lunedì 29 agosto 2016

Ottavo Richter, "Gif" il nuovo album della band milanese tra funk, jazz, ska. La recensione di Fattitaliani

Milano, si sa, è la patria di tante cose: la moda, i media e gli Ottavo Richter, band nata nel 2004 che negli anni ha pubblicato ben cinque album, di cui Gif, uscito lo scorso luglio è l’ultimo.
Una formazione ormai collaudata composta da una sezione fiati e una sezione ritmica e che subisce influenze diverse: funk, jazz, ska sono solo alcuni esempi di generi che in un modo o nell’altro vengono toccati dal gruppo. Una fusione di stili che in quest’ultimo lavoro si esprime al meglio regalando un disco piuttosto ricco (15 brani) e variegato.
Un album che si pone come obiettivo quello di far ballare, di diffondere allegria e buonumore grazie a sonorità fresche e coinvolgenti e all’uso dei fiati che si sposano al meglio con l’intento del gruppo.
Più unici che rari i brani che, in questo clima di allegria, fanno eccezione: è il caso di One man, one girl, una sorta di ballata in lingua inglese e di Nuvole, che sembra essere una serenata jazz ma che sul finale torna ad essere coerente con il sound della band.
Gruppo che fa uso di vocaboli che definire moderni è un eufemismo, come tra l’altro fa intendere anche il titolo del disco. Un linguaggio che potremmo definire 3.0 la fa da padrone in ogni traccia del disco e vede come massimo esempio il brano Cara dipendenza che tratta un tema molto attuale: quello di internet e del social network e della loro degenerazione. Sarebbe facile, nel parlare di un argomento simile, cadere in falsi moralismi, tuttavia gli Ottavo Richter scongiurano il pericolo utilizzando continuamente giochi di parole e ironia che trovano il consenso dell’ascoltatore e lo immettono in un clima solare e positivo.
Altri brani degni di nota sotto questo punto di vista sono: In via Galilei e Oroscopo che trattano temi quotidiani e comuni con sarcasmo e apparente leggerezza.
Proprio per questo tra gli artisti di riferimento si possono individuare i concittadini Elio e le storie tese con assonanze, più che stilistiche, nell’approccio che la band ha con la musica e nel modo in cui la tratta.
Non manca, fra le tracce una citazione al rock demenziale degli Squallor, in un brano cantato in napoletano dal titolo Telefona.
Nel disco è possibile trovare inoltre una canzone che si intitola Tipi Caterpillar, scritta in occasione del Cateraduno di Caterpillar, trasmissione in onda su Radio 2. Oltre alla già citata stazione radio non sono poche le collaborazioni che il gruppo può vantare, fra artisti, attori, radio e TV. Una band quindi già abbastanza affermata nel panorama nazionale che con questo disco non fa altro che trovare un’ulteriore conferma.
Oltre a tutto questo, si tratta di un lavoro che racconta delle storie fatte di amore, disagi generazionali e alcool. La dimensione più congeniale al gruppo, vista anche l’attitudine al ballo che hanno quasi tutti i loro brani, resta il live, durante il quale, in passato, la band ha dimostrato di sapersi muovere, e grazie al quale in futuro, farà ballare ancora tante altre volte il suo pubblico. Giuseppe Vignanello.
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