martedì 23 agosto 2016

Madre Teresa, una mostra di Francesco Guadagnuolo in occasione della Canonizzazione

Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace nel 1979, proclamata Beata il 19 ottobre 2003 da Papa Giovanni Paolo II, Papa Francesco la proclamerà Santa il 4 settembre 2016 nel Giubileo straordinario della Misericordia, il giorno precedente la ricorrenza del 19° anniversario del trapasso della Madre il 5 settembre 1997. 

Tra i tanti appuntamenti, organizzati dalle Missionarie della Carità, è stata programmata un’importante Mostra del M° Francesco Guadagnuolo in occasione della Canonizzazione di Madre Teresa. La personale dell’artista si potrà visitare nella Chiesa di San Gregorio Magno, Piazza San Gregorio, 1 - Roma, (tra il Circo Massimo e il Colosseo) dal 7 all’8 settembre 2016 con orario continuato dalle ore 9,00 alle ore 18,00; in quei giorni si potrà avere la possibilità di visitare anche la Reliquia con il sangue della fondatrice delle Missionarie della Carità e la stanza, situata nel convento di San Gregorio, dove la Suora dimorava durante la sua permanenza a Roma.
Madre Teresa, nata il 20 agosto 1910 a Skopje, capitale dell’attuale Macedonia, a quel tempo era una città dell’Albania. L’Ordine religioso da lei fondato, era inizialmente una minima Congregazione invece oggi è diventata almeno con cinquemila suore che professano in 130 Paesi del mondo, con 700 case offerte all’assistenza degli umili. Tutta la vita di Madre Teresa è stata fondata sulla misericordia.
Scriveva Mons. Sante Montanaro: “…una coraggiosa religiosa della quale erano ben note l’eccezionale semplicità, la grande dolcezza, e l’esemplare adattamento alla sofferenza, certamente, frutto del suo profondo amore per Cristo. Preso dall’ammirazione per questa Suora, nel cui corpo minuto albergava un’eccezionale forza interiore, Guadagnuolo ha eseguito una serie di ritratti che testimoniano le opere straordinarie di carità compiute dalla Beata, le sue preghiere, le sue parole colme di speranza cristiana”.
«…Grazie moltissimo per la sua lettera, i suoi bellissimi acquerelli della nostra Madre scrive -Suor M. Nirmala, M.C., dei Missionari della Carità da Calcutta (l’erede di Madre Teresa) - e grazie per averci informato riguardo la proposta del suo lavoro artistico. Noi ringraziamo Dio per l’ispirazione che avete ricevuto e che ci avete così ben descritto… chiediamo a Dio di benedirla. Possa la sua contemplazione e arte portare il messaggio dell’amore della Madre per Gesù in quell’amore che ha condotto Gesù al sacrificio della croce e che ciò possa dissetare coloro che osservano i suoi dipinti…» (Calcutta, India, 1 marzo 2005).
Cosi pure Il Card. Pio Laghi: «…Devo dirle che, non solo ho apprezzato le sue opere, ma ho visto con ammirazione che lei ha saputo ritrarre, in due atteggiamenti diversi ed in maniera molto espressiva, i lineamenti fisici e spirituali della Madre, che io ebbi il privilegio di conoscere da vicino e di ricevere da Essa dimostrazione di materno affetto…» (Roma, 24 marzo 2005).
Francesco Guadagnuolo ha ritratto tantissimi Santi tanto da essere riconosciuto come “Il pittore dei Santi”, così scriveva il Vescovo Pietro Garlato: «…Francesco Guadagnuolo si è dedicato con dedizione alla raffigurazione di numerosi Santi e Papi, da Pio IX a Benedetto XVI, con spirito di ricerca e di innovazione rispetto all’iconografia classica. Uno dei suoi obiettivi principali, oltre all’interpretazione psicologica dell’individualità del Santo, è stato la ricostruzione della sua influenza nel periodo storico in cui egli ha operato, con riferimenti, accanto alla figura centrale, alla sua contemporaneità anche attraverso scene bibliche fortemente simboliche ascrivibili ad essa. É una continua tensione verso la realizzazione di nuove soluzioni compositive, nell’intento di superare la crisi dell’iconografia religiosa verificatasi nell’ambito dell’arte occidentale. La tecnica di Guadagnuolo si basa su pennellate veloci, sintetiche, in uno stile sobrio nella sua efficacia, così che la forza espressiva del volto evoca la personalità e la dimensione religiosa del personaggio rappresentato…».
Mons. Elio Venier affermava: “che nelle opere di Guadagnuolo riservate all’arte sacra, è sempre vivo il senso dell’uomo come effigie di un sentimento religioso che deve fare i conti con i sommersi segreti del tempo andato, con i moventi odierni e i timori del futuro, con l’irrinunciabile necessità di ricerca dei valori perduti. Obiettivo pertinente di Guadagnuolo è sempre stato quello di operare una trasformazione espressiva, tesa a delineare una nuova iconografia cristiana, la quale rapporti l’uomo alla natura divina pur nell’inevitabile fluire del tempo e nel rispetto dell’irrappresentabile mistero di Dio”.
Abbiamo incontrato a Roma l’artista Francesco Guadagnuolo che per l’occasione ci ha rilasciato un’intervista sulle sue riflessioni e suggestioni nella realizzazione dei ritratti su Madre Teresa che verranno esposti in questo grande evento mondiale. Il Maestro si è espresso così: «Rivisitare un lungo periodo, con la forza dell’immagine per un artista è sempre un’emozione particolare specialmente quando egli ha davanti Personaggi di Chiesa che hanno lasciato il segno nel popolo di Dio e non solo. I ritratti che ho realizzato tengono presente la felicità di vita di Madre Teresa di Calcutta ed ho pensato che essi dovevano comunicare forza espressiva ed un’energia che questa umile e piccola donna possedeva. Non è stata però trascurata oltre la semplicità, la dolcezza ed infine, la sofferenza frutto del grande amore del Cristo crocifisso. Mi vengono in mente le parole di Giovanni Paolo II: “Questa Suora universalmente riconosciuta come madre dei poveri lascia un esempio eloquente per tutti, credenti e non credenti… Ci lascia la testimonianza della contemplazione che diventa amore e dell’amore che diventa contemplazione…”. Realizzando questi ritratti ho compiuto un itinerario mistico attraverso le parole, le testimonianze e le preghiere di Madre Teresa. Nel silenzio della contemplazione Ella sentiva il grido di Gesù sulla croce: “Ho sete”. Questo grido la spingeva sulle strade di Calcutta alla ricerca di Gesù nel povero, nell’abbandonato, nel moribondo. Ho cercato in queste opere una forza evocativa, cercando di tirar fuori quel segreto, quel silenzio di cui era avvolta la Missionaria della Carità, lei diceva: “Oh benedetto silenzio che dà tanta pace all’anima”. Questi ritratti sono una successione di suggestioni che non possono essere espressi ma solo vissuti con un personale rapporto spirituale. Le opere grafico-pittoriche scoprono l’aspetto di una nuova iconografia e di un cromatismo moderno, che scandiscono la vita ed i tempi della Suora di Calcutta cercando di esprimere quella forza espressiva di questa piccola grande donna per un’interpretazione di una figura così poliedrica qual è Madre Teresa, ecco perché la identifico come la Santa dei nostri giorni. In queste opere ho cercato di fare risaltare tre realtà dell’Apostola dell’amore: la gioia, la sofferenza e la preghiera. Spero che questa mostra possa far ritrovare almeno una piccola parte benevola di noi stessi».