sabato 15 aprile 2017

Carmen Consoli, ad Agrigento la cantantessa seduce il pubblico con le sue "sirene". La recensione di Fattitaliani

A nove anni di distanza dall’ultima tournée, L’anello mancante, Carmen Consoli torna sul palco  e concede ad Agrigento una doppia data del suo Eco di Sirene tour nello splendido scenario del teatro Pirandello.
Ancora una volta la Cantantessa osa e tanto sfidando il suo  pubblico con un concerto  per chitarra, violino e violoncello. Un concerto sulla carta da “colpo di sonno” (sono parole sue), ma che invece incanta e rapisce i suoi fan per oltre due ore serrate di musica, riproponendo il suo repertorio in versione riarrangiata da lei stessa appositamente per questa tournée.
In una scenografia che richiama una conchiglia, Carmen divide il palco con una violinista, Emilia Belfiore, e una violoncellista, Claudia della Gatta: sono le altre due sirene che danno il nome al tour. Ma le sirene, spiega la cantautrice, non sono solo le creature magiche che cantano per incantare e sedurre ma sono anche un segnale per avvisare di un pericolo imminente o di guerra. La guerra, continua Carmen, sembra essere un trend che non passa mai di moda, anzi sembra evolversi e diffondersi anche nella vita di tutti i giorni. E così diventa guerra anche quella che dichiariamo alla nostra santissima e intossicatissima Madre Terra inquinandola e abusando delle sue risorse, con conseguenze che stiamo già pagando e pagheremo nel tempo.
Musicalmente parlando, lo spettacolo di Agrigento si è aperto con tre intense canzoni della cantautrice dialettale Gabriella Grasso. Poi entra in scena Carmen, da sola, imbracciando la sua chitarra che ora pizzica ora strapazza vigorosamente. L’ingresso  degli archi dà allo spettacolo un’atmosfera davvero magica e suggestiva.
La scaletta rappresenta diverse realtà femminili: dalla donna abbandonata all'altare di "Fiori d'arancio" a una donna vittima del "pettegolezzo imburrato, infornato e mangiato .. da larghe bocche d’amianto fetide come acqua stagnante" come "Maria Catena", continuando con la storia di una ragazza che svela di essere stata violentata da suo zio ma che non viene creduta (“Mio zio”) e la donna sola di "Contessa Miseria". Non poteva mancare un omaggio  alla cantastorie simbolo della musica siciliana, Rosa Balistreri, (dice Carmen “In America avevano Janis Joplin, noi avevamo Rosa Balistreri"),  con le canzoni "Buttana di to mà" e "A' finestra".
C’è spazio anche per momenti intimi come il ricordo del padre scomparso in “Mandaci una cartolina”, preceduto da divertenti aneddoti sulla sua passione smodata per gli arancini (o le arancine) che ingurgitava quotidianamente al bar “Reggione”  - con due g- di San Giovanni La Punta, suo paese natale. O ancora la nonna in “Quello che sento”.
Quella che si è vista sul palco è una Carmen Consoli matura, libera di poter scrivere la propria musica quando si sente di farlo e rappresentarla nel modo che ritiene più  congeniale, libera dagli schemi e dalle convenzioni del pop. Enzo Siracusa.
Scaletta
1-Sulle rive di Morfeo
2-Parole di burro
3-Fiori d'arancio
4-Perturbazione atlantica
5-Geisha
6-Il sorriso di Atlantide
7-Pioggia d'aprile
8-L'eccezione
9-Mio zio
10-L'ultimo bacio
11-Eco di sirene
12-Maria Catena
13-AAA cercasi
14-Mandaci una cartolina
15-Bottana di to ma
16-'A finestra
17-Blunotte
18-Sintonia imperfetta
19-Confusa e felice
20-Sud est
21-Ottobre
22-In bianco e nero
23-Questa piccola magia
24-Venere
25-Quello che sento
26-Amore di plastica