martedì 6 settembre 2016

Ravenna, dal 7 al 10 settembre l'anteprima di Dante2021: D.H.O. Dante Hors d'oeuvre


Quest’anno Dante2021, il Festival dedicato al padre della lingua italiana promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, arriva alla propria sesta edizione con un’importante novità: preludio al percorso che si svolgerà a Ravenna dal 14 al 18 settembre negli spazi danteschi della città, D.H.O. Dante Hors d’Oeuvre è un’inedita anteprima in quattro appuntamenti - dal 7 al 10 settembre, alle 17 al Caffè Letterario di Ravenna (Via Diaz 26) - per stuzzicare l’appetito e risvegliare la curiosità, ma anche per riannodare i fili dell’interesse e dell’affetto con il pubblico in una conversazione distesa fra bicchieri, tazzine e un sorriso. 
Le quattro piccole letture, ognuna di circa mezzora, sono state affidate non a dantisti, bensì a quattro professionisti di altri settori: uno scrittore Marco Vichi (mercoledì 7 settembre), un attore Amerigo Fontani (giovedì 8), due giornaliste televisive Silvia Brasca e Adriana Pannitteri (rispettivamente venerdì 9 e sabato 10); ognuno impegnato a tracciare il proprio personalissimo ritratto di Dante intrecciato al loro vissuto anche professionale. 

Una confessione dantesca davanti ad altri possibili protagonisti di prossime edizioni di DHO: non c’è forse in ognuno di noi un incontro con Dante da raccontare? Così D.H.O. prelude a Dante2021 anche nel tentativo di svelare le ragioni individuali di quella curiosità diffusa e di quella ampia “sensibilità dantesca” che nel Festival trovano ascolto e soddisfazione. Ancora una volta Dante sarà accanto a tutti, così distante e insieme, così vicino, nelle parole, nei significati, nella memoria. Con questi inediti appuntamenti, Dante2021 conferma e arricchisce la propria natura “in movimento” e continuo progresso, come illustra la citazione «A piè del vero il dubbio» (Paradiso IV, v. 131) che quest’anno definisce l’orizzonte del Festival. 

Mercoledì 7 settembre il primo appuntamento con Marco Vichi, autore del Commissario Bordelli, con L’orrore dell’orranza, per il racconto di una scoperta giovanile di un errore (tipografico? interpretativo? una distratta faciloneria?) in un serio commento a “Piangete, amanti, poi che piange Amore” nella Vita nova di Dante. Premio Scerbanenco nel 2009, Vichi svelerà come si è divertito a fingersi un serio professore nel rivolgersi al titolato editore per segnalare la svista, poi almeno in parte corretta.

Giovedì 8 settembre è invece la volta dell’attore Amerigo Fontani (nella foto), volto televisivo e cinematografico, che ricorderà la propria scoperta da bambino della Commedia attraverso i racconti della zia, in una disinvolta confusione tra il Dante poeta antico e il Dante carbonaio vicino di casa e probabile amante della zia: in Mia zia conosceva Dantenonostante tutto chi vince è la poesia, sempre rimasta nella memoria (e nel cuore) dell’attore, comprese le parole dell’Inferno X «O Tosco che per la città del foco vivo ten vai».
Venerdì 9 settembre la parola passa alla giornalista di TG La7 Silvia Brasca - formatasi sulla cronaca di Mani Pulite - quando il celebre «Guido, l’ vorrei che tu e Lapo ed io» delle Rime si farà incipit di I ragazzi di via de’ Calzaiuoli, un “servizio” tra note vagamente sociologiche, indagine ambientale e osservazioni psicologiche, nel quale prendono luce i due i grandi amici poeti, compagni di gioventù, Dante e Guido Cavalcanti: giovani che frequentano la medesima strada fiorentina. Come in via Panisperna alcuni ragazzi faranno nascere la moderna fisica, così in via Calzaiuoli Dante e Guido fanno nascere la poesia d’amore.

Sabato 10 settembre l’ultimo di questi speciali appuntamenti vedrà la giornalista Adriana Pannitteri, abituata a porgere notizie con il distacco professionale di RAI TG1, fare i conti con la passione e la rabbia dell’invettiva dantesca e interrogarsi anche sui suoi dubbi sul lavoro in Un commento politico a partire da «Ahi serva Italia, di dolore ostello» (Purgatorio VI). Sarà mai possibile, e nel caso sarebbe anche giusto, che una professionista della cronaca si abbandoni al cuore, come Dante? O almeno che nutra la sua professione di un sentimento civile forte?

Info e programma completo: www.dante2021.it

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