martedì 25 ottobre 2016

Teatro degli Audaci, dal 27 ottobre al 6 novembre "Nozze di rame...Forse" di Enrico Vanzina

Dopo il travolgente successo di pubblico della scorsa stagione, torna a grande richiesta "Nozze di Rame ... Forse", lo spettacolo de "Gli Incerti del Mestiere", una compagnia di soli avvocati diretta dalla mano sapiente di Enrico Vanzina. L'appuntamento è dal 27 ottobre al 6 novembre al Teatro degli Audaci di Roma, in Via Giuseppe de Santis, 29.

Il 30 settembre scorso a Tivoli, in una sola data al Teatro Giuseppetti con il patrocinio del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Tivoli, la compagnia ha devoluto l'intero ricavato per aiutare Gabriele, 8 anni, che nel terremoto del Centro Italia ha perso la mamma Letizia, il papà Gianluca e la sorellina di 10 anni, Martina. La famiglia si trovava a Casale, frazione di Amatrice.
       
Il 6 ottobre a Rimini invece, una platea di soli avvocati ha applaudito la commedia scritta da Tiziano Lepone in occasione  del XXXIII Congresso Nazionale Forense. Un appuntamento nato d'intesa con l'OUA, l'Organismo Unitario dell'Avvocatura.
         
Di seguito qualche cenno sulla compagnia e la sinossi dello spettacolo

Un matrimonio in bilico dopo dieci anni – alla vigilia delle nozze di rame appunto – per colpa di un prete che prete non era. Un altro sacerdote che cerca di metterci una buona parola, anche se non richiesta. E poi un avvocato forse troppo zelante, gli immancabili amici e vicini di casa che non lesinano consigli a volte fuori luogo, un eccentrico tecnico dell’ascensore. Ecco “Nozze di rame… Forse”, una divertente commedia degli equivoci nella quale recita una compagnia d’eccezione: gli “Incerti del mestiere”, composta di soli avvocati, che quindi di cavilli e diritto matrimoniale certo se ne intendono.
A dirigere la squadra, la mano sapiente di un regista come Enrico Vanzina, che eccezionalmente per questo spettacolo abbandona il grande schermo e si misura col brivido del palcoscenico. Il tutto a titolo d’amicizia. A firmare la piece, Tiziano Lepone, autore dei testi, oltre che attore protagonista nei panni di Gino, marito tifosissimo della Roma, a quanto pare non troppo deluso nello scoprire che il suo matrimonio con Adele – la brillante Barbara Mecucci – rischia di non avere più alcun valore. In scena anche Aldo Minghelli, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma, il simpatico padre Ampelio; Marco Di Lotti, avvocato nella vita e nella parte, Alessandro Coccoli e Cristina Cristilli, i vicini di casa; infine Giuseppe Rombolà, l’ascensorista. A condire il tutto, la romanissima passione per il calcio e la brillante radiocronaca di due voci che i tifosi della capitale conoscono perfettamente: Patrick vom Bruck e Carlo Zampa!

Sinossi

Cosa accadrebbe se alla vigilia dell’anniversario del decimo anno di matrimonio, due coniugi venissero a scoprire che il prete che ha celebrato il loro matrimonio, in realtà non era un prete? È quanto accade a Gino e Adele, i quali, alla vigilia della cena organizzata per festeggiare le nozze di rame (10 anni di matrimonio), vengono sopraffatti da una notizia sconvolgente: si sono “bevuti” Don Alfio, sacerdote che alcuni anni prima aveva sposato la coppia. Dopo un primo momento nel quale i due coniugi rimangono sbigottiti, inizia una diversa conflittuale interpretazione della nuova realtà: per il marito nasce la convinzione di essere tornato celibe, libero e quindi semplice convivente, per la moglie, invece, il matrimonio resta valido e la realtà non cambia. Il tutto viene condito dai preziosi consigli di una coppia di amici che abita al piano di sopra, di un prete “casualmente” in visita per la benedizione della casa, di un avvocato impiccione che abita al primo piano e di un eccentrico operaio intervenuto a riparare l’ascensore. Sullo sfondo il nuovo acquisto della Roma, Bucio, attaccante del Botswana, e la lotta dei mariti per la riconferma del proprio abbonamento allo stadio.

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