mercoledì 13 luglio 2016

Sprar, nel 2015 30mila profughi accolti in 800 comuni italiani

Nel 2015 sono state quasi 30mila le persone accolte dal Sistema italiano di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).
E' quanto emerge dal nuovo Rapporto annuale Sprar presentato oggi presso la sede Anci di Roma. Presente anche il capo Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno, Mario Morcone, secondo cui a fine mese arriverà in Conferenza unificata un decreto per semplificare l'avvio dei progetti Sprar. A seguire la presentazione per noi c’era per noi Elvira Ragosta:
Aumenta, rispetto agli anni precedenti, il numero delle persone che ha trovato accoglienza nella rete Sprar: nel 2015 sono stati quasi 30mila. Le regioni più accoglienti sono state il Lazio e la Sicilia. Sui Paesi di arrivo l’Atlante Sprar del 2015 conferma la tendenza già emersa per il rapporto 2014: il 15% di rifugiati e richiedenti asilo è arrivato dalla Nigeria, il 12% dal Pakistan come dal Gambia. 1.640, poi, i minori stranieri non accompagnati accolti nei progetti Sprar su una rete attiva di 977 posti. Un dato ulteriore dell’Atlante 2015 riguarda i giovani: l’84% delle persone accolte ha un’età compresa tra i 18 e i 36 anni, mentre quasi la metà possiede un livello di scolarizzazione medio-alto. Le strutture di accoglienza sono oltre 2500 e si tratta per lo più di piccoli alloggi, scelta mirata a realizzare un sistema di accoglienza che faciliti i migranti  nell’interazione col territorio al termine dell’accoglienza Sprar. Oltre 8mila, poi, sono le professionalità coinvolte nei 430 progetti realizzati nel 2015. Progetti  destinati per la maggior parte a richiedenti e titolari di protezione internazionale. 800, invece, i comuni coinvolti in una rete di 376 enti locali. Ad analizzare il rapporto, Maria Silvia Olivieri, del Servizio centrale Sprar:
R. – Il punto principale è la crescita del sistema di protezione. È un sistema di protezione che per tanti anni si è mantenuto costante, su piccole cifre, seppur non superando mai i 6mila posti di accoglienza; e adesso siamo arrivati fino a 27mila posti di accoglienza. Quindi il dato principale è questo; poi in questo Atlante viene per la prima volta raccontato, sempre in termini quantitativi e rappresentativi del sistema, quello che si realizza all’interno dei vari Sprar territoriali per favorire le misure di inclusione sociale, di inserimento e di supporto alle persone, per un inserimento socio-economico sul territorio.
D. – Alcune di queste misure prevedono l’insegnamento della lingua italiana e anche l’inserimento nel mondo del lavoro. Ci racconta un po’ come queste due azioni avvengono, anche a livello territoriale e regionale?
R. – Sì, in realtà l’inserimento lavorativo non dovrebbe essere una componente dello Sprar, che non è un centro nazionale per l’impiego. Però si sta spingendo molto e lo sta facendo proprio per supportare le persone nell’ingresso nel mondo del lavoro o comunque per avere una dimensione ed essere proiettati verso un inserimento lavorativo; proprio perché, in questo momento storico, da ormai sette anni, con l’Italia in piena crisi economica, i richiedenti asilo e i rifugiati vanno a sommarsi alle persone con maggiori fragilità, sia sociali che economiche. Quindi l’impegno dello Sprar è in un rafforzamento di percorsi di formazione professionale e soprattutto di tirocini formativi, che vengono molto utilizzati. Tutto ciò oltre alla conferma dell’apprendimento della lingua italiana, che diventa indispensabile per rendere libere le persone.
D. – L’Atlante ci dà i dati del 2015, ma nel frattempo tante cose sono già cambiate…
R. – Sì, perché lo Sprar è in piena evoluzione e in costante cambiamento. Noi oggi raccontiamo il 2015, ma proprio oggi siamo con uno Sprar fortemente rinforzato, perché nel corso del 2016 abbiamo già avuto un allargamento della rete Sprar per i posti per minori non accompagnati e un ulteriore allargamento della rete Sprar anche per persone adulte o con situazioni di vulnerabilità legate a motivi di salute. E quindi è uno Sprar che noi abbiamo raccontato nell’Atlante su 22mila posti e adesso ci ritroviamo già – mentre lo stiamo raccontando – con uno Sprar cresciuto di oltre 5mila posti.  
Alla presentazione dell’Atlante Sprar ha preso parte anche il presidente dell’Anci, l'ex sindaco di Torino Piero Fassino, che guiderà l’assemblea dei Comuni fino al prossimo ottobre:
"Il nostro Paese, in questi anni, di fronte all’emergenza profughi, ha avuto una capacità di accoglienza straordinaria e un pezzo di questa capacità di accoglienza straordinaria è il sistema Sprar, cioè il sistema dei comuni, che ospita in questo momento oltre 30 mila persone. E questo è un contributo alla straordinaria capacità di accoglienza dei profughi del nostro Paese". Elvira Ragosta, Radio VAticana, Radiogiornale del 13 luglio 2016.

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