lunedì 12 settembre 2016

Teatro Lo Spazio, Fabrizio Catarci dirige "Personalità borderline" dove lo spettatore è attore involontario. L'intervista di Fattitaliani

Un nuovo teatro per un teatro nuovo è lo slogan con cui il Teatro Lo Spazio di Roma si presenta al suo pubblico: diretto da Francesco Verdinelli, si appresta ad inaugurare la nuova stagione. Dal 13 al 15 settembre andrà in scena una particolare rappresentazione diretta da Fabrizio Catarci: s'intitola "Personalità borderline". Fattitaliani ha intervistato il regista.

"Personalità borderline" si pone come obiettivo di sorprendere lo spettatore: in che modo a livello pratico?
L'idea di base è quella di togliere lo spettatore dalla poltrona per farlo diventare parte integrante della scena. Lo spettatore come attore involontario, a volte vittima, a volte carnefice, a volte confidente del personaggio "borderline" con cui interagisce. 
Nella fase di scrittura avete previsto anche eventuali passaggi da improvvisare in base all'interazione che si può creare con il pubblico?
L'abbiamo prevista ma non durante la scrittura bensì nella costruzione della scena. Cercando di limitare lo spettatore a poche scelte probabili, al di fuori di esse, l'attore viaggia in un campo minato, in cui è costretto a prendere decisioni, volontarie, ma legate al personaggio. Chiaramente non sempre le scelte sono giuste, ma neanche nella vita si fanno scelte sempre logiche o sensate.
Una tale sperimentazione teatrale è proprio così fuori dalla realtà o è un modo paradossalmente realistico per rappresentarla?
Beh, questo tipo di teatro, chiamiamolo sperimentale, ma forse è un termine un po' abusato, lo definirei più un gioco. Un'unione tra uno stile recitativo cinematografico, fatto di leggeri cambi di tono, di sguardi ravvicinati, e una realtà dove lo spettatore vive un'esperienza a quattro e più dimensioni, dove oltre la vista e l'udito,  arriva ad  assere toccato dall'attore, a sentirne l'odore, a volte a parlare con lui. Quindi anche se lo spettatore sa che è finzione, si ritrova a domandarsi se sia tutto vero.
Che difficoltà particolari ci sono nel dirigerlo?
Una volta montata una scena, nella maniera classica, la difficoltà maggiore, sta nel rendere minime le scelte del pubblico. Catturarne l'attenzione e guidarlo, fin dove lo vogliamo portare, affascinarlo, fino a togliergli la volontà di uscire dal ruolo che noi gli designamo. Sapendo che, se guidato, la scena a cui assisterà, e di cui farà parte, avrà un suo compimento, un suo messaggio, qualcosa che all'uscita del teatro, può farti pensare.
Come ti sei formato teatralmente? quanto della tua formazione si può ritrovare in "Personalità borderline"?
La mia formazione teatrale è stata mista, passando dai vari Laboratori Teatrali fino ad arrivare alla  scuola di Paola Quattrini e Lorenzo Salveti, uscito dalla quale  ho cominciato a fare la classica esperienza, sui palcoscenici dei teatri, nelle varie tourne, e così via... con la crisi che ha cominciato a colpire la società e in maggior misura il teatro, gli attori hanno dovuto reinventarsi, cercare nuovi mezzi espressivi, nuovi spazi artistici. E sono nate alcune forme d'arte che mi piace ricordare, perché sono state innovative e sorprendenti: le confessioni di Walter Manfrè, le dignità autonome di prostituzione, ma ce ne sono altre ancora. La cosa che ho aggiunto a questo tipo di nuove realtà è appunto l'interazione con il pubblico. Giovanni Zambito.
©Riproduzione riservata

Biglietto intero 10 euro
tessera semestrale 3 euro

DAL 13 AL 15 SETTEMBRE

ore 21.00
PERSONALITA' BORDELINE
Regia

Fabrizio Catarci 

con

Giulia Shou Catacci 

Ortensia Macioci 

Ylenia Assogna 
Jacopo Zonca
Francesca Paolozzi 
Dario biancone 
Fabio Rosi
Margherita Frisone 
Rossella Ambrosini 
 Teatro Lo Spazio, Via Locri, 42 Roma  0677076486  0677204149


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