martedì 9 agosto 2016

Giuseppe Cossentino fra i 10 sceneggiatori migliori al mondo. L'intervista di Fattitaliani

La carriera di Giuseppe Cossentino, giovane e talentuoso scrittore a tutto tondo, è stata segnata da Mostri sacri della Sceneggiatura e ne è rimasto così colpito che ha deciso che la scrittura avrebbe fatto parte della sua vita a 360°.
Menzione d’onore a soli 19 anni per il suo racconto “Dopo il perdono”. Nel 2011 dall’incontro tra il vecchio radiodramma radiofonico ed il web, nasce “Passioni senza fine” in formato soap-opera. Blogger del webzine “Italy in the world”, attraverso articoli, recensioni ed interviste racconta i colori dello Spettacolo nazionale ed internazionale. Per lui i social usati con la testa, sono un mezzo positivo. Entrare nella Top Ten dei dieci migliori sceneggiatori anche di famose serie Tv americane è stato uno dei primi traguardi per fare sempre meglio. Aspettando nuovi progetti si racconta a Fattiitaliani.it.
Nella tua carriera hai avuto come Maestri, grandi sceneggiatori. Cosa hai attinto da ognuno di loro?
Verissimo. Ho una formazione solida alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli, nel percorso del diploma di sceneggiatore professionista mi sono confrontato con grandi sceneggiatori nazionali, come Alessandro Bilotta, Davide Aicardi e Dario Carraturo. Da ognuno di loro ho cercato di carpire i segreti e le tecniche di questo meraviglioso lavoro, lo sceneggiatore. Nella mia carriera ho studiato anche le tecniche del giornalismo parallelamente alla sceneggiatura con Giuseppe Porcelli. Insomma, la scrittura fa parte della mia vita a 360° in tutto e per tutto.
Menzione d'onore per il tuo racconto "Dopo il perdono". Bisogna sempre perdonare?
A soli diciannove anni il premio Napoli Cultural Classic, mi investì di questa menzione, fu una bella e gradita sorpresa per questo racconto famigliare che mi ha dato tantissime soddisfazioni. Non me lo aspettavo. Si dice chi perdona ha vinto. Ma io ci aggiungo se ne vale davvero la pena bisogna perdonare non sempre. Perché ovviamente chi ti fa del male dopo non ci pensa due volte a fartene nuovamente.
Nel 2011 hai scritto il primo radiodramma del Web "Passioni senza fine", in formato soap-opera. Com'è nata l'idea?
“Passioni Senza fine” la considero un po’ la mia prima figlia. Per uno sceneggiatore le opere, i copioni sono un po’ tutti come figli. L’idea nasce con l’intento di recuperare quel vecchio radiodramma dimenticato ormai dalle radio tradizionali, unendolo al nuovo mezzo di comunicazione che è il web. Tradizione e innovazione si uniscono ed è da lì che gli internauti si “appassionano” regalandomi una popolarità ed un affetto pazzesco, seguendo le vicende delle famiglie della Napoli bene che si contendono il potere del mercato farmaceutico, tra lotte di potere, colpi bassi, segreti e amori impossibili.
Sei anche blogger, di cosa ti occupi in particolar modo?
Vincendo i Rome Web Awards, gli Oscar italiani del web e una Golden Star alla Carriera che mi ha incoronato l’Oscar italiano del web ho deciso di utilizzare la mia popolarità e la mia passione per la scrittura per aprire un webzine “ ITALY IN THE WORLD” con il quale con l’aiuto di diversi collaboratori come Marco Addati, Francesco Sorge e Marilena Frigiola con il sostegno dell’agenzia di comunicazione e stampa nazionale Massmedia di Sante Cossentino racconto attraverso articoli, recensioni e interviste, i colori dello spettacolo italiano e internazionale.
Con i social network, realtà e virtuale si confondono. E' un bene o un male?
Se utilizzati bene e con testa i social sono un motore positivissimo per il lavoro artistico per promuovere la tua attività. Io personalmente li trovo un bene se utilizzati in questo modo.
Con temi importanti come il Femminicidio e l'Omofobia, hai riportato il Teatro in TV. Come ha reagito il pubblico?
Ha reagito in modo alquanto positivo, con il cambio della qualità della tv italiana, vedere questo tipo di programmi che si portavano un tempo non capita tutti i giorni, quasi una rarità che è stata applaudita e apprezzata e che ha lasciato dei messaggi positivi e di denuncia su queste tematiche importanti e delicate.
Open Journalist ti ha messo nella TOP TEN dei dieci sceneggiatori migliori al mondo. Cosa hai provato?
Un’emozione indescrivibile. Essere tra i 10 più importanti sceneggiatori anche di famose serie tv americane è stato uno dei primi traguardi per fare sempre meglio.
Nuovi progetti in cantiere?
Sono in cantiere nuovi radiodrammi e dei cortometraggi in via di definizione e scrittura.

Elisabetta Ruffolo

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