venerdì 10 marzo 2017

Sicilia mon amour

Chiedere ad un siciliano cos’è la Sicilia è come chiedergli perché respira. Un triangolo di terra gettato nel Mediterraneo (MARE  NOSTRUM)  per impreziosirlo, colonizzato da tanti popoli. Questa terra, ambita perché ricca e generosa, mette radici in secoli di storia.
Diventa suolo calpestato da innumerevoli dominazioni che l’hanno travagliata storicamente e, nel contempo, resa più ricca di arte e Cultura. Questa terra, circondata da azzurro, a volte tranquillo a volte tempestoso, è sovrastata da un cielo con pennellate di colori che scandiscono le albe e i tramonti. E’ stata fonte d’ispirazione di Poeti e Scrittori che l’hanno resa eterna con i loro versi e le loro opere letterarie come: Salvatore Quasimodo, Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di  Lampedusa  e Leonardo Sciascia. Sono  soltanto  alcuni dei più famosi tra i tanti autori siciliani di talento. 
Se pensiamo alla cultura e all’arte siciliana ci vengono subito in mente i grandiosi templi greci a Selinunte, Segesta e Agrigento; Taormina e Siracusa. Grazie alla sua posizione geografica, la Sicilia ha sempre avuto un ruolo di mediazione tra Oriente ed Occidente. Questo si riflette anche nella stessa Cultura Siciliana. Monumenti fenici, arabi e bizantini, scavi ed opere di grande pregio si trovano qui accanto a mosaici e ville romane, castelli, cattedrali normanne ed intere città barocche. La Sicilia arricchisce il turista quando la visita. Dalla Palermo ricca di Chiese di preziosa fattura, ad una Cefalù distesa sul mare, con le sue case soleggiate, sui cui muri s’inerpicano l’edera, gli ibisco colorati.
Taormina con Giardini Naxos e le Gole dell’Alcantara fanno innamorare chiunque le visita. I suoi tramonti, quando il sole all’orizzonte scende con i suoi bagliori rossastri ad illuminare le isole Eolie, Egadi e Pelagie, riflettono la sacralità di questo mare, ricco di favole mitologiche. Quanti fiori, quanti frutti succosi, invitanti al punto che i passanti li assaggiano prima con lo sguardo e poi materialmente! Le notti sono fresche, spesso le luci che rischiarano i paesini sono solo quelle delle stelle e di una luna malandrina. In questa terra piccola tutto è vissuto in modo intensamente grande. Terra ricca di profumi, di colori che rimangono nella pelle e negli occhi di chi la conosce e la vive come visitatore. Gli amori, il dolore, la diffidenza, l’amicizia appartengono ai siciliani che non si risparmiano. Sono figli di una terra generosa che accoglie tutti e regala a chi la lascia tanta nostalgia. Il turismo potrebbe essere fonte di arricchimento economico se i beni culturali fossero gestiti con oculatezza e curati col restauro che ne garantisse il mantenimento nel tempo. Gli oleandri si flettono appesantiti dalla robustezza degli anni e sembrano dare il benvenuto a chi arriva. Il gelsomino notturno   rende le notti pervase di romanticismo e voglie accattivanti da ritardare il sonno e deporre la fatica. Alcuni di questi tesori, unici al mondo, versano in condizioni precarie. La Cultura per secoli non fu un impegno serio della classe dirigente e il popolo siciliano fu sopraffatto dall’ignoranza e dalla disoccupazione. Questo fu motivo di oscurantismo e costrinse chi voleva sottrarre alla fame i propri figli ad emigrare nelle lontane Americhe. A prevalere fu il potere dei ricchi e dei prevaricatori, strada tortuosa che diede i natali al fenomeno malavitoso che rimarrà come un marchio a fuoco sulla pelle dei siciliani. I giovani si sono riscattati dalla miseria e dall’analfabetismo, dimostrando coraggio e voglia di cambiare. La Sicilia è una terra con una morfologia geologica particolare. Ospita il Vulcano attivo più grande d’ Europa: l’Etna. 
Quando erutta, allaga il territorio circostante di magma e lapilli rendendolo fertile, ma seminando paura allo stesso tempo con uno spettacolo unico al mondo. Sono nata in una fresca mattina di un lontano giugno in un paesino della provincia di Palermo. Ho respirato Sicilianità dal primo vagito. Nella famiglia di mio padre sono stata la prima figlia femmina a conseguire un titolo di studio. Nelle famiglie agiate e facoltose a quei tempi, era permesso studiare solo ai maschi le donne si dedicavano alle arti femminili, quali il cucito, il ricamo, la musica ecc. Ho vissuto in Sicilia per ventisette anni, ho completato i miei studi classici e, sfidando il volere dei miei genitori, mi sono sposata e trasferita a Bologna, dove abito tuttora. Tanti sono i ricordi che me la fanno amare, oggi come ieri quando quelle strade acciottolate erano animate dai rumori di passi, di zoccoli, di pattini rudimentali. Quel rumore era la colonna sonora della vita di tutti i giorni. Gli uomini partivano all’alba per la campagna, mentre le donne rimanevano per accudire i figli, la casa e, nelle ore libere, si sedevano sull’uscio a rammendare o ricamare la loro dote. Allora il profumo di una donna era un bouquet a nessun costo. Era un misto di odore di sapone, per avere appena fatto il bucato; profumo di cannella per avere appena sfornato i biscotti; di odore di latte per avere appena allattato il figlio più piccolo. Alcune tradizioni fortunatamente sono ancora rispettate e questo unisce il presente al passato, tramandandoli ai giovani che sono il futuro. 
Mi riferisco ai riti della Settimana Santa, alla ricorrenza di San Giuseppe Lavoratore, alle scampagnate della Pasqua. Lasciamo spazio a qualche pensiero di Gesualdo Bufalino, illustre letterato, su questo giardino, una volta detto Trinacria. “Vero è che le Sicilie sono tante, non finiremo mai di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrubo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava. Vi è la Sicilia “babba”, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia “sperta”, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è la Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio. Tante Sicilie, perché? Perché la Sicilia ha avuto la sorte di trovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, fra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e le canicole della passione”. Tutto questo è la Signora del Mediterraneo”. La SICILIA !!!
Caterina Guttadauro La Brasca