - Fuoco e Fiamme in Tibet", è infatti una canzone di informazione e “denuncia” della condizione (...un vero e proprio “genocidio silenzioso”, conosciuto da tutti i potenti del mondo occidentale che non intervengono per non inimicarsi la potenza cinese) a cui è sottoposto, per mano del governo cinese, il popolo tibetano dal 1959 ad oggi. Qualcuno mi ha recentemente definito "esagerato" nell'uso del termine "genocidio"; ecco allora qualche dato: un milione e duecentomila tibetani, un quinto della popolazione, sono morti come risultato dell'occupazione cinese avvenuta il 10 marzo 1959. Migliaia di prigionieri religiosi e politici vengono ancora oggi detenuti in campi di lavoro forzato, i Laogai, dove la tortura è pratica comune. LAOGAI è l’acronimo di «laodong gaizao dui», che significa «riforma attraverso il lavoro»: la parola LAOGAI, dunque è traducibile, non solo per assonanza, in LAGER. uno degli aspetti più penosi della dominazione cinese è stato il "thamzing", durante il quale i tibetani erano costretti ad autoaccusarsi dei crimini non commessi e ad autodegradarsi. i bambini erano sovente obbligati ad accusare i genitori di aver compiuto questo o quel crimine e a colpirli con sassi. Molti genitori, a loro volta, sono stati costretti a pagare i proiettili usati per ucciderli e a ringraziare i cinesi per aver eliminato "elementi antisociali". Le donne tibetane sono soggette TUTTORA a sterilizzazioni forzate e a procurati aborti: il potere cinese vuole che i cinesi in Tibet siano sempre più numerosi e i tibetani sempre di meno. Non ci sono anestesie, altissima è la percentuale di donne morte per infezione, poiché vengono obbligate ad abortire anche donne in attesa da cinque o sei mesi. Le donne tibetane si rifiutano di partorire negli ospedali perché in molti casi il bimbo viene loro sottratto e considerato "morto durante il parto".
Tutti i potenti della terra conoscono ma nessuno fa niente: la Cina fa troppo comodo e paura mentre il nobile e spirituale popolo tibetano non "conta nulla" nello scacchiere della globalizzazione economica. Il sottotitolo del brano, "fuoco e fiamme in Tibet", fa poi riferimento ad una precisa modalità di "lotta non violenta" adottata dal 2009 ad oggi dal popolo tibetano: le AUTOIMMOLAZIONI. Monaci e laici, uomini e madri di famiglia, scelgono di darsi la morte con il fuoco in segno di protesta contro l’occupazione e la repressione (NB: senza MAI fare danno o male a nessun altro essere senziente) nella speranza di scuotere l'indifferenza della comunità internazionale, una speranza ad oggi ancora vana, visto che i media non ne danno mai notizia perché "censurati" alla radice.
Cosa significa esattamente nella cultura tibetana Tashi Delek?
Tashi Delek è il saluto utilizzato dai tibetani, ma è molto più di un semplice “ciao”; TASHI è una parola di augurio che significa: "la buona sorte ricada su coloro a cui si rivolge il saluto". DELEK vuol dire: "pace universale".
Tashi Delek è rivolto anche ai nemici, ed è quindi un augurio di liberazione da ogni tipo d'ignoranza e dal vacuo attaccamento a tutte quelle illusioni (fama, potere, denaro, ecc) che sono alla base di rabbia, odio, frustrazioni, indifferenza...e violenza.
Da un punto di vista musicale l'influenza di una certa tradizione orientale all'interno del brano è evidente. Come si è documentato a riguardo?
Pratico Arti Marziali fin dall'età di 4 anni, e dall'età di 11 anni ho avuto la fortuna di avere come guida e Maestro un Monaco taoista che mi ha trasmesso l'essenza primigenia delle antiche Arti: più impari a combattere, più devi imparare a guarire (medicina tradizionale) e perfezionare le “Arti gentili” (poesia, letteratura, musica). I miei studi di “musica occidentale” (ho iniziato a studiare pianoforte all'età di 12 anni non ancora compiuti proprio dietro la “spinta” del mio Maestro di Arti Marziali) sono sempre stati compiuti nell'interazione costante con la musica e con tutte le sonorità che fanno parte integrativa ed essenziale dei tanti riti che accompagnano la pratica delle “Arti Marziali”. Posso dire, dunque, che in me è avvenuto, nel corso del tempo, un naturale e profondo processo di “sincretismo musicale”.
Tuttavia, stilisticamente parlando, il brano è "occidentalizzato", quali sono le sue influenze musicali sotto questo punto di vista? Noto ad esempio un certo richiamo al timbro vocale di Bianconi dei Baustelle, è voluto o solo una coincidenza?
Altre volte mi è stata fatta notare “l'assonanza” del mio timbro vocale con quello del cantante dei Baustelle: ne prendo atto, ma è solo una coincidenza. Per quanto riguarda le mie influenze musicali, io sono sempre stato... e sono ancora... un attento ascoltatore di tutta la buona musica, al di là di quella classificazione troppo spesso limitante che prende il nome di “genere musicale”, e per “buona musica” intendo ogni brano che sento in grado di attivare in me profondi feedback energetici e psico emozionali positivi. E così passo spesso e con disinvoltura dall'opera di Puccini ai Pink Floyd, da Alan Parsons Project a Pino Daniele, da Thelonious Monk e Keith Emerson …. ai Pooh. 
Nella sua persona confluiscono diversi saperi: dalla psicologia a moltissimi aspetti delle culture orientali, in particolare le arti marziali. Cosa l'occidente ha imparato dalle arti marziali e cosa può ancora imparare?
È il concetto stesso di "benessere" (che si è andato a sviluppare universalmente in questi ultimi 30 anni) ad essere uno dei risultati più evidenti di un processo recente in cui la società occidentale del terzo millennio ha voluto rendersi estremamente permeabile ad ogni tipo di concezione derivante dalle “discipline orientali” in generale e dalle arti marziali in particolare. Però più che di sinergia dobbiamo parlare di una vera e propria "osmosi culturale" in cui la mentalità orientale è andata ad essere implementata in quella occidentale in modo utilitaristico. Se cultura occidentale e cultura orientale sono state da sempre e per secoli molto distanti in molti àmbiti di conoscenza, possono essere considerate addirittura antitetiche riguardo alla concezione del corpo e del suo rapporto con la mente e soprattutto con gli aspetti spirituali dell'essere.
In Occidente è da sempre netta la separazione e la dicotomia tra anima e corpo.
Il corpo è stato sempre oggetto di un vero e proprio processo di occultamento culturale, un processo che è statao alimentato per secoli a partire dalla concezione platonica che vede il corpo essere la tomba dell'anima, passando per la demonizzazione del corpo operata dalla religione cristiana, rafforzata nel dualismo cartesiano "res cogitans" "res extensa" e radicata culturalmente nella visione meccanicistica degli albori della medicina occidentale.
Ben diversa è la situazione nella cultura orientale : in tutte le cosiddette "religioni etiche orientali" (taoismo, buddismo, induismo) la materialità corporea è addirittura il ponte di accesso alla sfera psicoemozionale e a quella spirituale. Da qui la necessità di sviluppare tutta una serie di pratiche meditative basate sull'uso funzionale del respiro, su esercizi fisici e su tecniche di massaggio e automassaggio atte a sviluppare e ad armonizzare costantemente le energie psicoemozionali e spirituali della persona.
Non è dunque un caso che in oriente la nascita e lo sviluppo di tutte le cosiddette Arti Marziali è avvenuta in ambienti monastici e si sia sviluppata in parallelo alle Arti Mediche (agopuntura, meditazione, tui na, ecc) e alle Arti Gentili (letteratura, musica, poesia, ecc).
Se però andiamo ad analizzare brevemente questo processo di "osmosi culturale", è facilmente riscontrabile quanto l'assimilazione della mentalità orientale sia avvenuta e stia avvenendo per lo più seguendo modalità superficiali e rispecchianti l'ordito culturale della nostra società contemporanea, riducendo la poliedricità e l'unicità delle discipline orientali ad una segmentazione di tecniche per rispondere ad esigenze specifiche: livelli di stress sempre più alti, microcriminalità sempre più dilagante, il proliferare di personalità sempre più insicure che necessitano anche di attestazioni di diversità per cercare di costruire maggior autostima, ma anche una tendenziale sfiducia nei confronti di parte della medicina convenzionale: questi sono i più importanti motivi per cui, nella mia esperienza, si possono riscontrare vari atteggiamenti di ricerca di integrazione; e allora vediamo:
a) chi mostra un’orientalità comportamentale al solo fine di esibire una personalità originale;
b) chi pratica tecniche orientali senza andarne a conoscere il significato profondo, pensando di ricavarne comunque benefici potenti e misteriosi;
c) chi si rivolge esclusivamente alle tecniche di combattimento, derivanti dalle culture orientali, quasi sempre travisando l'essenza stessa delle Arti Marziali che ci indica da sempre che l'unico nemico da combattere è quello dentro di noi: le nostre paure, le nostre insicurezze, e soprattutto l'incapacità di molti di gestire le proprie emozioni.
d) chi si rivolge, da soggetto passivo (paziente), alle tecniche mediche antiche (agopuntura, moxaterapia, tui na, shiatsu, ecc);
e) chi si rivolge all’apprendimento delle tecniche mediche antiche per arricchire la propria professionalità e per offrire un servizio (agopuntura, moxaterapia, shiatsu, ecc) che la nostra società sembra richiedere sempre più massicciamente e diffusamente.
In che modo un occidentale, magari anche un giovane può oggi informarsi sulle condizioni del Tibet e di altri paesi come il Tibet? Converrà che è piuttosto raro leggere sul giornali qualcosa a riguardo...
Esiste un'oggettiva difficoltà di reperire notizie sulle condizioni del Tibet per la censura totale, come prima accennavo, che esiste sull'argomento: i governi censurano alla fonte ogni informazione, e quando qualche notizia sfugge alla censura gli organi di informazione decidono comunque di ...voltarsi dall'altra parte; e tutto questo sempre per paura di provocare le reazioni della politica cinese.
Chi vuole informarsi e sulla situazione tibetana può visitare il sito della “Laogai Research Foundation Italy ONLUS” (www.laogai.it) e/o della “Tibet Culture House Italia” (www.tibetculturehouseitaly.org) ed ancora dell'Associazione Italia/Tibet (www.italiatibet.org); personalmente, poi, ho il sincero piacere di tenermi in contatto con tutti coloro che vogliono farlo con me sia tramite il mio sito www.franconocchi.it che attraverso i miei due profili facebook.
Cos'è, in breve, il metodo F.E.M.A?
Il METODO F.E.M.A.© (che è l'acronimo di “Fisioterapia Energetica e Medicina dell'Anima”) è un metodo da me ideato e che è finalizzato all'Armonizzazione energetica e all'Evoluzione globale della Persona; il Metodo F.E.M.A.© nasce dal mio percorso personale, nel sincretismo dei più efficaci tra i moderni strumenti psicosociopedagogici con le tecniche per l'energia, il benessere e la longevità degli antichi Maestri taoisti e buddisti, con l'integrazione della cromoterapia e della musicoterapia (utilizzando rigorosamente la frequenza 432 Hz)
La Persona è il “prodotto olistico” di 4 sfere (corporea, energetica, psicoemozionale, spirituale) che sono al tempo stesso indipendenti ma continuamente interdipendenti tra loro. La malattia nasce SEMPRE da un conflitto emozionale che provoca all'istante un disequilibrio energetico e che, in tempi più o meno brevi, si andrà a manifestare nel corpo e nella psiche. Il modus operandi dell'operatore del Metodo F.E.M.A.© mira a ristabilire nella Persona l'armonizzazione dell'attività delle 4 sfere promuovendo così nell'individuo la capacità di autoarmonizzazione e, spesso , di autoguarigione.
Dal primo singolo con la voce del Papa della storia a Vibrazioni dell'anima, come è cambiato e maturato l'artista Franco Nocchi?
Il brano “Amico Papa” ha rappresentato una bellissima esperienza (ascoltare la voce del Santo Padre che si alterna alla mia nel flusso delle note mi inietta sempre molta gioia nel cuore) anche se, al tempo stesso, mi ha lasciato un velo di tristezza, e questo perché non ha poi avuto la “visibilità” che era inizialmente destinato ad avere solo per alcune opportunistiche “scelte politiche” operate da alcuni personaggi e delle quali, chiaramente, il Papa non è minimamente a conoscenza. Di questo fui dispiaciuto solamente per le finalità del brano che era (e sarà comunque sempre...) destinato a sostenere in tutti i suoi proventi il reparto oncoematologico dell'Ospedale Bambino Gesù. Quest'episodio, però, non solo non mi ha minimamente scoraggiato, ma ha ancora più profondamente scolpito in me la volontà di mettere sempre ogni mia azione, in generale, e le mie note, in particolare, al servizio di chi è stato meno fortunato di me e della solidarietà in ogni sua forma. Inoltre, tutti i 18 brani (5 canzoni/13 brani strumentali) che compongono la raccolta “Vibrazioni dell'Anima” sono accordati sulla frequenza di 432 Hz, la frequenza, per l'appunto, della “musica dell'Anima”; la frequenza di 432Hz nasce da una naturale risonanza con le frequenze alla base del nostro organismo e dell’universo stesso. La musica regolata su 432 Hz si propaga nel corpo e nella natura, dando al suono un carattere più chiaro e caldo ed infondendo nella Persona energia positiva, senso di pace e benEssere. Da ora in poi ogni mio brano sarà prodotto sulla frequenza dell'Anima.
In conclusione: c'è qualche progetto in cantiere per il futuro?
In questo periodo sono molto centrato sulla programmazione e sulla didattica della Scuola di Formazione di operatori del Metodo F.E.M.A.© da me diretta, una Scuola organizzata in 3 anni per 3 diversi livelli di studio e pratica.
il 1° livello (96 ORE) studia le basi fondamentali della Medicina Tradizionale e le relazioni tra disequilibri energetici e blocchi muscolari;
nel 2° livello (96 ORE) diventano predominanti gli aspetti psicoemozionali e comportamentali in rapporto ai disequilibri energetici;
nel 3° livello (144 ORE) si approfondiscono gli aspetti animici dei disequilibri energetici. Parte integrante essenziale del 2° e 3° livello della Scuola è lo studio del “Viaggio psicocronologico” e del “Viaggio psicocronologico animico” (per capire, rispettivamente assimilabili all'ipnosi e all'ipnosi regressiva)
Dal punto di vista artistico all'inizio dell'estate uscirà un altro mio brano ed inizierò una breve serie di eventi live che ruoteranno attorno al messaggio di "Tashi Delek, fuoco e fiamme in Tibet".
È stato per me un sincero piacere essere vostro ospite: vorrei salutare la redazione ed i lettori di Fatti Italiani, augurando a tutti Serenità e tante cose belle: dunque... “Tashi Delek” di cuore. Giuseppe Vignanello.
©Riproduzione riservata
BIO
Franco Nocchi, classe '62, è docente universitario di “Psico-Pedagogia dei Gruppi”, di “Psicologia del comportamento”, di “Medicina Tradizionale Cinese” e di “Teoria e Tecnica delle Arti Marziali”, praticante di arti marziali fin dall'età di 4 anni, oggi maestro di kung fu, tai chi chuan, meditazione e profondo conoscitore delle antiche tecniche di medicina tradizionale cinese: proprio per questo la musica ha da sempre contrassegnato, al pari della pratica marziale, il suo percorso di vita. Unendo le sue competenze “occidentali” in campo psicopedagogico alle conoscenze delle antiche arti taoiste per il benessere, la longevità, il controllo delle emozioni e per l'armonizzazione dell'energia, oltre che all'utilizzo mirato della musicoterapia, della cromoterapia e di un particolare “coming out empatico”, ha coniato un originale ed innovativo metodo, il Metodo F.E.M.A.© (“Fisioterapia Energetica e Medicina dell' Anima”©) che mira a promuovere in ogni Persona la capacità di superare autonomamente i conflitti della psiche, le patologie del corpo e le malattie dell'Anima.
Franco Nocchi è direttore di una Scuola di formazione di operatori del Metodo F.E.M.A..© e a fine febbraio uscirà il primo libro di una collana dedicata al suo Metodo, una collana che offrirà ad ogni lettore molti spunti interessanti (armonizzare l'energia vitale, la vita dell'Anima, il rapporto anima/ego, ipnosi ed autoipnosi, ipnosi regressiva, gestione del sonno e dei sogni, ecc) ed applicabili da ogni persona nella quotidianità per promuovere il proprio “ben-Essere”.
Franco Nocchi da sempre cerca di canalizzare inoltre la sua musica verso iniziative di solidarietà e informazione solidale. In breve eventi e album:
Nel 2012 i suoi concerti e la pubblicazione del cd "Viandante tra le note" hanno lo scopo di sostenere le popolazioni africane del Kenia. Con il cd "Viandante tra le note" Franco ha riscontrato grande successo nei circuiti radiofonici giapponesi e degli USA, permanendo in vetta alle classifiche per diversi mesi. Nel 2013 Franco Nocchi registra il cd "Abbracciare l' Impermanenza" e prosegue la sua azione di solidarietà in una serie di concerti chiamati “Tai Chi Blues for Tibet”. Sempre nel 2013 Franco pubblica un singolo (distribuito da una primaria etichetta discografica italiana, la "Don't Worry Records" -etichetta di Giorgia, Nek, Fabrizio Moro) dal titolo "Il Volo dell'Anima". Nel 2014 ha composto e presentato la canzone "Amico Papa", la prima canzone al mondo che contiene la voce di Papa Francesco (in ben 3 passaggi) e che per questo motivo ha dovuto ottenere il visto e l'autorizzazione della Libreria Editrice Vaticana, di Radio Vaticana e dell'Osservatore Romano; i proventi del singolo "Amico Papa" sono destinati a sostenere il reparto oncoematologico dell'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù". Sulla scia di "Amico Papa" Franco Nocchi ha presentato il suo nuovo singolo "Anche se non so volare", un brano il cui intero ricavato è finalizzato a sostenere la Fondazione-onlus "ARCO" del Polo Oncologico dell'Ospedale Santa Chiara di Pisa per sostenere la ricerca in oncologia. Nel 2015 incide il suo ultimo CD "Anche se non so volare ... il mondo cambierà", un doppio cd (composto da ben 26 brani) in cui si presenta anche nelle vesti di cantautore. Nel 2016, anno di “riflessione artistica”, compone e presenta al Bio Salus di Urbino la canzone "TASHI-DELEK, fuoco e fiamme in Tibet”.


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