venerdì 8 luglio 2016

Presentato il Giffoni, il 46° festival cinematografico dei ragazzi. Tema: “Destinazione”

È stato presentato a Roma il 46° Giffoni Experience, il Festival per i bambini e i giovani che saranno ospiti ancora una volta nella cittadina campana in provincia di Salerno dal 15 al 24 luglio per condividere un’esperienza umana e di cinema unica e inimitabile. Il servizio di Luca Pellegrini: 

Torna Giffoni con i suoi giovanissimi giurati, provenienti da 51 paesi del mondo, tornano i film, che sono 175, torna l’entusiasmo e una delle più belle esperienze di cinema e di cultura che insegnano a condividere e ad assumere un atteggiamento maturo e critico in una delle fasi più delicate della crescita. Giffoni è una esperienza unica. Ogni hanno ci sono novità che Claudio Gubitosi, ideatore e direttore del Festival, annuncia con orgoglio. Gli abbiamo chiesto quali sono quelle del 2016:
R. – La novità è che Giffoni si fa, è vivo, è in salute, è in crescita e che abbiamo dovuto costruire altri cinema, perché c’è stata una richiesta enorme da parte dei ragazzi. Pensate che siamo arrivati a 4150 giurati. Parlare di novità è sempre particolare per Giffoni, perché l’impostazione dell’evento culturale sta lì, è forte quest’anno. La complessità del progetto di Giffoni è che è composto da tanti programmi. Certo, quello di luglio è la parte più visibile, la parte più forte, quella storica. Siamo arrivati a 46 anni. La domanda la prendo come uno spunto, perché la novità è proprio il fatto che un’idea che ha 46 anni non è ancora nata. Nel senso che è talmente forte ed attraente, che mette a dura prova tutto quello che è la nostra organizzazione. Avremo momenti importanti dove i ragazzi e le famiglie potranno ritrovare un loro modo di amarsi e pure di conoscersi. Abbiamo costruito un cinema tutto per le famiglie. Questa è una scelta di politica culturale. Ho voluto dare un grande segno ai giovani del cinema italiano, a quelli noti e a quelli non noti. Quindi tanto cinema italiano, senza escludere ovviamente i talenti internazionali.
D. - Quest’anno Giffoni sceglie un tema che è in sé un obiettivo: “Destinazione”. Ce lo vuole spiegare?
R. – Guardi, è un tema aperto. Cosa succede ad un ragazzo a Giffoni? Si conosce, si mette a nudo, si guarda allo specchio, accetta la propria personalità, accetta la propria identità e anche la propria diversità. E’ in quel momento che Giffoni dà l’opportunità di creare, come quest’anno farà, la destinazione di ognuno di noi o le varie destinazioni. La cosa importante è che si parte sempre da un punto per arrivare alle destinazioni. Ma non è solo questo: immaginate quelli che invece scelgono l’Italia e l’Europa per vivere e invece muoiono. C’è tutto un lavoro quindi che faremo durante questo evento. C’è un’Europa in grande movimento. Questo è un interrogativo che si debbono porre tutti. Noi da Giffoni facciamo solo provocazioni. Ed io sono sicuro che i ragazzi che hanno scelto questo tema, sapranno viverlo nel migliore dei modi e forse, perché no, diranno anche a noi quali destinazioni poi prendere.
D. - Lei Gubitosi compie quest’anno 65 anni d’età: 46 li ha passati dedicandosi al Festival che ha creato. Che cosa significa per lei avere raggiunto questa meta?
R. – Di avere fatto una cosa che ha lasciato il segno nel tempo, ma che si è auto rinnovata anno per anno e che il tempo non ha corroso, anzi non ha toccato. E il fatto che ci siano decine di migliaia di bambini che non conoscono Giffoni, ma che vogliono venire, lo dice chiaramente. Quindi avere investito la mia vita in questa idea e aver reso famoso Giffoni; avere investito la mia vita nel mio Paese, in questa idea, e nello stesso tempo, avere intuito che il mondo cambiava e che si doveva stare al passo con i tempi, con i ragazzi, e quindi fare quello che loro volevano e non quello che tu desideravi. Quando arriveremo a regime, i ragazzi saranno felici di lavorare e avranno una casa: Giffoni. Luca Pellegrini, Radio Vaticana, Radiogiornale dell'8 luglio 2016.