martedì 5 luglio 2016

A Sara Favarò encomio per la cultura e iscrizione all'Albo D'Oro e nomina a socio onorario al Museo Mirabile

Sara Favarò è stata nominata socio onorario del Museo Mirabile, delle tradizioni ed arti contadine,con iscrizione all’Albo d’Oro del Museo ed ha ricevuto l’encomio per la cultura da parte dell’Associazione La Biglia Verde di Borgetto. Il conferimento dei riconoscimenti all’artista è avvenuto durante lo svolgimento del IV Simposio "Al Tempio dei Poeti", organizzato dal Museo Mirabile, di Marsala il 3 luglio scorso.

Un simposio che ha visto la partecipazione di poeti provenienti da tutte le province siciliane. L’avvocato Francesca Currieri, presidente dell’Associazione Biglia Verde, dichiara: Fra i tanti artisti e scrittori che rappresentano un vanto per la nostra terra, abbiamo scelto Sara Favarò per essersi distinta nel campo della cultura, con eventi, canti, poesia, narrativa, tradizioni siciliane ed iniziative volte al sociale. Per avere coniugato parole e musica, dando nuova linfa al territorio. Per avere dato verve, con le sue canzoni, a profonde meditazioni su temi sociali emergenti”.
I poeti intervenuti  al IV Simposio hanno declamato le loro poesie, talune in lingua italiana ed altre in lingua siciliana, ma tutte piene di patos. Sara Favarò ed Enzo Rinella hanno condotto la manifestazione “Al Tempio dei Poeti”, alternando la poesia con le canzoni in siciliano, interpretare dalla presidente del Museo, Rossella Mirabile, accompagnata dal gruppo “Vuci di Sunatura” composto dai Maestri Peppe Porcelli, Peppe Angotta e Tommaso Angileri.
Il poeta compositore e vicesindaco del Comune di Malvagna ha ricevuto il “Premio Lontananza” da parte del Museo Mirabile. Durante il simposio la famiglia Piccione ha conferito il “Premio Enrico Piccione” all’Avv. Sebastiano Vassallo di Trapani. Le poesie e la foto con il curriculum di ogni poeta partecipante al simposio, sono stati pubblicati in una antologia, a cura di Salvatore Mirabile, edito da Edizioni repanum.
Il Trofeo “Il Tempio dei Poeti” è stato attribuito al poeta Francesco Billeci.

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