giovedì 23 marzo 2017

Giovanni Anzaldo, periodo d'oro per l'attore: NEL NUOVO FILM DI GIOVANNI VERONESI e al Piccolo Eliseo di Roma

È un periodo d'oro, sul fronte professionale, per Giovanni Anzaldo. Il ventinovenne attore di origini piemontesi, dal 23 marzo, tornerà da protagonista sul grande schermo nel nuovo film di Giovanni Veronesi "Non è un paese per giovani".
Nella pellicola, Giovanni interpreta Luciano, un cameriere che sogna di aprire un ristorante dotato di wi-fi a Cuba. Ha un lato oscuro ed un malessere interiore che non sa come affrontare.
«È un giovane che spera, lotta e divora la vita compresi i bocconi più amari» afferma Anzaldo, felicissimo di aver condiviso questo meraviglioso viaggio con Filippo Scicchitano e Sara Serraiocco, coprotagonisti di "Non è un paese per giovani". 
Quasi in contemporanea all'uscita del film, dal 22 marzo, è al Piccolo Eliseo di Roma, e resterà in scena sino a domenica 9 aprile, "L’isola degli schiavi" di Pierre de Marivaux, una produzione KHORA.teatro e Teatro Stabile d’Abruzzo, nell’adattamento di Ferdinando Ceriani, che ne cura anche la regia, e di Tommaso Mattei. In scena, Anzaldo, sarà Arlecchino lo schiavo di Ificrate, interpretato da Stefano Fresi. Un servo onesto e fedele, ma che quando avrà l'opportunità di diventare padrone, dimostrerà ad Ificrate quanto sia stato duro in passato sopportare le sue angherie, ma il suo animo buono gli impedirà di essere troppo vendicativo nei confronti del suo padrone... 
Un periodo lavorativamente intenso per Anzaldo, che si appresta a concludere le riprese del nuovo film di Vittorio Mieli "Ricordi?" con Luca Marinelli e Linda Caridi. Ne ha fatta di strada da quando i riflettori hanno iniziato ad accendersi su di lui. Dapprima fu Alessandro  Gassmann a notare il suo talento e a volerlo per il suo debutto alla regia in "Razzabastarda", aprendogli le porte di cinema, televisione e teatro, permettendogli di misurarsi sempre con personaggi complessi e ricchi di sfaccettature, su tutti il giovane sbandato de "Il capitale umano" diretto da Paolo Virzì.