mercoledì 28 settembre 2016

"Servitore di Dio e dell'umanità", biografia di Benedetto XVI. Intervista all'autore Elio Guerriero

Si intitola significativamente "Servitore di Dio e dell'umanità" la biografia di Benedetto XVI recentemente pubblicata da Mondadori e firmata dallo scrittore e teologo Elio Guerriero. Il testo è arricchito da una prefazione di Papa Francesco e da un'intervista rilasciata dal Papa emerito all'autore. Nell'intervista di Fabio Colagrande, Guerriero spiega come sia nata l'idea di questo lavoro biografico: 

R. - Il momento in cui divenne più impellente per me l’esigenza di scrivere questo libro fu quello delle dimissioni, con lo sconcerto che si diffuse un po’ nella vita della Chiesa, ma che venne soprattutto ingigantito dai media. Io sapevo che la decisione di Papa Benedetto di ritirarsi veniva dalla sua profonda concezione del servizio con la quale aveva affrontato il ministero petrino. E dal suo punto di vista, l’idea era molto chiara e molto semplice. Lui stava prestando un servizio: nel momento in cui non ritenesse più di avere le forze sufficienti per prestarlo, avrebbe sentito non solo il desiderio, ma il dovere di rinunciare al servizio, pur rimanendo - per quel che riguarda l’aspetto sacramentale - Vescovo emerito di Roma.
D. - Nell’udienza del 27 febbraio 2013, Benedetto XVI disse: “Non scendo dalla Croce. Resto nel recinto di San Pietro”. Quanto sono importanti queste parole?
R. - Estremamente importante è il fatto che Papa Benedetto continui a vivere e continui a testimoniare questa sua disponibilità: io ho pregato, ho meditato, ho sentito il dovere di… E, come più volte ha testimoniato anche Papa Francesco, lui sta vivendo questo con estrema serenità. Ed è la dimostrazione più bella – a mio avviso – e anche più convincente per i fedeli, ma anche per l’umanità intera, questa serenità con cui sta vivendo questo tempo, questa amicizia e questa comunione con il suo successore. Scrive Papa Francesco nella prefazione al mio volume: “E’ la prima volta che si presenta questa eventualità di un Papa e di un Papa emerito”. Ma poiché i due si vogliono bene, stanno bene insieme e danno una testimonianza di fraternità, questo è un qualcosa di straordinariamente bello per la vita della Chiesa. Ed è anche una testimonianza, come dicevo, resa al mondo intero.
D. - Al di là del Pontificato, Joseph Ratzinger lascia una eredità importante alla vita della Chiesa anche come prefetto della Dottrina delle Fede, come teologo…
R. - Le farei, forse, l’esempio più clamoroso: il Catechismo della Chiesa Cattolica. Lei ricorderà che, al tempo, ci fu tutto un orientamento che era contrario a questa sintesi. Ebbene sia Giovanni Paolo II sia il cardinal Ratzinger all’epoca sentirono il bisogno di dare questa sintesi della fede, per svolgere esattamente il compito petrino di tenere unita la Chiesa. Quel Catechismo - che fu pensato, diretto e in parte anche guidato proprio nella scrittura da Ratzinger - è un lascito che resterà nella vita della Chiesa a lungo, per decenni e forse anche per secoli. Fabio Colagrande, Radio Vaticana, Radiogiornale del 28 settembre 2016.