venerdì 10 febbraio 2017

Dorian Gray, esce il disco "Moonage Mantra", un mantra notturno fra paradiso e inferno. La recensione di Fattitaliani

I Dorian Gray sono tornati. La prima band europea a suonare (e fare un tour) nella repubblica cinese, infatti, sta per far uscire un nuovo disco dal titolo Moonage Mantra disponibile da oggi 10 febbraio.
Tuttavia i quattro componenti, attivi già dagli anni novanta,  non sono per nulla soli, a fare loro compagnia alcuni nomi di spicco tra cui : Blaine Reininger, già leader dei Tuxedomoon, Luca Masseroni dei Tre allegri ragazzi morti e Sebastiano De Gennaro dai Calibro 35/ Le luci della centrale elettrica.
Un disco diviso, quasi spezzato da un profondo conflitto interno: quello di un Dorian Gray che evolve e muta in Golem in love. Il passaggio è netto, ed è sancito dalla diversa lingua del cantato e da un profondo mutamento nello stile sonoro. 
Nella prima metà possiamo notare una sorta di cantautorato rock, ma anche molta new wave (che da più di due decenni ormai contraddistingue il gruppo) e tematiche varie: si passa da canzoni d'amore a crudeltà politiche e sociali, da crisi d'identità a profonde riflessioni sul senso della vita. Le collaborazioni sopracitate si trovano tutte nei primi tre brani del disco; fra i quali emerge particolarmente il terzo (Quasar) : un brano carico di pathos ulteriormente arricchito dalla voce di Reininger.
La prima parte si chiude con la fine del mondo: Kali Yula (una sorta di fine del mondo spirituale nella religione induista) che regala loop elettronici ricordanti un certo tipo di musica dell'Europa Centrale, che, man mano che il brano prosegue avvolgono l'ascoltatore e lo coinvolgono fino a trasformarsi in una dolce melodia al sax che ci accompagna verso la fine dei tempi.
La seconda parte, se possibile, è ancora più coinvolgente: è il regno delle antitesi e degli scontri come evince principalmente dai due brani in sequenza Crowded Brain e Atacama baby. Il primo ci immette immediatamente nella confusione di un cervello affollato, il secondo ci rilassata con la poetica immagine di un deserto silenzioso. 
A dare probabilmente il titolo all'opera è il brano finale (Dreams never sleep) una "ballata" strumentale che ci accompagna, come se fosse un mantra, nell'era della luna.
Un disco carico di energia che spinge l'ascoltatore a indagare dentro di se, alla ricerca di quel profondo conflitto interiore fra paradiso e inferno che, d'altra parte, possediamo tutti. 
                                                                                           Giuseppe Vignanello


CREDITS
Davide Catinari _ voce, synt, loops
Samuele Dessì _ chitarre, tastiere, programming, loops, cori
Nico Meloni _ chitarre
Jacopo Vannini - tastiere, loops, percussioni e cori
Featuring
Blaine L. Reininger - Vocals and Violin, Background Vocals (Quasar)
Stefano Cherchi - Background Vocals (Quasar)
Riccardo Erba - Flugelhorn (Dreams never sleep)
Sebastiano De Gennaro - Vibraphone (Forma e Apparenza)
Mario Marino - Drums (Kali Yuga, Dreams never sleep)
Luca Masseroni - Drums (Dimenticare Burroughs, Crowded Brain)
Pepe Ragonese - Trumpets (Dimenticare Burroughs)
Riccardo Erba - Flugelhorn (Dreams never sleep)
Giovanna Famulari -  Cello (Resta a Vederlo Morire)
Vanessa Cremaschi  -  Viola (Resta a Vederlo Morire)
Produced and Arranged by Davide Catinari / Samuele Dessi Recorded by Samuele Dessi at NoiZeLab Studio, Capoterra (Cagliari) and Jacopo Vannini at Kollo Studio , Berlin
Strings recorded on “Resta Vederlo Morire” by Fabrizio Santarelli at Groovefarm Studio, Roma
All songs mixed by Samuele Dessi at NoiZeLab Studio except
Digital Mastering by Norman Nitzsche at Calyx Studio Berlin
All songs written by Davide Catinari
Forma e Apparenza, Kali Yuga, Voodoo Connection, Dreams never sleep written by Davide Catinari/Samuele Dessì