martedì 29 novembre 2016

Galleria Varsi, dal 2 dicembre al 5 gennaio PRIMA MOSTRA ITALIANA degli israeliani BROKEN FINGAZ

La Galleria Varsi, dal 2 dicembre al 5 gennaio presenta la prima mostra personale del collettivo di street artist psych-pop di fama mondiale proveniente da Haifa, Israele: i Broken Fingaz.

Dopo anni di sperimentazione con sostanze psichedeliche su carta e sulla propria pelle, i Broken Fingaz sospendono il viaggio per una breve vacanza nel mondo reale con la mostra “Reality Check”.
Enigmatico e misterioso, l'immaginario psichedelico dei Broken Fingaz provoca una reazione viscerale che disturba l'identità e le nozioni del sé materiale convenzionale. Il loro lavoro rappresenta dunque un ritorno all'arte pubblica veramente sovversiva, il cui scopo è distruggere le fondamenta dell'ordine sociale stabilito.
Originari delle montagne vicino a Haifa i tre membri del collettivo Deso, Tant e Unga sono cresciuti in una piccola comunità di artisti che gli ha permesso di sperimentare, evolvere la propria ricerca artistica senza limiti contrapponendosi alle dure repressioni ad opera delle autorità israeliane.
"Reality Check" si presenta come una mostra collettiva, in cui ogni artista del team è presente con opere personali che invitano lo spettatore a entrare in uno spazio intimo.

DOVE: Galleria Varsi - Via di San Salvatore in Campo 51, Roma
QUANDO: 2 DICEMBRE 2016 – 5 GENNAIO 2017
ORARI: da martedì a sabato dalle ore 12 alle 20, domenica dalle ore 15 alle 20, lunedì chiuso
CONTATTI: info@galleriavarsi.it | www.galleriavarsi.it | 06 68309410

BROKEN FINGAZ bio

Dal 2001, anno della loro formazione, i membri del BFC Unga, Tant e Deso hanno prolificamente lavorato con l’animazione, le installazioni e la pittura, i murales, i graffiti e il design grafico.

L’estetica del BFC trae le proprie origini dalla cultura del loro paese, creando un’identità visiva del tutto nuova che è diventata il punto di riferimento dei giovani israeliani. Nel contempo, oltre un decennio di viaggi tra Haifa, Asia ed Europa ha contribuito a far loro assorbire le influenze culturali sia di Oriente che di Occidente, collocazione naturale per chi come i BFC è cittadino del problematico Medio Oriente.

Con l’uso di linee decise e colori pop acidi, il lavoro dei Broken Fingaz allude visivamente alle illustrazioni di fumetti e al pulp horror anni '80. Esplorando due dei temi più antichi della storia dell'arte – il sesso e la morte – le immagini umoristiche, controverse e spesso sessualmente esplicite dei BFC contemplano concetti di degradazione, mettendo al confronto l’abiezione del genere umano con i suoi desideri repressi. Smembramento del corpo, arti mutilati e scheletri non rappresentano solo la morte, ma la necessità di comprendere il corpo fisico e il lato invisibile della nostra corporeità.

Sia nello stile che nei temi, il loro lavoro si ispira inoltre alle stampe xilografiche giapponesi Shunga del periodo Edo. Nelle loro opere più recenti, questo influsso si è arricchito di accenti di spiritualità indiana, interrogandosi sulla dualità tra sacro e profano attraverso un immaginario simbolico. La loro arte si va così a nutrire di una tradizione orientale in cui l'arte è stata a lungo usata per esprimere il lato imperfetto o primordiale dello spirito umano. Con i loro temi trasgressivi i Broken Fingaz intendono provocare lo spettatore, proposito reso ancora più efficace dal loro lavoro in strada, luogo dove i desideri privati invadono lo spazio pubblico.

Confermando l'importanza del loro contributo alla scena artistica contemporanea, i BFC hanno esposto nei più importanti siti d’arte israeliani: il Museo di Tel Aviv (2011) e il Museo dell’Arte di Haifa (2010). Da allora sono stati invitati ad esporre in tutto il mondo realizzando diverse mostre personali: The Old Truman Brewery, Londra, (Crazy Eye Hotel, 2012) Inoperable, Vienna (BFC in Vienna, 2012), Andenken Gallery, Amsterdam (BFC in Amsterdam, 2013, You Will Die Today, 2015) Urban Spree, Berlino (Bottleneck, 2013), MEN Gallery, Londra, (Sex Picnic, 2014) e Howard Griffin Gallery, Los Angeles (Journey Galaticko, 2015).

La crew ha prodotto due film in stop motion, il più recente: La Fabrica (2013), commissionato dal Cut Out Festival di Queretaro, in Messico. I loro murales realizzati nello spazio pubblico sono visibili per le strade della Cina, Giappone, Cambogia, Brasile, Israele, Inghilterra, Germania, Olanda, Italia, Austria, Svizzera, Francia, Spagna, Messico e altri paesi ancora.

brokenfingaz.com
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