domenica 10 luglio 2016

Versiliana, il 13 luglio prima nazionale de "Il Berretto a sonagli" con Sebastiano Lo Monaco. L'intervista di Fattitaliani

L’amore per il Teatro e per Pirandello nasce ai tempi del Liceo Classico. Sebastiano Lo Monaco ha frequentato da sempre il palcoscenico del Teatro di Siracusa, distante solo dieci chilometri da Floridia, il paese che gli ha dato i natali. Non ha nessun progetto al cinema e in televisione. Con Il Berretto a sonagli debutterà in Prima nazionale al Festival della Versiliana il 13 luglio (foto di Nino Ali). Il 17 sarà al Plautus Festival di Sarsina e il 6 agosto a Lametia Terme. Fattitaliani lo ha intervistato.
Ha già affrontato molti testi di Pirandello, quali ricordi scolastici ha di lui? Cominciò lì l’innamoramento tanto che alla maturità Classica portai il suo testo “Enrico IV” anche se non era materia d’esame.
Il Berretto a Sonagli debutta in Prima Nazionale al Festival La Versiliana, il 13 luglio. Oltre ad esserne interprete è anche Regista. Che versione offre? 
Ho voluto mettere in risalto la psicologia dei personaggi anche perché siamo nel 1917 quando Freud pubblica la seconda parte di introduzione alla Psicanalisi. Pirandello ha ascoltato, origliato, respirato l’aria culturale del tempo e sicuramente si parla di psicanalisi nel testo. Nell’opera teatrale ci sarà un approfondimento psicanalitico dell’animo dei personaggi.
Pirandello definiva il suo “Berretto a sonagli” una commedia nata e non scritta. La sua Regia è Viva e non scritta. Vuole parlarcene? 
Ho cercato di far lavorare gli attori sull’opzione della recitazione retorica e classica per cui il risultato è che gli attori parlino e non che recitino.
Ciampa, pur essendo apparentemente grottesco, in realtà è straziante ma è anche il più moderno tra i personaggi pirandelliani. Perché? 
È moderno perché deve dividere l’amore della sua donna con un altro uomo e può capitare a tutti anche oggi. Lo strazio, il silenzio, il dolore della sopportazione sono storie di tutti i giorni.
Secondo lei come reagirebbe un uomo oggi? Sarebbe comunque disposto a condividere l’amore della moglie con un altro? 
L’uomo che accetterebbe ne soffrirebbe, ci sono anche gli uomini che reagiscono e quelli che ammazzano.
È cresciuto e si è formato tra la classicità ellenica e quella romana, il mestiere di attore è stata una scelta predeterminata? 
Non l’ho scelto, ho quasi sempre fatto questo, a Scuola, al Liceo, in Parrocchia. Non sono stato scelto, l’ho scelto io.
La sua prima lingua è il dialetto siciliano quindi recitare Pirandello le è più facile rispetto ad altri attori? Il colore linguistico aggiunge o toglie ad uno spettacolo? 
Sicuramente aggiunge perché i dialetti danno una possibilità maggiore di espressività all’attore, un colore maggiore, un approfondimento, una verità perché sono le nostre lingue autentiche.
I testi di Pirandello quali verità raccontano? 
Non una sola ma tante, Pirandello è un autore che dice “non esiste una sola verità ma quella della vita, dei fatti quotidiani”: Uno, nessuno e centomila, Così è se vi pare raccontano tante verità possibili. Ognuno ha la sua, dall’alto di ogni persona la verità viene vista in maniera diversa.
Il Teatro greco di Siracusa è una sorta di casa ideale, umana e professionale. Perché? 
Perché sono nato a dieci chilometri da Siracusa, sono cresciuto in quel Teatro e la formazione culturale è stata al Liceo Classico con le traduzioni dei classici greci, mentre stavo al Liceo ho calcato le scene di quel Teatro. Avere toccato quelle pietre da ragazzino, mi ha talmente influenzato che poi è diventata la passione della mia vita. Coltivo i classici greci che ancora traduco.
Il sogno di dirigere una tragedia a Siracusa, rimarrà tale o potrebbe trasformarsi in realtà? 
Spero che prima o poi avvenga, presto non credo per come vanno le cose nel nostro mondo.

Ha lavorato con Paola Borboni e Alida Valli che ricordi ha di entrambe? 
Due donne straordinarie, Paola Borboni rappresentava tutto il Novecento, ha attraversato interamente quel secolo. Era nata il 1° gennaio del 1900 ed è morta nell’aprile del 1995. Ha conosciuto tutti i personaggi del mondo della cultura, da D’Annunzio a Pirandello. Era una donna che ha dimostrato sempre grande coraggio. Alida Valli ha avuto fascino, bellezza, era colta, elegantissima. Ha attraversato il cinema fino ad arrivare ad Hollywood. Con entrambe grandi racconti e grandi chiacchierate. Entrambe sono state delle Maestre.
Elisabetta Ruffolo

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