martedì 6 settembre 2016

JOHNNY BEMOLLE'S, uscito "JB" il 1° disco (illustrato) del cantautore romano. La recensione di Fattitaliani

Ricordate il modo in cui Manzoni racconta la genesi dei Promessi Sposi? Il manoscritto trovato per cui l'autore avrebbe solo il merito di averlo reso pubblico? Ecco, qui è più o meno la stessa storia. L'unica differenza è che alle peripezie di Renzo e Lucia vengono a sostituirsi nove storie di viaggi in terre più o meno lontane.

Johnny Bemolle, infatti, è un cantautore vagabondo, Antonello D'Ippolito & Co. hanno solo avuto il merito di trovare una valigia con all'interno i testi di alcune canzoni. Ed è in questo modo che nasce il progetto Johnny Bemolle's, fisicamente composto da tre musicisti romani, che nella calda estate del 2016 ha lanciato il suo primo disco: JB. 
Un album ricco di folk tradizionale, che pur facendo riferimento a diversi artisti del passato, rimpasta il genere con le proprie attitudini e il proprio stile. Quello che ne viene fuori è un disco folk che si serve di strumenti come l'ukulele, di blues energici e di racconti sognanti. Un prodotto che consente all'ascoltatore di compiere un vero e proprio tour del vecchio continente senza muoversi dalla sedia, con solo le cuffie nelle orecchie o la musica nello stereo. In questo modo appaiono vividamente gli scenari della Francia, degli immensi spazi aperti scozzesi o delle fredde terre dell'est. Si ergono sopra gli altri brani Johnny (traccia che funge da presentazione del disco) e The cripple of Bruges, brano che si apre e si chiude con un ricco e potente blues, ma lascia grande spazio alla sperimentazione folk a cui il gruppo fa continuamente ritorno.
La ciliegina sulla torta è rappresentata dall'impatto visivo della matita di Laura Re, che ha disegnato la copertina del disco e ha rappresentato le tracce con delle splendide illustrazioni.
In conclusione, un disco che viaggia alla scoperta di terre lontane e contemporaneamente indaga e rivela l'animo del misterioso Johnny Bemolle. Paradossalmente, però, non si allontana più di tanto, mantenendo le sue radici salde nel terreno della tradizione e dello stile da cantastorie.

Giuseppe Vignanello
©Riproduzione riservata

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