mercoledì 12 ottobre 2016

TEATRO ELISEO, incontri con GIUSEPPE DI GIACOMO: VIAGGIO DI UN FILOSOFO NEL ROMANZO TRA 800 E 900

Riparte la stagione degli incontri culturali al Teatro Eliseo, dopo il successo della scorsa stagione che ha registrato un’affluenza di quindicimila persone in oltre sessanta appuntamenti tra lezioni, presentazioni, approfondimenti, confronti, proiezioni.
Non solo iniziative editoriali, gli appuntamenti della programmazione culturale dell’Eliseo si pongono l’obiettivo di intercettare l’attualità e interpretarla grazie anche alla partecipazione di alcuni dei protagonisti più significativi della cultura, del giornalismo e della politica.
L’apertura, martedì 18 ottobre, ore 17.00, è dedicata alla letteratura con Il viaggio di un filosofo nel romanzo tra Ottocento e Novecento, un ciclo di “lezioni” tenute dal professore Giuseppe Di Giacomo, titolare della cattedra di Estetica alla Facoltà di Filosofia dell’Università La Sapienza, allievo prediletto di Emilio Garroni, uno dei maggiori interpreti del Novecento capace di spaziare dall’arte agli studi letterari, dalla filosofia alla musica.

Questi i temi dei primi tre incontri: Proust, Dostoevskij e Kafka.

18 ottobre - Marcel Proust e la ricerca della totalità
Attraverso La ricerca del tempo perduto, opera monumentale a cavallo fra tradizione e modernità, Proust mette in relazione temporalità ed eternità. Con la nozione di “memoria involontaria” il grande scrittore ha lasciato un segno indelebile in tutta la cultura del XX secolo.

8 novembre - Fëdor Dostoevskij e il problema della redenzione
Il tema della redenzione è il nucleo di tutta la produzione del grande autorerusso, una redenzione basata sulla partecipazione alla sofferenza e non su una sua pretesa spiegazione. I personaggi “cristici” delle opere di Dostoevskij mostrano la necessità di cercare il senso nella vita e non nell’aldilà.

15 novembre - Franz Kafka e Samuel Beckett: la perdita della totalità
e del senso
Nei “romanzi non-romanzi” di Kafka e Beckett, caratterizzati da un’attesa mai appagata di una risposta definitiva, la forma letteraria si fa testimonianza di un mondo senza senso.